giovedì, Ottobre 1

UE: in crisi l’asse franco-tedesco? Relazioni consolidate, ma con Macron protagonista. L'intervista al prof. Marco Angelo Gervasoni, docente di Storia Contemporanea presso l'Università del Molise. 

0

L’asse franco tedesco è in crisi, pensando alle grandi questioni attuali in gioco sullo scacchiere internazionale (relazioni Europa-Turchia, Libia, Medio Oriente)?

L’asse franco tedesco non è in crisi. Lo stesso Macron, negli auguri agli ambasciatori dell’ultimo anno, ha fatto riferimento al dialogo franco tedesco, da lui ritenuto fondamentale: riconosce quindi che senza la Germania non andiamo da nessuna parte, in Europa, così come in Francia. La grosse koalition del resto, con riferimento al rapporto Francia-Germania, avvantaggia di più Macron rispetto alla sfumata coalizione Giamaica. La situazione attuale della Germania è solo temporanea; a conferma della solidità dell’asse franco-tedesco, si può citare il fatto che a breve ci sarà il rinnovo e la revisione del Trattato dell’Eliseo firmato nel 1963 tra De Gaulle e Adenauer, che ha dato origine, di fatto all’asse franco-tedesco, che c’è ed è molto forte, con dei punti di domanda.

Quali?

I due stati, sotto un altro aspetto, divergono moltissimo su alcuni temi, come la riforma dell’eurozona; bisognerà attendere gli sviluppi di tutto ciò. Se dal punto di vista politico generale (e, come si è detto, in campo militare) la Francia al momento è molto più forte della Germania, quest’ultima è molto più solida dal punto di vista economico. Macron pare non aver fatto molto rispetto al debito pubblico francese, molto elevato, tanto che la Francia è spesso sul punto di rischiare sanzioni a causa di ciò. Bisognerà vedere se, considerata la rapidità dei nostri tempi, in cui le leadership si esauriscono molto rapidamente, anche quella di Macron subirà un appannamento: se ciò si verificherà, sarà interessante vedere cosa ciò comporterà. Bisogna poi considerare quale potrà essere la durata della grosse koalition: si ritiene che possa durare fino alle elezioni europee del 2019, dopodiché Merkel potrebbe prendere strade diverse, lasciando spazio eventualmente ad un ruolo di Macron quale “presidente dell’Europa”, non solo formale.

Scenari quindi in rapido mutamento. Quali sono a suo avviso le possibili evoluzioni da qui un anno, quando si vota anche in Europa?

Ancora in realtà la grosse koalition non è certa: si attendono i rispettivi congressi di Cdu ed Spd, in cui se ne sancirà l’approvazione; comunque realisticamente il governo non si formerà prima di Pasqua. L’ipotesi di un nuovo voto era molto remota, suonava quasi come una minaccia posta dalla Merkel nel corso della contrattazione. Ci troviamo sì di fronte a rapide evoluzioni, ma di fatto il governo Merkel continuerà a costituire un elemento guida anche in questa fase transitoria. Sul piano europeo, però, la Germania non è uscita di scena, ma non sarebbe in grado di svolgere lo stesso ruolo della Francia. Altro punto di novità sarà rappresentato, alle europee del 2019, dalla presenza o meno delle liste transnazionali che vorrebbe Macron: sono liste che si formerebbero con i voti lasciati liberi dai deputati del Regno Unito. Invece di dividere tali seggi tra i vari Stati membri, si potrebbe optare per liste transnazionali, per una maggiore internazionalizzazione della politica; la Germania non è molto entusiasta in merito a ciò e una scelta simile andrebbe votata all’unanimità. Basta che un Paese dell’area Visengrad voti contro e tale proposta naufragherebbe.

Correlati:

Le interferenze franco tedesche

Germania: fallito l’accordo tra CDU e Liberali per il Governo

Germania-Francia, fortune alterne

Visualizzando 2 di 2
Visualizzando 2 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore