giovedì, Ottobre 1

In 40mila sullo scivolo con le piante intelligenti Il ‘Florence Experiment’ in Palazzo Strozzi, condotto dal prof Stefano Mancuso, esperto di neurobiologia vegetale, dimostra la reattività delle piante alle emozioni del pubblico, alla gioia ed alla paura

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“Per me è stato come un gioco, come se mi trovassi al Luna Park invece  che all’interno, nel cuore di Palazzo Strozzi”: ecco l’impressione colta al volo di una ragazza, Rosanna, appena giunta al fondo di  uno dei due giganteschi scivoli  installati a titolo sperimentale all’interno del cortile del celebre palazzo fiorentino che ospita grandi mostre d’arte, l’ ultima da poco conclusa è stata ‘Nascita di una Nazione’. ‘The Florence Experiment  è il titolo di questo singolare progetto siti specific  del celebre artista tedesco Carsten Höller e del neurobiologo vegetale Stefano Mancuso,   reso possibile dalla disponibilità di Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi. Va detto subito che Carsten Höller è noto per la  sua riflessione tra arte scienza e tecnologia che si esprime attraverso suggestive installazioni, mentre Stefano Mancuso, tra i fondatori della  neurobiologia vegetale, non manca di cogliere o proporre operazioni sperimentali e divulgative, rivolte anche al grande pubblico, per far conoscere studi e ricerche  sull’intelligenza delle piante, “che devono essere  intese” – afferma – “come   esseri complessi dotati di straordinaria  sensibilità e in grado di comunicare con l’ambiente esterno attraverso i composti chimici  che riescono a percepire ed emettere”. E’ chiaro   una simile triangolazione progettuale avrebbe prodotto risultati interessanti, che a tre mesi dall’avvio della sperimentazione ci sono stati, eccome!, forse anche superiori alle aspettative. In 40 mila si sono prestati a tale sperimentazione,  quasi per gioco, curiosità o spirito d’avventura, facendosi scivolare giù, per una ventina di metri, dentro queste sinuose tubazioni di metallo.

“Ah, dapprincipio avevo un pò di paura a scendere giù da un’altezza di 20 metri, con  questo scivolo e con una pianticella in mano, poi dopo le prime curve il timore si è attenuato ma non è scomparso del tutto”,  dice Silvia, Sara invece  l’ha presa “come una sfida, una piccola sfidaper la scienza, questo ed altro!” E’ curioso notare, ma non privo di significato, il fatto che durante il breve periodo che ci ha visto osservatori di questo esperimento, le persone che affrontano lo scivolo siano prevalentemente donne. Più avventurose, meno timorose, più curiose di vedere l’effetto che fa?  In molti dunque hanno condiviso l’ebbrezza del brivido della discesa lungo i tubi installati nel cortile dello storico palazzo e altri ancora si faranno scivolare da qui al 26 agosto, periodo di chiusura di questo insolito esperimento scientifico.

Ma in cosa consiste questa specie di  gioco scientifico dello scivolo? In un Progetto che si divide in due parti: la prima è costituita da due grandi scivoli del cortile, ‘The Florence Experiment Slides’, appunto, che ogni visitatore  può sperimentare portando con sé una pianta di fagiolo e quindi vivendo, come si è visto, un’esperienza inedita e anche eccitante all’interno di un palazzo storico. All’arrivo poi la pianta è consegnata ad un team di ricercatori che analizzano i parametri fotosintetici e le molecole emesse come reazione alla discesa, i risultati poi vengono confrontati con quelli di piante fatte scendere da sole o con altre che non hanno affrontato la discesa; la seconda parte dell’esperimento ( Plant Decision-Making Based on Human Smell od Fear and Joy),  è volta a registrare le reazioni delle piante di glicine in base agli stati d’animo emotivi di paura o di gioia, del pubblico  che assiste in due sale cinematografiche allestite in basso a due generi di film: horror in una e comici nell’altra.  Le piante rampicanti sono otto disposte su strutture a forma di Y: su un braccio della Y viene rilasciata l’aria della paura, raccolta da un condotto di aspirazione, sull’altro viene inviata l’aria del divertimento. Quali i risultati raggiunti?  

Ebbene, dopo tre mesi di analisi, ricerche e raccolta dati su migliaia di piante di fagiolo, il Professor Mancuso e il suo staff di scienziati, hanno condiviso i risultati preliminari  dall’esame dei quali viene  “confermato l’effetto che la presenza dell’uomo ha sulle piante…la riduzione della fotosintesi e dell’emissione di composti volatili in presenza dell’uomo sono statisticamente significative e denotano il fatto che le piante ci percepiscono”. Entrando più nel dettaglio, si è  avvertito come la fotosintesi di tutte le piante di fagiolo sia stata influenzata dall’attività dello  scivolo. “Tutte le piante di fagiolo che hanno effettuato la discesa con o senza la presenza dell’uomo, presentano un livello fotosintetico alterato rispetto alle piante cosiddette “di controllo’ ovvero quegli esemplari che sono stati lasciati in laboratorio e in condizioni ottimali per la loro crescita. Inoltre,  le piante di fagiolo che hanno effettuato la discesa dallo scivolo con la presenza dell’uomo presentano una più bassa fotosintesi rispetto a quelle che hanno fatto l’esperienza in solitaria”. 

Ma l’esperimento è servito anche per misurare la diversa reattività delle piante rispetto all’emotività delle persone. Sembra che  la gioia o la paura  degli “umani” possano generare risposte diverse da parte delle piante. Lo si è visto soprattutto dalla reazione dei glicini posizionati sulla facciata di Palazzo Strozzi: le piante hanno risposto in maniera diversa alle emozioni manifestate dal pubblico effettuando una “scelta”. La direzione dominante del glicine è stata quella della gioia,  prescelta da 5 piante mentre le rimanenti 3 hanno scelto la direzione della paura.  Insomma, le risate provocate nel pubblico dai film comici  hanno suscitato il maggior consenso  delle piante rispetto al terrore indotto dai film horror. Ognuno tragga le proprie conclusioni da questi esperimenti. Secondo Galansino,  che si dice “soddisfatto dello straordinario successo di questa prima ‘mostra-esperimento’,  i risultati paiono confermare l’interazione tra uomini e piante, proprio nella direzione del messaggio ecologico di comunione tra mondo umano e mondo vegetale che The Florence Experiment voleva diffondere”.  

Un messaggio che da tempo il prof. Stefano Mancuso, docente nel dipartimento di ortoflorofrutticoltura dell’Università di Firenze e  direttore del LINV (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale) e della rivista ‘Plant Signaling & Behavior’, va diffondendo per sensibilizzare  la comunità scientifica e anche il grande pubblico  ad assumere un comportamento più attento e rispettoso del mondo vegetale. Lui stesso è uno dei fondatori della neurobiologia vegetale, la disciplina che studia i segnali che ci vengono dalle piante, dalla singola molecola all’intera comunità ecologica. Secondo tale disciplina le piante hanno una testa pensante che risiede nelle radici e una memoria. E sono in grado di comunicare tra loro. “Le nostre  ricerche –  sostiene il prof.Mancuso-     hanno provato che le piante si comportano come esseri intelligenti. E come gli animali procedono – attraverso un comportamento “intelligente’ – alla ricerca delle situazioni adatte  alla loro migliore crescita, cercando ossigeno e nutrienti naturali. Le piante hanno anche memoria”. Non è il caso di entrare nei dettagli.

La neurobiologia vegetale è nata  a Firenze e all’Università di Bonn, con il team di Frantisek Baluska, dell’Istituto di botanica molecolare e cellulare.  Secondo i  ricercatori la neurobiologia vegetale segna l’inizio di una rivoluzione  che potrebbe essere di grande utilità anche nella sperimentazione per le terapie contro le malattie  degenerative del sistema nervoso. Ma qui si apre un campo assai più ampio di questa spettacolare forma di sperimentazione in corso a Palazzo Strozzi. L’auspicio è che  anche il gioco dello scivolo  possa contribuire a creare una nuova consapevolezza sul modo in cui l’uomo vede, conosce e interagisce, non sempre correttamente, con un organismo vegetale.   

L’esperienza di The Florence Experienze à individuale, l’età minima per utilizzare gli scivoli è 6 anni, l’altezza deve essere compresa fra il metro e 30 e il metro 1 95, peso non superiore ai 120 kg. Per i  minori di 14 anni, occorre la liberatoria di un adulto accompagnatore. L’installazione, chiusa temporaneamente il 23 scorso riapre dal 26 luglio al 26 agosto.

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