venerdì, Dicembre 13

Sudafrica: in tribunale si consuma l’inizio della fine di Zuma Cos’ha rappresentato l’ex Presidente sudafricano per il Paese? Ne parliamo con Dirk Kotze, docente di Scienze Politiche all’Università del Sudafrica

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Oggi venerdì 6 aprile ha avuto inizio, con un’udienza preliminare, il processo che segna  l’inizio della fine dell’ex Presidente sudafricano Jacob Zuma -processo poi rinviato all’8 giugno. Questa mattina Zuma si è recato in tribunale per rispondere delle accuse di frode e corruzione in merito ad una fornitura di armi che risale agli anni novanta, ma, molteplici sono le accuse e gli scaldali che ruotano intorno alla sua persona e minano al contempo la credibilità e la stabilità dell’African national Congress (ANC). Zuma è infatti, il prodotto dell’ANC, il partito che lo ha eletto per ben due volte come Presidente e sarà difficile, se non impossibile, che a seguito del processo l’ANC potrà evitare alcuni danni collaterali. Il rischio è anche che lo stesso Zuma, messo alle strette e portato alle sbarre, possa mettere sul tavolo del tribunale tutti i panni sporchi del movimento rivelandoli pubblicamente.

Lo scorso 14 febbraio Zuma annunciò pubblicamente le sue dimissioni, la sua non fu una decisione volontaria: se non avesse lasciato la presidenza, il Parlamento avrebbe votato una mozione di sfiducia nei suoi confronti, proposta e appoggiata dal suo stesso partito che in seguito ai numerosi scandali, ha deciso di prendere le distanze da Zuma. Per 9 anni è stato alla guida del Paese e dell’ANC, lasciando il partito molto più debole di quanto non fosse mai stato dalla metà degli anni Novanta, con la fine dell’apartheid, cioè quel regime in cui la società era ufficialmente e formalmente segregata su base etnica. Dal suo canto, anche l’ANC non è stata capace di trasformarsi da movimento di liberazione nazionale a moderno partito politico, secondo gli osservatori locali, con il risultato che l’ex partito di Nelson Mandela avrà serie difficoltà nel mantenere lo strapotere politico degli ultimi decenni nelle prossime elezioni.

Oggi, Zuma è accusato di aver preso tangenti dal produttore di armi francese Thales per un contratto del valore di 4 miliardi di euro, durante il suo mandato come Ministro dell’Economia provinciale e poi come vice Presidente dell’ANC. Inoltre, altre prove lo accusano di aver incassato in modo illecito un totale di 280.000 euro da 783 pagamenti gestiti da Schabir Shaik, un uomo d’affari che fungeva da consulente finanziario. Un punto chiave del procedimento penale che va a sfavore dell’ex Presidente sudafricano è un fax firmato da Alain Thetard, un dirigente della filiale sudafricana di Thales, che descrive l’accordo raggiunto con lo stesso Zuma. Se da un lato Shaik è stato condannato a 15 anni di carcere nel 2005 sulla base delle stesse accuse, fino ad oggi la stessa sorte non è toccata a Zuma che per tutta risposta ha affermato che: «l’inchiesta ha dimostrato che non esiste un solo briciolo di prova» alle accuse mosse contro la sua persona.

Le accuse del caso Thales furono già state discusse in maniera controversa nel 2009, ma sono state riesaminate dall’Alta Corte del Paese nel 2016. La Corte Suprema di Appello ha continuato a sostenere questa sentenza nel 2017 e il 16 marzo 2018 si è svolta quella che per il momento è l’ultima puntata della più lunga soap opera politica sudafricana, quando Shaun Abrahams, capo della National Prosecuting Authority (NPA) sudafricana, ha annunciato che 16 capi d’accusa contro l’ex Presidente avrebbero dovuto essere giudicati in tribunale.

Non è la prima volta che Zuma sale le scale di un tribunale nella veste di imputato: già nel 2006 l’ex Presidente fu il protagonista di un lungo processo per stupro nei confronti della figlia sieropositiva 31enne di un amico di famiglia. In tribunale disse che era stato sedotto dalla donna che indossava una gonna corta e l’accusa fu successivamente respinta.

Lo scandalo più importante che coinvolge il l’ex Presidente sudafricano è il Guptagate, che si riferisce ad una presunta rete di corruzione che vede come protagonisti la famiglia Zuma da un lato e dall’altro i fratelli Gupta. I tre imprenditori di origine indiana sono emigrati in Sudafrica nel 1993, l’ultimo anno del regime di Apartheid, per partecipare alla vita economica del nuovo Sudafrica. Secondo le accuse, il Presidente Zuma avrebbe offerto protezione politica in cambio di interessi privati, inoltre, secondo le accuse, dietro la mano dei tre fratelli ci sarebbero state diverse nomine e destituzioni di ministri e gli imprenditori Gupta si sarebbero aggiudicati molti appalti senza passare attraverso bandi pubblici.

Ma cos’ha rappresentato questo Presidente per il Paese? E quanto è stata rispettata l’eredità lasciata da Mandela?

Ripercorrendo il quasi decennio della sua presidenza, ciò che emerge è la diffusione della corruzione in Sudafrica in tutto il settore pubblico. Zuma è noto per aver distribuito cariche e ruoli di potere a soci, familiari ed amici anche senza esperienza e senza alcuna qualifica, mettendoli a capo di importanti imprese pubbliche come la compagnia elettrica nazionale e quella ferroviaria.

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