giovedì, Novembre 14

Immondizia, ultimatum e lavoro pulito

0

Il centro. La questione romana relativa alla gestione dei rifiuti vede il Movimento 5 Stelle in forte difficoltà a seguito degli ‘scheletri’ scoperti nell’armadio dell’assessore all’ambiente Paola Muraro rispetto ai suoi rapporti con la società partecipata del comune di Roma addetta alla gestione dell’immondizia, Ama. Il cerchio. L’ultima chance di Angelino Alfano per traghettare il Nuovo centro destra nella direzione di Stefano Parisi e l’inizio della fine per il caporalato.

Monnezzopoli, pentastellati e panni sporchi

Un inizio claudicante per l’amministrazione Raggi che, durante la kermesse elettorale, ha fatto della trasparenza il proprio cavallo di battaglia, ma che ad oggi si trova a fare i conti con un conflitto d’interessi tutt’altro che chiaro. Il caso dell’immondizia che regna sovrana nella Capitale ha scosso gli animi dei cittadini che dopo invasioni di ratti, defecazioni di piccionaie impazzite e discariche a cielo aperto si sono appellati in extremis alla prima cittadina pentastellata. A prendere in mano le redini della vicenda è l’assessore all’ambiente Paola Muraro che lo scorso 25 Luglio si era recata personalmente alla sede dell’Ama, la municipalizzata deputata alla raccolta dei rifiuti a Roma, per parlare con il presidente Daniele Fortini. Un faccia a faccia protrattosi per diverse ore, che aveva portato a quelle che sembravano essere le immediate dimissioni dello stesso Fortini, ma che ad oggi non sono ancora arrivate sulla scrivania del sindaco. Una situazione pesante per il presidente dell’Ama a cui si è aggiunta, giovedì scorso, la convocazione da parte della Procura di Roma come persona informata dei fatti, nell’iter degli accertamenti relativi allo smaltimento dei rifiuti nel tritovagliatore di Rocca Censia. Fino a qui nulla di strano, la vicenda appariva destinata a concludersi con un successo del Movimento 5 Stelle e della sua campagna di ‘pulizia’ e rinascita della capitale dalle precedenti amministrazioni, se non fosse che Paola Muraro sia stata proprio tra quelli che avevano avuto a che fare di più con Ama e le ex giunte. E’ si perché dal 2006 al 2014 la Muraro aveva svolto presso la municipalizzata in questione un servizio di consulenza fruttatole, nei dodici anni di attività, 136 milioni di euro. Un conflitto d’interessi, riportato dal ‘Corriere della Sera’, che si allarga a macchia d’olio quando viene sottolineato il contenzioso ancora in corso tra lo stesso Fortini e l’allora consulente Muraro dal valore di 200mila euro relativamente ad un brevetto. Un duro smacco per la giunta Raggi bersagliata da mozioni di Fratelli d’Italia e da tweet al veleno «Monnezzopoli puntata odierna: per Muraro altro conflitto di interessi. Per i romani altri rifiuti sotto casa. Dimissioni» come scrive Alessia Rotta, del Partito Democratico, che chiedono a gran voce un uscita di scena della neo eletta assessore all’ambiente.

Renato Brunetta ed il ‘caffè’ mattutino al sapore di out out

«#centrodestra #referendum Messaggio mattutino al mio amico ed ex compagno di partito, già segretario del Pdl ed eletto in Parlamento sotto la dicitura ‘Berlusconi Presidente’, Alfano» scrive dal suo profilo di Facebook, Renato Brunetta, lanciando un guanto di sfida o una quasi voglia dire ‘possibilità’ di salto nella scialuppa al leader di Nuovo centro Destra, Angelino Alfano. Un monito ben preciso che offre al Ministro dell’Interno l’opportunità di cambiare rotta e ritornare verso le placide acque date in gestione dal Cav. a Stefano Parisi. Un No al referendum che sembra essere diventato il biglietto d’accesso necessario alla convention di settembre organizzata dall’ex candidato al comune di Milano per gettare le basi di un ‘lifting’ globale del centro destra. Un No che secondo quanto ipotizzato oggi dal vice presidente del senato Roberto Calderoli sarebbe così in vantaggio da far slittare il referendum dai primi di Ottobre alla fine di Novembre. Un No che piace al M5S, tanto che Luigi Di Maio, in visita a Cagliari, lo usa per ribadire la posizione del suo partito e distogliere l’attenzione dall’increscioso dibattito capitolino.

Senato stop al Caporalato

Palazzo Madama liquida il disegno di legge contro il caporalato con 190 si, nessun voto contrario 32 astenuti. Il provvedimento ora destinato alla Camera, arginerebbe il diffuso fenomeno che dalla sua nascita si è trasformato da un collaudato sistema di organizzazione di lavoro ad un metodo volto all’elusione delle attuali norme che lo disciplinano, attraverso l’attuazione di politiche dirette allo sfruttamento della manodopera abusiva a prezzi ridotti.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore