sabato, Dicembre 7

ILVA … ai tempi del ‘premier’ Conte Ridolini ArcelorMittal sta giocando sporco. Finge di trattare e intanto spegne i forni, restituirà a noi tutti una massa di ferraglia inutilizzabile. Il ‘premier’ dichiara pubblicamente che non sa che pesci pigliare e manda una lettera ai Ministri dicendo di andare a fare proposte o portare idee

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Se è vero -ma non essendo stato smentito deve essere vero- se è vero che il sedicente ‘premier’, sul caso ILVA, ha mandato una lettera ai Ministri dicendo di andare a fare proposte o portare idee, vuol dire che siamo alla frutta, anzi,oltre la frutta. In realtà, se è vero, è allucinazione pura, stravaganza, o forse faccia di bronzo?

Ho scritto ieri, credo anche con toni moderatissimi, che ora è il momento dell’unità e della fermezza. E il ‘premierdichiara pubblicamente che non sa che pesci pigliare e non lo smentisce nemmeno: bel modo di andare ad una trattativa difficilissima con una controparte che, visibilmente, non ha nessuna intenzione di trattare sul serio. Tanto più, se è vero, che pare che la società abbia fermato i rifornimenti alla fabbrica. In altre parole, la sta fermando, e chiunque abbia fatto anche la seconda elementare (quindi, purtroppo, non Luigi Di Maio e certamente nemmeno la signora Barbara Lezzi, la nuova pasdaran dell’anti-ILVA), sa che un altoforno se cala di temperatura e non lavora, poi per rimetterlo in funzione, se pure ci si riesce, è un problema.
In altre parole, sembrerebbe, ArcelorMittal stia giocando sporco. Tratta, finge di trattare e intanto spegne i forni, fa mancare la materia prima e quando e se si dovesse giungere ad una conclusione, restituirà a noi tutti una massa di ferraglia inutilizzabile.

Beninteso forse mi sbaglio, anzi, spero ardentemente di sbagliare, ma mentre si sente ilpremierpiagnucolare come un bambinello alla ricerca di consigli dalla mamma (nel caso, Angela Merkel), non si sente da parte del Governo (posto che sia tale) una parola che sia una, non si vede un atto che sia uno, per almeno fermare la distruzione dell’azienda prima della conclusione della trattativa. Io non dico che il duo indiano vada arrestato, ma almeno fare finta di esistere il Governo potrebbe anche farlo, in fondo sono pagati per questo, e nemmeno poco!

È veramente avvilente tutto ciò. Siamo nelle mani dell’improvvisazione pura e dell’improntitudine. O forse sono io che non capisco.

Dunque. La situazione allo stato attuale è più o meno la seguente. 

La signora Lezzi si sbraccia e si agita per impedire che venga dato lo scudo penale alla ArcelorMittal, che tra l’altro non sa che farsene, e dichiara che piuttosto dovranno passare sul suo cadavere o meglio sui suoi capelli. Indifferente al fatto che il Governo è propenso a darlo per togliere dalle mani di ArcelorMittal una scusa. Ma l’importante, nei nostri politici, è la lealtà e la chiarezza verso il Governo del quale si fa parte o si sostiene.

Il prode Ministro degli Esteri, reduce dall’ennesimo viaggio per incontrare il suo amico Ping, si barcamena, perché vorrebbe dare lo scudo, ma non vorrebbe anche e per di più qualche mese fa, quando faceva parte di un altro governo (i cui partecipanti di allora fingono di non esserci mai stati!) dichiarò che aveva risolto tutto in tre mesi. Infatti. A proposito, chiedo scusa se mi permetto, quanti posti di lavoro sono stati trovati dai ‘Nocchieri del Missipipì’ e, già che ci siamo, oggi mi sento antipatico, quanto costano i Nocchieri e le loro attrezzature rispetto ai denari versati ai ‘poveri’ alla ricerca di lavoro, e … beh, basta va’!

Il Ministro del Sud si agita molto e sostiene lo scudo, che, ripeto l’ArcelorMittal non vuole perché non le serve … se ne vuole andare e basta, i clienti ormai se li è presi. Nel frattempo il medesimo Ministro Giuseppe Provenzano (del PD) litiga con Giuseppe Sala (del PD) perché i milanesi prendono e non danno o danno e non prendono, insomma una castroneria così, inutile, tanto per fare rumore.

Il Ministro dell’Economia (del PD), alle prese con migliaia di emendamenti strumentali alla legge di bilancio (in gran parte di Renzi, già del PD), cerca di dire qualcosa di ragionevole, ma deve discutere fino allo sfinimento per una tassa di quattro soldi sulla plastica e un’altra di poco maggiore sulle auto vecchie: che dovrebbero essere cose ambite dai difensori dell’ambiente, se lo fossero. Che, inoltre sono state approvate in Consiglio dei Ministri, e negate un minuto dopo.

Il Ministro sello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, sta lì, ma non lo sa e quindi lo lascio tranquillo.

Matteo Renzi fa continue azioni di disturbo per fare vedere che c’è e che può fare danni, e li fa.

Il sedicente ‘premier’, incontra la signora Merkel a cui chiede aiuto per la questione ILVA. La Merkel non ride (a suo tempo lo faceva con Sarkozy), ma dice che ‘certo, ma che posso mai fare?, ci penserò ora ne parlo con la Krupp’. E quindi, dopo averci fatto fare, ilpremier’, la figura dei tapini, il predettopremier’ prende carta e penna e scrive ai Ministri, chiedendo loro di dare idee, visto che intende aprire la solitacabina di regia’ (ma da quando in qua i registi stanno nelle cabine, o anche nelle mai dimenticate ‘gabine’?), ma già che c’è anche: «aprire un Cantiere Taranto’, all’interno del quale definire un piano strategico, che offra ristoro alla comunità ferita e che, per il rilancio del territorio, ponga in essere tutti gli strumenti utili per attrarre investimenti, favorire l’occupazione e avviare la riconversione ambientale». Insomma, le solite frasi fatte, le frasi ad effetto rituali sempre le stesse, per dire niente, ma il ‘premier’ affonda però anche di più, aggiungendo, rivolto ai singoli Ministri uno per uno: «in vista del prossimo Consiglio dei ministri di giovedì 14 novembre, ti invito, nell’ambito delle competenze del tuo dicastero, ad elaborare e, ove fossi nella condizione, a presentare proposte, progetti, soluzioni normative o misure specifiche, sui quali avviare, in quella sede, un primo scambio di idee. La discussione potrà quindi proseguire all’interno della cabina di regia che ho intenzione di istituire con l’obiettivo di pervenire, con urgenza, a soluzioni eque e sostenibili», dove quell’‘ove fossi nelle condizioni’ … è sublime. Ma, poi, da buon ex professore universitario (sia pure per pochi minuti), cerca di sollecitare lo spirito di competizione tra i suoi ‘ragazzi’, ricordando che «il Ministro della Difesa, onorevole Lorenzo Guerini, mi ha comunicato l’intenzione di promuovere un intervento organico per il rilancio dell’arsenale, mentre il Ministro per l’Innovazione, onorevole Paola Pisano, mi ha rappresentato la volontà di realizzare un progetto di ampio respiro, affinché», beninteso scritto con l’accento sbagliato, ‘affinchè’, ma forse è solo colpa del giornalista! che lo ha riportato, «Taranto possa diventare la prima città italiana interamente digitalizzata» … per dire, questi sì che sono progetti di altissimo livello e certamente a furia di digitalizzare i ventimila operai di Taranto saranno salvi, specie perché i piani sono ‘organici’, mica le solite cose strampalate che si fanno in genere.

Questo è il nostro (non sapete quanto vorrei poter dire ‘il vostro’) Governo.
A proposito. E Zingaretti, nel senso di Nicola? Lui, tranquilli, lui sta in USA a chiacchierare con Clinton e Obama … in vacanza premio, suppongo, si è perfino perso la puntata di Montalbano, ma tanto quando torna Luca gliela fa personalmente.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.