sabato, Ottobre 24

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Bangkok – Il panorama economico del Sud Est asiatico si presenta “a macchia di leopardo” – con zone in forte espansione o comunque al di sopra della media dettata dalle cupe condizioni del mercato globale – ed altre economie in aperta e chiara difficoltà. In ambito più squisitamente finanziario, gli investitori sostanzialmente stanno alla finestra in attesa di tempi migliori e preferiscono focalizzarsi su zone in fase di crescita, dopo lunghi periodi nei quali sono stati fuori dal giro buono dell’economia internazionale, un caso esemplare, in tal senso è il Myanmar che fuoriusciva da una lunga dittatura militare, un altro caso è quello da definirsi ancor più “emergente” o emerso qual è il Laos, ritenuto una delle nuove mete della crescita economica asiatica ed un altro caso di economia già emersa ed in fase di netta espansione è quello del Vietnam.

Infatti, il giro d’affari del Vietnam con altre Nazioni del Sud Est Asia nello scorso anno ha raggiunto il livello di un controvalore pari a 6.2 miliardi di Dollari USA, stabilendo un 30 per cento di crescita rispetto all’anno precedente. A produrre questi dati macroaggregati è lo stesso Ministero dell’Industria e del Commercio che ha individuato in Africa, Africa Occidentale e Asia del Sud come zone preferenziali dello sviluppo commercio bilaterale tra Vietnam e quelle regioni, un commercio che mostra di essere in una fase di crescita più vistosa rispetto a quella di altri Paesi vicini nello scacchiere asiatico.

Le esportazioni vietnamite verso la regione si stima abbiano raggiunto il controvalore di 3.25 miliardi di Dollari USA, con una crescita del 35 per cento contro le importazioni del 2012 cioé 2.95 milioni di Dollari USA, il che rappresenta una crescita del 20 per cento su base annua.

Nel quadrante asiatico, il principale partner commerciale bilaterale è l’India con un controvalore in termini di volume medio di esportazione con un tasso di crescita del 40 per cento negli ultimi cinque anni. Fin dai tempi della stipula dell’Accordo ASEAN-India di Commercio in Beni AITIG, il commercio bilaterale tra le due Nazioni è stato sempre in continua ascesa. Le esportazioni verso l’India hanno visto una diversificazione dell’offerta ovviamente a seguito della diversificazione della domanda indiana e così il Vietnam s’è via via evoluto nel produrre i telefonini ed i telefoni più in generale, la componentistica relativa, i computer, tutti i vari componenti d’elettronica ed il settore correlato dell’accessoristica. Tutti questi prodotti sono diventati il core business delle esportazioni vietnamite verso l’India. Si tenga conto del fatto che il controvalore derivante dalla sommatoria in termini di esportazione di tutti questi prodotti nello scorso anno ha raggiunto il valore di 1.5 miliardi di Dollari USA e di questa somma il 70 per cento deriva dalle sole esportazioni vietnamite verso l’India.

Verso il Pakistan vi è da constatare un venti per cento circa di esportazioni vietnamite nel periodo 2011-2012. Il Pakistan importa però dal Vietnam prodotti ben differenti, principalmente thé, pepe, prodotti ittici, anacardi ed acciaio per un controvalore complessivo di 181 milioni di Dollari USA, con una crescita del 4 per cento rispetto all’anno 1912. Nello stesso tempo, le esportazioni pachistane verso il Vietnam hanno visto un decremento del 34 per cento rispetto all’anno precedente man mano che il Vietnam ha ridotto le importazioni di prodotti utili per la realizzazione di abbigliamento e utili al settore tessile, pelle, calzature e prodotti base per l’industria del cotone. I report statistici emessi dal Dipartimento Generale delle Dogane hanno riferito nel contempo che lo scorso anno il totale del commercio bilaterale tra Vietnam e Sri Lanka s’è attestato sui 155 milioni di Dollari USA. In questo caso, i prodotti principali tra i cardini delle esportazioni vietnamite verso lo Sri Lanka sono cotone, gomma, cavi per elettrività, telefoni cellulari e parti di ricambio. Le importazioni, invece, sono composte soprattutto da prodotti di origine bovina, materiali base per il settore calzaturiero e pepe. Il Vietnam esporta anche verso il Bangladesh, il valore del commercio bilaterale tra le due Nazioni ammonta a circa 500 milioni di Dollari USA, in aumento del 42 per cento rispetto all’anno precedente. Tutti i settori d’esportazione riguardano essenzialmente il cotone, abbigliamento e materiali tessili, macchinari e parti di ricambio, tutti alla base della crescita del commercio bilaterale tra Bangladesh e Vietnam.

In ogni caso, gli investimenti destinati a rafforzare la cooperazione tra il Vietnam e la regione asiatica sono ancora in un ristretto ambito d’azione e sono di portata alquanto limitata rispetto a quel che accade per regioni geografiche e commerciali diverse. Alla fine dell’anno scorso si annoveravano 77 progetti di investimento in Vietnam, con un totale in termini di controvalore pari a 250 milioni di Dollari USA, mentre lo Sri Lanka annovera 9 progetti, il Pakistan ne conta 10 ed il Bangladesh vede due progetti di investimento a favore della propria Nazione. Dal canto suo, invece, il Vietnam è coinvolto in soli tre progetti d’investimento in India, con un capitale totale di 860.000 Dollari USA ed ha investito in un solo progetto in Bangladesh. Così, il Vietnam e le altre Nazioni asiatiche della regione stanno ora rivedendo l’intero settore degli investimenti al fine di stringere rapporti più intensi e numerosi nel futuro recente e per consentire una migliore e più robusta crescita rispetto al potenziale attualmente in essere. Il Vietnam è in una posizione di alta competitività nell’area anche per una sua politica doganale più “aperta” rispetto ad altre Nazioni caratterizzanti quello scacchiere, come ad esempio la Thailandia, la cui filosofia economica – da questo punto di vista – è più macroscopicamente rivolta al protezionismo, cercando di sostenere i prodotti locali ed oberando i prodotti importati di alti dazi doganali. Al contrario, le Autorità economiche vietnamite hanno letteralmente cercato in prima persona i vari leader occidentali, europei e statunitensi, per cercare di convincerli a investire in Vietnam andandoli a visitare uno ad uno. Il Vietnam, ora, mette a disposizione i propri porti per importare le merci e distribuirle nel quadrante Sud Est asiatico e non solo, avvantaggiandosi di dazi più bassi, questo lo identifica come un Paese “piattaforma” attraverso cui triangolare le proprie merci prima di farle arrivare anche lì dove i dazi sarebbero stati più alti se si fosse esportato direttamente le proprie merci. E in secondo luogo, il Vietnam offre un’economia meno chiusa e che sta rapidamente facendosi valere nei grandi numeri all’interno dell’ASEAN in vista del 2015 quando si trasformerà da semplice Associazione di Stati in Unione degli Stati dell’Asia del Sud Est. 

 

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