martedì, Luglio 7

Importanti cambiamenti nella politica di difesa in Argentina

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La maggior parte degli analisti internazionali concorda nel considerare il mondo in cui viviamo come uno spazio minacciato da fenomeni di natura differente rispetto a quella tipica della Guerra Fredda, cioè fondamentalmente militare. Oggi, invece, esistono le cosiddette ‘nuove minacce‘ quali il terrorismo internazionale, il delitto transnazionale, il narcotraffico e altre ancora; le ricordiamo brevemente perché rappresentano un buon punto di partenza per parlare della politica di difesa messa in atto nei primi sei mesi in Argentina dal governo Macri ed individuare alcuni importanti cambiamenti.

Durante la campagna elettorale per la presidenza, Macri si espresse in favore dell’impegno delle Forze Armate della Repubblica Argentina (FF.AA) nella lotta al narcotraffico, fenomeno criminoso che, in questi ultimi anni, si è consolidato nel Paese. Considerata l’enorme portata che questo problema ha acquisito, è probabile che la partecipazione delle Forze Armate nella soluzione di un problema di ordine interno sia vista di buon occhio dalla società. Tuttavia, dal punto di vista legale, questo fatto è in realtà ben più complesso. Dal ritorno nel 1983 alla democrazia, in Argentina si sta cercando con tutte le forze di delimitare l’area di azione delle FF.AA per impedire che le stesse intervengano in situazioni domestiche. Storicamente parlando, queste forze hanno rivestito un ruolo importante nella politica interna e sono intervenute in svariate occasioni attraverso Colpi di Stato. Grazie alle leggi nazionali: 23.554 di Difesa Nazionale del 1988 e 24.059 di Sicurezza Interna del 1992, l’ambito di azione militare rimase chiaramente stabilito e limitato alla difesa del paese contro un’aggressione di origine esterna. In effetti, si può affermare che in Argentina si è verificata una differenza enorme tra la nozione di difesa e la nozione di sicurezza. La prima, vede come attore privilegiato le FF.AA il cui ambito di azione è l’esterno del Paese, mentre la seconda corrisponde a forze di natura non militare come la polizia e il loro raggio di azione è l’interno dello Stato. Bisogna sottolineare che in America Latina, questa situazione è quasi eccezionale perché la maggior parte dei paesi non distinguono chiaramente le due nozioni o, addirittura, alcuni le confondono e, di conseguenza, permettono che le FF.AA si occupino di problemi di ordine interno, come accade in Colombia dove i militari combattono il narcotraffico.

Alla luce di quanto è stato appena detto, la posizione in favore del coinvolgimento militare nella lotta alle cosiddette ‘nuove minacce’, rappresenta una visione differente del ruolo che le FF.AA devono svolgere. Allo stesso modo, ciò significa attenuare la distanza esistente tra le questioni di difesa e quelle di sicurezza. Nel gennaio del 2016, scoppiò una grande polemica. Tramite il Decreto 228/2016, il Governo autorizzò le Forze Armate ad abbattere ‘aerei ostili’ non identificati, in accordo col suo programma di lotta al delitto complesso. Anche se questa è una norma che molti Paesi della regione possiedono quali Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Perù, Uruguay e Venezuela e, anche se è stata un mezzo autorizzato in via del tutto eccezionale dai governi precedenti in svariate occasioni di visita di rappresentanti esteri (ad esempio Néstor Kirchner autorizzò l’abbattimento di aerei durante la visita de George W. Bush nel 2005 tramite il Decreto 1345 / 2005), il suo attuale carattere ‘non eccezionale’ è sicuramente un primo importante cambiamento nella visione del ruolo delle FF.AA dinnanzi le nuove minacce. Sulla stessa linea, bisogna sottolineare che gli Stati Uniti sono stati coinvolti affinché l’Argentina attenui le differenze tra la nozione di difesa e di sicurezza. In occasione della visita di Barack Obama in Argentina lo scorso marzo e in accordo con la Scheda Informativa pubblicata dalla Casa Bianca, son stati firmati numerosi patti in cui viene meno la differenza tra questioni di difesa e di sicurezza: per esempio, si propone di vincolare la Joint InterAgency Task Force-South (dell’ambito della difesa) con il Ministero di Sicurezza dell’Argentina (dell’ambito della sicurezza interna) al fine di favorire lo scambio di informazioni. Il prossimo agosto, si attende la visita del Segretario di Stato John Kerry. In accordo con la riunione preparatoria tenutasi lo scorso martedì 26 luglio tra il Ministero di Sicurezza e i funzionari statunitensi, è probabile che verranno avviate misure di cooperazione per la lotta al narcotraffico. In questo caso, dobbiamo attendere la visita per sapere come verrà coordinato il tutto e se si verificano cambiamenti a riguardo. Infine, relativamente agli Stati Uniti, si può osservare un altro cambiamento significativo realizzato nell’ambito dei rapporti intercorsi tra il Ministero della Difesa e il Pentagono che si sono svolti lo scorso maggio allo scopo di ristabilire una relazione militare bilaterale indebolita.

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