venerdì, Aprile 10

Il volto triste dei bambini USA

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Nasce in Cina il 1925, da allora il primo giugno, si celebra in tutto il mondo ‘la Giornata internazionale del bambino’, non solo per festeggiare, ma soprattutto per riflettere sulle inique condizioni dei minori a livello globale. Quest’anno a fare il punto della situazione ci ha pensato Save the Children con la pubblicazione, in queste ore, del Report sulle minacce all’infanzia nel mondo.

Il report, intitolato ‘Infanzia rubata’, analizza le difficoltà che i bambini incontrano, non solo come si è soliti pensare nelle zone sottosviluppate o negli scenari di guerra, ma anche in Paesi occidentali, mette a confronto i dati di 172 Paesi, rivelando un’infanzia aggredita da malnutrizione, analfabetismo e abusi, confrontando le politiche e le iniziative adottate da ogni singolo Stato, per proteggere e tutelare i piccoli cittadini.

 Sono 700 milioni i minori in tutto il mondo, di questi, 263 milioni non hanno accesso all’istruzione, 168 milioni sono coinvolti nel lavoro minorile, 28 milioni subiscono violenze, e dato ancora più allarmante, 4 milioni di bambini e soprattutto bambine contraggono matrimonio prima dei 15 anni, mentre sono 8 milioni quelli morti sotto alla soglia dei 5 anni, e 75000 ventenni uccisi in tutto il mondo. Ma è scorrendo la lista dei Top 10, dove troviamo Norvegia, Slovenia e Filandia alle prime tre posizioni per migliore stile di vita dei minori, mentre l’Italia è all’ottavo, seguita da Belgio, Cipro, Germania e Sud Corea, ci accorgiamo di una grande assenza: gli Stati Uniti. Per trovare infatti l’America di Donald Trump, bisogna scorrere fino alla trentaseiesima posizione, preceduta dalla Bosnia e seguita dalla Russia. Parlando di uno dei Paesi maggiormente sviluppato, di certo non lo si poteva immaginare, ma basta andare a vedere i dati del dettaglio ‘COMPLETE END OF CHILDHOOD INDEX 2017’ per capire perché.

Il rapporto è stupefacente: si apprende, infatti, che oltre 750.000 bambini negli Stati Uniti abbandonano gli studi prima del termine ogni anno, più di 541.000 vivono in famiglie in grave stato di povertà, sperimentando regolarmente la fame. Inoltre nel 2015 quasi 230.000 minori americani sono nati da ragazze statunitensi di età compresa tra 15 e 19 anni, dato che rappresenta circa 1/8 delle nascite. Nella situazione Stato per Stato, l’analisi determina che l’infanzia è la meno minacciata in New Hampshire, Massachusetts, New Jersey e Vermont. Ma è in Louisiana, Mississippi, New Mexico e Oklahoma che la situazione assumerebbe contorni peggiori rispetto a quelli di Paesi meno sviluppati come Bosnia e Serbia.

In seguito alla pubblicazione dell’inchiesta, il Presidente di Save the Children USA, Jill Biden, ha dichiarato: «un bambino su sei, in età scolare, non va a scuola perché costretto a lavorare, o perché non ha le risorse necessarie, o semplicemente perché sono femmine. Senza educazione, i bambini dovranno affrontare una vita di ostacoli, ma con essa le possibilità sono infinite. Questa relazione ci mostra quanti bambini sono rimasti indietro, ora ci dobbiamo impegnare per proteggerli».

La Giornata Internazionale del Bambino ricorda ad ognuno di noi, in particolare governanti ed istituzioni, l’impegno nella tutela e protezione psicofisica dei piccoli abitanti del mondo di domani.

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