giovedì, Luglio 2

In attesa che Merkel e Rutte si comprino l’Italia I soldi del Recovery Fund ci saranno centellinati euro per euro, per vedere come li usiamo, se faremo le solite operazioni di bassa cucina, in cambio si prenderanno ciò che ancora di buono abbiamo in termini di imprese, tecnologia, inventiva

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Ci si avvia, faticosamente e pomposamente, per non dire narcisisticamente come ho detto mille volte io e dice Sofia Ventura, che però colloca il narciso-finto-capo, detto pochette, solo come l’ultimo di un sfilza (e ha ragioni da vendere), ci si avvia alla fine della sceneggiata a villa Pamphili, con la conclusione di poche idee e molto confuse.

Pare che, come previsto, a Palazzo Chigi (a Palazzo Chigi? Mah!), si inanellino grandi progetti di ferrovie velocissime e sterminate che collegheranno Canicattì con Ancona e forse perfino Bologna, chi sa, in poche ore, forse addirittura minuti fra … dieci anni; di passanti e passaggi avventurosi sulle Alpi, sotto le Alpi, sui laghi, sui mari, ecc.; si progettano cavi 5G a milioni di chilometri, sempre che i sindaci non li blocchino perché il 5G fa male alla salute; si costringe Atlantia, perché non si ha il coraggio di prendere una decisione chiara e assumersene la responsabilità (e poi ci si lamenta che i burocrati non firmano … e vorrei vedere, con questi politicanti al comando!), a vendere una parte delle azioni alla Cassa Depositi e Prestiti a prezzo di realizzo (una sorta di esproprio diciamo pomiglianese, più che proletario), tanto che Atlantia si comincia dare da fare per ricorrere alla Corte di Giustizia della UE, che le darà immancabilmente ragione e l’Italia pagherà risarcimenti miliardari, ma a narciso sfiorito e autostrade dissestate; ecc.
Peraltro, premesso che Giggino ha deciso: MES no, il medesimo (Giggino non il MES) si prepara a mediare tra Grillo, Casaleggio, Dibba, Fico, Taverna, Grilla antivax, Lezzi e, naturalmente, Maduro. Ma non manca anche di fare sentire la sua voce l’ormai sempre più garrulo Matteo Renzi (che sia in amore?) ammiratore sfegatato del nostro pochette: il sale della terra, il maggior politico italiano, dopo di lui, ovviamente, che si accinge a motivare da par suo le modifiche ai ‘decreti sicurezza’ che approvò a gran voce e difese qualche mese fa: narciso, ma coerente!

Insomma, lasciamoli per un momento giocare tra di loro e cerchiamo di parlare di cose serie.
L’Italia è in ginocchio come non mai: agli evasori fiscali che ci sottraggono allegramente (e con il plauso di Salvini e di Renzi) ogni anno 150 miliardi circa, alla burocrazia incapace anche solo di fare un certificato di nascita, ad una scuola ridotta ad ‘imbuto’ di informazioni approssimative da insaccare nelle teste degli studenti, peraltro disintegrati dalle lezioni in video e ridotti a salsicce, ai lavoratori stagionali rimasti a terra senza un centesimo o quasi, ad un ceto industriale che rivela una cultura economica (non a caso il termine è sconosciuto anche a Vittorio Colao e ai suoi colleghi) da basso impero, a tutto ciò e molto altro, si aggiunge la ridicola discussione sul MES: accettarlo o no a causa di non meglio identificati condizionamenti.
L’Italia è in ginocchio, lo ripeto, e ora è ancora quasi nulla, perché a Settembre e Ottobre (quando questi incoscienti vogliono fare le elezioni, rischiando i forconi!) i nodi verranno al pettine, perché si cominceranno a fare i conti di cosa ha significato non lavorare per mesi, quando, cioè, molte aziende chiuderanno o ridurranno il personale perché se non arrivano soldi dello Stato, certo non ci mettono i propri quando pure ne abbiano, ci si renderà conto che la distribuzione di quei quattro soldi a pioggia, ha solo generato non solo la ricerca di lavoro in nero dai ‘beneficiati’ (affetti da quella strana malattia tipica delle classi inferiori: la fame), ma la scoperta che assumere gente a lavorare in nero conviene, tanto più che di eliminare la circolazione del contante e facilitare i lavori occasionali a tutti non se ne parla proprio.

E quindi questo Governo -tenuto in piedi ormai solo da Renzi, che ambisce a fargli fare quello che vuole per salvare la propria pelle politica, e sostenuto da un ‘partito’ inesistente di gente piena solo di pregiudizi e ignoranza crassa, e da un altro partito annichilito dalla necessità di tenere in piedi un Governo che non fa nulla di utile e che serve solo a permettere a Renzi di salvare lo stipendio e a Bettini di dare interviste fantastiche con la mediazione di Franceschini- questo governo, dicevo, si troverà nella necessità di fare finta almeno di fare qualcosa e si accorgerà che senza la UE, e senza la signora Ursula von der Leyen e la signora Angela Merkel, non potrà fare nulla ... comunque a partire da Gennaio, e quindi, tanto per cominciare, dovrà buttarsi a pesce sul MES per salvare la pelle -ma forse è un errore di stampa, la prima ‘e’ doveva essere ‘a’.
Il punto è che le grandi idee e i grandi progetti, ammesso e non concesso che si realizzino, porteranno lavoro fra tre anni, e molti soldi agli imprenditori subito. Quindi, la gran parte degli italiani avrà il problema serissimo di unire il pranzo con la cena.
Solo per dire, dall’abisso della mia totale incompetenza economica, che l’unica cosa che deve fare il Governo oggi è esattamente l’opposto di quello che pare stia facendo: lanciare ora e subito qualunque lavoro, appalto, appaltone o appaltino, dai tetti delle scuole all’alveo dei torrenti alle buche di Roma e magari anche di Napoli, per mettere un po’ di economia in moto, e per fare muovere piccole imprese e tanti lavoratori. Lavoratori che deve impedire che vengano pagati in nero (lo ammette, benché pudicamente, Colao) e quindi deve bloccare del tutto il contante, tanto per cominciare. Ma qui io accetto scommesse: scommettiamo che la minima riduzione (vi ricordate gli strilli di Renzi e Giggino?) prevista per Luglio (che non cambia nulla, ma almeno è un passettino) sarà rinviata … ‘in un momento così difficile’!

Ma l’altra faccia del problema è l’UE e gli industriali. Insieme? Sì, insieme. Perché? Ora lo spiego.
L’UE, cioè Angela Merkel e Mark Rutte, due protestanti, si aspettano certe cose, e, sono certo, hanno idee precise. Perché dico ‘due protestanti’? non per disprezzo o altro, ma per dire che è, come si usa dire, nel loro DNA, l’idea che lavorare e produrre è un obbligo etico. Dunque, se sono disposti (e ancora non è certo, e quindi io aspetterei a vendere la pelle dell’orso, e intanto mi prenderei il MES a tasso meno che zero!!!!!) se sono disposti a metterci tanti soldi è perché si aspettano qualcosa. Cosa? Il successo della UE. , d’accordo, ma non esageriamo, sono protestanti, non credono ai santi e non ambiscono a diventarlo. E quindi io, per ora, preferisco pensare che si tratti del loro interesse, o meglio di quello dei rispettivi Paesi in senso ampio -quella non è gente che agisce per salvare il proprio posto e i propri amici … c’è bisogno di chiosare ‘come facciamo noi’? vorrei tanto che si potesse davvero evitare di dire così.

In altre parole, lo ripeto per l’ennesima volta: quei soldi, quelli del Recovery Fund, ci sono,, e anche a fondo perduto, ma ci saranno centellinati euro per euro, per vedere se davvero li usiamo per fare diventare l’Italia ciò che potrebbe essere ma ha rinunciato da decenni ad essere, o per fare i soliti pasticci e le solite operazioni di bassa cucina politicante. Posto che le premesse, purtroppo, sono in questa direzione, cosa accadrebbe se fosse così? Che non ci darebbero i soldi? No, questo è il punto, ce li darebbero eccome, ma in cambio (stiano tranquilli Giggino e Giggetto) non di un equilibrio di bilancio, ormai impossibile (come si dice “lavare la testa agli asini … “), ma di ciò che ancora di buono abbiamo in termini di imprese, tecnologia, inventiva. Niente Troika, non serve più oramai.

La metto giù brutale: pagheranno una somma, a questo punto molto modesta, per comprarsi l’Italia e lasciare noi e i nostri lavoratori ad una vita di assistenza e sussistenza. Il PIL italiano grosso modo è intorno ai milleottocento miliardi, se lo comprano con meno di duecento, è l’affare del secolo, anzi, del millennio. A noi, una sorta di gigantesco reddito di cittadinanza: chi non lo vuole … se ne va all’estero. È il grande sogno di Giggino, di Grillo e di Ricolfi, che si realizza! La Confindustria di Bonomi lo ha capito e infatti chiede soldi, non investimenti, e comunque non ne fa. Paolo Savona, non a caso improvvisamente ricomparso, straparla di ricchezza degli italiani, che unita a quel po’ di imprenditoria buona e di inventiva e gusto, sono le nostre risorse. Che fanno gola.

E dunque, per concludere: o quelle risorse più quelle europee le usiamo per fare ciò che la Merkel fa per i suoi concittadini in quanto europei, e cioè per fare crescere l’Italia in quanto Europa, o quelle risorse serviranno a smantellare ciò che serve in Italia per trasformarla in una enorme villaggio Valtur … e forse nemmeno. Anche qui non sono certo Narciso e Giggino che possano capirlo, ma ciò che sta accadendo sulla sponda sud del Mediterraneo, potrebbe rendere l’Italia inutile anche solo come l’odierna portaerei che siamo.
Vedete: a costo di apparire quel disfattista che non sono, ma io credo che l’immagine allucinante, cinica, brutale, indifferente e insensibile di Salvini che si ingozza di ciliegie mentre Zaia arzigogola garbugli sulla morte di bambini, è l’immagine reale e quotidiana, profonda, di tutta quella categoria di gente, oggi, che si autodefinisce ‘classe dirigente’ italiana.
Ma poi, e non lo dico per consolarvi, se gli assassini degli operai italiani della Thyssen, sono già liberi e felici, perché dovremmo stupirci o dolerci noi dei membri della nostra ‘classe dirigente’?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.