martedì, Maggio 21

Incubo di inizio d’anno: tra il sanculotto Di Maio e il prefascista Salvini Mai come oggi il futuro è buio, oscuro. Il disprezzo per la democrazia e l’odio per questa Costituzione dei due ‘uomini forti’ del momento: potremmo non fermarli in tempo. È già accaduto

0

Dopo una prima settimana relativamente tranquilla di fine vacanze natalizie, possiamo cercare di tirare le somme di ciò che accade, non di ciò che accadrà, però: mai come oggi il futuro è buio, oscuro

Il Governo ha superato molto malamente lo scoglio del bilancio, anzi, molto oscuramente, stracciando la Costituzione, che è l’unica regola comune che resti e che costoro, deliberatamente o meno, stanno cercando di smantellare.
Dico deliberatamente o meno perché, oltre ad una massa di oscurantismo, anzi di oscurità intellettuale, in questo Governo ci sono due anime in apparente, lo ho detto molte volte e lo ripeto solo apparentemente, in contrasto o in competizione: l’anima robesperriana e sanculotta che fa capo a Luigi Di Maio (che però agisce ormai sotto stretto controllo di Casaleggio da una parte, e Dibba dall’altra, e di entrambi le intenzioni sono tutt’altro che chiare, salvo una e lo vediamo fra un momento) e l’anima prefascista (ha ragione Flores D’Arcais, prefascista, è molto peggio) di Salvini e i suoi ormai sempre più sgherri … ha assunto perfino i cosiddetti ‘ultrà’ delle peggiori tifoserie (del Nord, solo del Nord).
Ora cominciano i dolori veri, si devono realizzare le cose ottenute, e i problemi non saranno pochi. Se i due fossero realmente in contrasto come si dice, si avrebbe un periodo di lotta furiosa che si concluderebbe con la caduta del Governo. Se, invece, come io penso, i due sono solo cinicamente le due facce della medesima medaglia, allora niente crisi, regime. Credo che quest’ultima sia la tesi molto sbrodolata della signora Annunziata.

Perché apparentemente? Ma perché i due hanno un punto chiarissimo in comune: il disprezzo per la democrazia e l’odio per questa Costituzione, che non capiscono, salvo che quando la interpretano come un ostacolo alla realizzazione ‘facilitata’ dei propri disegni.
In questo quadro -e ciò rafforza la mia convinzione circa la effettiva unità di intenti- Casaleggio e Dibba (con la collaborazione ormai sempre più sgangherata di Grillo) secondo me sono sulla medesima linea anti democratica: Casaleggio con le sue follie cesariste dei parlamentari inutili (e li ha sperimentati, deliberatamente sperimentati, nella procedura del bilancio) cui Dibba e Di Maio vogliono anche ridurre lo stipendio, trasformandoli in ciò che già di fatto sono: dei portaborse ripetitori degliordinidei vertici. Questa idea autoritaria, quasi solipsista, della politica, si sposa benissimo con l’ormai plateale fascismo da avanguardista di Salvini.
Questa tesi, meglio questo incubo, è rafforzato da taluni recenti ‘interventi’, forse i più terrificanti di tutti.  

Premetto che non mi riferisco all’intervento, durissimo ma lucido come pochi, di Flores di cui parlavo prima e nemmeno sulle considerazioni sempre chiare e nette di Cacciari , ma a parte questi e pochi altri, ad inizio anno ne sono apparsi di davvero terribili.
Renzi, di nuovo, sempre pimpante ed arrogante, a proporsi, lui!, come prossimo Presidente del Consiglio. Ma non il suo, con quello di Gozi. Si tratta di due dei rappresentanti di quanto di peggio ormai abbia prodotto la politica italiana, gli alfieri della peggiore economia, del Governo come imposizione e come sviamento dell’attenzione. Insomma il concentrato delle politica vecchia che più vecchia non si può. Forse Flores esagera nel mandare al macero tutti gli ‘uomini politici’ più noti (ad esempio a me sembrava che Bersani sia stato uno dei pochi ad avere capito cosa stava accadendo) ma certo quelli che parlano di più, finora sono il peggio del peggio. Parlare di ritorno al Governo con frasi melense tipo «non lascio il futuro a chi non crede nei vaccini» o «andiamo in piazza con i comitati civici contro Orbà», rivelano solo non tanto la mancanza di idee, ma la totale separazione di questa gente dalla realtà, come se il voto dell’anno scorso, fosse stato un caso, un incidente, un momento di distrazione dell’elettorato bue, da riportare all’ordine al più presto.
Ebbene non è così. Gli italiani, nonostante i tanti tentativi di farli apparire come una sorta di massa di pecore ignoranti, gli italiani non sono così. Sì, duole dirlo, l’ignoranza e la superficialità imperversano e la colpa, tutta la colpa, è tutta e solo proprio di quelli che oggi vorrebbero ‘riprendersi’ il Governo o andare in piazza a fare caciara. Se una consapevolezza civica, una coscienza della entità e della gravità dei problemi oggi mancano in molti italiani, la colpa è tutta loro, e non si tratta di un ‘incidente di percorso’: questo fine è stato perseguito deliberatamente, lasciando spazio agli approfittatori e agli imbroglioni, facilitando la vita agli ignoranti e ai supponenti a danno dei colti mandati a svernare all’estero, distruggendo la scuola e l’Università.

Di che parlate voi, Renzi, Gozi, Berlusconi, Gelmini, Carfagna, giovani turchi, Franceschini, Martina, Tajani, per non parlare dei vati e vaterelli che spuntano qua e là come funghi: Veltroni, Bertinotti, lo stesso Monti, sempre la fotocopia sbiadita di se stesso, perfino Prodi (il più intelligente del mucchio, ma purtroppo alla fine solo questo) eccetera eccetera. Questo Paese, oggi è né più né meno che la vostra fotocopia; questo Paese ignorante e superficiale, siete voi, solo voi, è quello che avete voluto e creato. Ma, per fortuna, non siete stati all’altezza del compito e non siete riusciti pienamente nel disegno, che, diciamocelo chiaramente, alla fine, era solo quello di trasformare questo Paese in uno Stato autoritario.
Non ci siete riusciti, la ciambella è venuta senza buco … e se la sono presa quei due. Profittando del fatto che gli italiani ignoranti, buoi, pronti sempre alla truffetta, alla fine ne hanno avuto abbastanza e vi hanno sbattuto la porta in faccia. A tutti, tutti, ma proprio tutti voi. Ma davvero pensate che un finto congresso ridotto alla votazione di un Tizio da parte di gente più o meno raccogliticcia basti a rimettervi in sella? Ma davvero pensate che caduto questo Governo, Salvini torni tra le braccia salvifiche di Berlusconi? e, magari, della Pascale?

Gli italiani ne hanno abbastanza di voi, e, secondo me, anche di Salvini, che, però, ha forse ancora un po’ di spazio perché rappresenta quell’uomo forte che nella idea di molti è l’unica soluzione per rimettere un po’ di ordine e di decenza in giro. [A tal proposito, può essere una lettura interessante (per quanto magari complessa) questa] Ma, poi, all’atto pratico, io non credo che ne siano convinti. È però un pericolo grande, perché il voto è una brutta bestia: una volta dato non sai come lo useranno, e quindi quelli che votano Salvini nell’illusione di mettere ordine, potrebbero trovasi (ma loro insieme a noi) alle prese con un Mussolinetto di serie C, senza prospettive, senza idee.
Certo, l’alternativa avrebbero potuto essere questi giovinastri oggi al potere: abbarbicati al potere, incapaci di capire cosa voglia dire, incapaci di pensare altro che ‘io decido così e basta’, o a sbandierare un pauperismo osceno (c’è gente, tanta, ma tanta gente, che è povera davvero, non prendetela per il c …, quelli poi si ribellano). Giovinastri, sì, perché il loro merito unico è quello, ma la gente, il popolo bue e ignorante se ne sta accorgendo che non sono all’altezza, culturalmente e, in special modo, politicamente.

Si rischia, in altre parole, di andare incontro ad una sorta di stallo o di sollecitare l’uzzolo autoritario dei dueuomini fortidel Governo, un pericolo davvero grave, anche perché i due (o chi per loro, naturalmente) hanno al proprio arco non una freccia, un cannone enorme: prima di altri quattro anni non ci saranno elezioni politiche, e quindi la tentazione di tenersi il potere (mal diviso, perché Salvini è molto più forte di Di Maio) e approfittare dell’altra carta pesante che hanno in mano: l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Se ci riescono, li avremo davanti per almeno venti anni!

Non ci resta, lo dico quasi ridendo perchè è da ridere, non ci resta che il ceto degliimprenditori’, che potrebbero farsi un po’ di conti e notare che un regime del genere, e il prevedibile e inevitabile isolamento dall’Europa, sarebbe la loro scomparsa. Ma ci vorrà tempo, perché questo ceto medio imprenditoriale, vive molto di mercato interno e di espedienti, e prima di rendersi conto di quanto gli costi quel regime, potrebbero metterci tempo, troppo tempo, al punto da non poterlo fermare più. È già accaduto.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.