giovedì, Novembre 14

Ilva commissariata? Commissariamo loro intanto Da questo disastro si deve uscire subito, a muso duro e con chiarezza. La politica italiana ha bisogno di uno schock vero, deve essere ‘commissariata’. È venuto il momento, per il PD, di proporre veramente una alternativa, responsabile e chiara

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Guardiamoci negli occhi e parliamoci chiaro. La notizia bomba, ma proprio bomba di ieri è una e una sola, sconvolgente, traumatizzante, tragica: la signora Elena Fattori, autorevole senatora stellina (chiedo scusa, ma io ignoravo la sua esistenza, sono proprio imperdonabile) si iscrive al gruppo misto, non perché, sia chiaro, lasci il suo amatissimo partito (pardon: MoVimento), nel quale crede ciecamente e per il quale è disposta a donare se non proprio la sua vita, almeno un paio di starnuti, non, dico, perché lasci lei, ma perché è stata lasciata. Sedotta e abbandonata.
Lei, poverina, aveva lanciato inascoltata «appelli sui provvedimenti ai quali ero maggiormente sensibile come i Decreti Sicurezza, passati in maniera indefessa salvo poi essere ammendati» dal Presidente della Repubblica, trasformato in agricoltore modello, anzi, in distributore di concimi su terreni da fertilizzare, in maniera indefessa, appunto! Ma lei non è sola «perché abbandonati a sé stessi sono anche i territori e i meetup, usati oramai solo per promuovere azioni di governo con fini di consenso e inascoltati nelle loro vertenze locali», anche i meetup sono abbandonati -che cavolo siano non lo so, ma certo lo sapete voi, magari indefessi.

Tutto ciò, lingua incerta inclusa, ieri, 7 Novembre 2019, in prima pagina su giornali prestigiosi. Ieri, quando si consumava (e si consuma) la più grande follia del secolo, la distruzione quasi certa ormai di ventimila posti di lavoro a Taranto (nota bene a Taranto, non a Milano o a Brema, a Taranto!), per la gioia della signora Barbara Lezzi, che gongola felice per avere bloccato (d’accordo Luigi Di Maio, che naturalmente dice oggi di essere stato costretto … pfui!!!!) la copertura penale alla ArcelorMittal, cioè per avere dato alla medesima la scusa principe per buttare tutto all’aria, nonostante che il giornalista ufficiale degli stellini dica, urlando come un ossesso, che no, non c’entra.

Sorvolo sulla faccia di cartapecora di Giuseppe Conte, il grande avvocato di sé stesso, che non ha idea di che pesci pigliare, non sa che fare … ‘chiede’ (umilmente suppongo) alla ArcelorMittal di ripensarci: parole testuali dell’altro ieri notte in conferenza stampa, con accanto Stefano Patuanelli, che continuo a ignorare chi diamine sia, ma specialmente a che serva. Però ha la barba. Sorvolo anche sulla concettosa riflessione contiana circa la ‘necessità di affinare lo spirito di squadra’ … ormai sfotte perfino sé stesso.

Direte: ma in fondo era previsto, il contratto era fatto male e poi il mercato, l’impresa multinazionale cinica e bara … No, no, non mi ci coinvolgete nella solita diatriba di chiacchiere su chi ha ragione di che, chi ha detto prima cosa, chi ha promesso prima l’altro. No, no, leggetele altrove queste chiacchiere.
No. Perché noi dovremmo avere un Governo e quella coppia di personaggi dispersi nella notte sono tutto fuor che un Governo: sono, e apparivano quello che sono, due disperati, incapaci di capire che succede, che dicevano, piagnucolando, che la Arcelor era stata molto dura. Gente così è un Governo? Non occorre parlare, aggiungere, spiegare. Gente così, ditemi, è un Governo; uno con la faccia di cartapesta come quello è un ‘premier’? l’altro strano personaggio barbuto fermo lì, silenzioso, non vedeva l’ora di andarsene, sembrava che gli scappasse la pipì.

E ilcapo politico?, quello che parla in continuazione, quello che esce in strada apposta per farsi ‘intervistare’ da giornalisti -perdonatemi, così servili da stare ancora lì per ore ad aspettarlo … no chiedo scusa, ritiro il ‘servili’ è il loro lavoro, ma certe volte io vorrei vedere uno scatto di orgoglio, di dignità … stare lì solo a solleticare il narcisismo di certi ‘personaggi’ da cantina che tutti tronfi balbettano sciocchezze o fingono di allontanarsi per non ‘dichiarare’, buffoni! Quello lì è sparito -parla, e poco del tema, solo su Facebook- se ne sono perse le tracce. Si nasconde, insieme alla povertà ha abolito anche l’ILVA. Direte: perché si vergogna? No, tranquilli, gente così non si vergogna.
No, lui, e i suoi soci e la signora Lezzi gongolante e altri, stanno solo pensando a come apparire, cosa raccontare, come dire ‘tranquilli, va tutto bene, abbiamo risolto tutto noi, da soli, siamo grandi noi’, mentre l’Italia affonda nel ridicolo e ventimila famiglie di operai rischiano la fame, salvo andarsi a godere il grande parco giochi che sarà costruito al posto dell’ILVA, come a Bagnoli: sarà inaugurato da Grillo, naturalmente, cioè dal suo bisnipote.

Ciò che mi ha mandato fuori di me è che nessuno parla di questo. Perfino i sindacati litigano tra di loro, al solito quando la situazione si fa complicata ognuno pensa a sé stesso, ai propri amici, ai propri collegamenti e quindi l’unità scompare … sempre così: anche oggi che almeno la CGIL ha un segretario combattivo con idee, pare. Ma forse no, mi illudevo.

E dunque, mentre tutto ciò accade, il capo politico guarda il suo capolavoro: ha fatto un Governo al quale si è opposto subito -ve lo ricordate quel marito che per fare dispetto alla moglie …- insieme a Matteo Renzi che ha voluto pervicacemente questo Governo per fargli opposizione, tagliando il ramo sul quale è seduto, e affermando che tanto Nicola Zingaretti non può fare la crisi perché se no se si va ad elezioni le perde (perché, Renzi le vincerebbe?) eccetera.
Questa è la nostra politica, volete capirlo? Questa è, solo questa, e mica vale solo per gli attuali governanti … l’avete sentita quella che oggi è l’opposizione? Identica.
E spuntano come funghi le proposte ‘geniali’ e risolutive, ognuno ha la sua, anche Michele Emiliano ne tira una fuori dalla barba … poteva tirarla fuori prima, ma tanto a parlare si fa presto, poi se non se ne farà nulla, ci si pensa dopo, intanto difendiamo le poltrone.  

Già, mentre tutto ciò accade, Nicola Zingaretti, dopo avere chiesto, anzi, proposto, a Calenda di dare una mano -sì, è vero, è allucinazione pura, una roba incredibile … e quello ha pure risposto, con il dovuto sussiego, che certo potrebbe anche … Gesù-, dice che a furia di tirare la corda si spezza. Appunto, perché intanto Luca Lotti, il capo della quinta colonna renziana nel PD, organizza il complotto anti-Zingaretti, e Franceschini, il tessitore oscuro di trame buie, pensa al futuro, al suo futuro.

Come si fa a non capire che da questo disastro si deve uscire subito, a muso duro e con chiarezza?! Bisogna fregarsene di Giggino, di Renzi, della Boschi e di Lotti, per non dire di Franceschini e di Emiliano … c’è ancora un minimo di tempo, di occasione, se si taglia subito è automatico, il partito, ma anche la gente, si ricompatta.
Non lo vedete che la gente ha paura? paura vera. Perciò è venuto il momento di fare capire alla gente quello che sta succedendo, fare vedere la totale assenza di prospettive e il pericolo tremendo di una vittoria di Matteo Salvini, di un ritorno al razzismo violento, all’antisemitismo, all’autarchia, al fascismo, insomma, sì al fascismo becero (e basta a distinguere sussiegosamente, se è fascismo o un’altra cosa … chiamiamolo col suo nome: fascismo), solo un po’ ripulito in apparenza, ma poi ci sono già gli striscioni antisemiti vicino casa della signora Liliana Segre. In Germania è cominciata così, ma anche in Italia. I libri già hanno cominciato a bruciarli!

È venuto il momento, per il PD, di proporre veramente una alternativa, responsabile e chiara, e dire agli italiani: volete questi buffoni e questi violenti, volete uscire dall’Europa e dal mondo civile? Bene, fatelo. Se no, questa è la nostra proposta, che però esclude tutti, proprio tutti, gli attuali buffoni al Governo: questi sono i nostri uomini. Se ancora il PD e Zingaretti e qualcun altro con lui, sono in grado di mettere in campo uomini veri, di qualità, non tirapiedi di partito, ma persone serie, competenti, attente e libere. Questa è l’unica possibilità che ha il PD e con esso il Paese.
Ci vorrebbe coraggio e lealtà: proporre un gruppo (non una ‘squadra’, e basta con questi infantilismi!) di persone serie, non di partito, di nessun partito e nemmeno ‘vicine’ al partito, disposte a provarci, con una linea precisa, questa sì, proposta da partiti, ma poi gestita con serietà e senza condizionamenti: fanno loro e non si discute più.
La politica italiana ha bisogno di uno schock vero, deve esserecommissariata’. Non parlo di una scempiaggine tipo Governo Monti, quella è roba da Giorgio Napolitano, parlo di una cosa seria, di una linea chiara e poi ‘fate voi, ci rivediamo fra tre anni’.

Certo, approvare la legge finanziaria, quello si deve fare, ma già sapendo che il giorno dopo, il 1 Gennaio 2020, il Governo è chiuso, la pochette se ne torna nell’armadio, Giggino pure, il comico riprende a fare il comico da avanspettacolo che è sempre stato, Dibba è già in Iran a farsi arricchire insieme all’uranio e la parola passa agli italiani. Ma informandoli bene, spiegando, mostrando le persone disponibili, combattendo le falsità e le faide interne, suicide.

Il tema reale è destra o sinistra, cioè, nel nostro caso, oscurantismo o progresso, moderato sia pure. Questo tema va posto chiaramente e senza paura.
Giggino non può capirlo e Grillo meno ancora, ma gli italiani sì: ora hanno la prova, ventimila famiglie senza lavoro, che non si salvano a chiacchiere. Chi dice il contrario è solo un cinico ipocrita, di cui abbiamo abbondanza … appena oggi la ‘modella’ Alena Seredova fotografata, casualmente, con in braccio il piccolo Giovannino abbandonato dai genitori, come li vogliamo definire, tutti? 
Volete questo, italiani? Bene, allora votate Salvini, e quando saremo nel centro Africa ne riparliamo.

Forse si può ancora fare. Forse. Ma può valere la pena tentare, piuttosto che restare in questa melma puzzolente, che serve solo alla destra più bieca, altrimenti nota come fascismo, magari benedetti da Ruini.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.