venerdì, Luglio 19

Il triste destino della Società delle Nazioni 15 novembre 1920 l’inaugurazione della prima organizzazione intergovernativa; poi, l’incapacità di tenere sotto controllo gli autoritarismi di destra, sfociata nella Seconda Guerra Mondiale, ha sancito il fallimento dell’organizzazione

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La nascita della Società delle Nazioni è dovuta, principalmente, alla Prima Guerra Mondiale, nella quale l’umanità si trovò a fronteggiare un conflitto di dimensioni planetarie, nel quale persero la vita milioni di persone, tra militari e popolazioni civili.

L’occasione per la costituzione è stata colta, durante la Conferenza di pace di Parigi, a seguito del conflitto, ratificata formalmente il 28 giugno 1919 a seguito della firma del Trattato di Versailles. Ad essa hanno aderito quarantaquattro Stati, dei quali trentuno hanno partecipato al conflitto.

Lo scopo della creazione è stato quello prevenire la guerra attraverso l’uso della diplomazia e del controllo degli armamenti, favorendo, al tempo stesso, la prosperità e la qualità della vita  dei popoli.

Un iniziale importante impulso al suo sviluppo, si è avuto a partire dal 1864 con la Convenzione di Ginevra. Tale situazione ha favorito la nascita di un movimento internazionale indirizzato alla pace che ha visto la massima espressione nel 1907 con la creazione di un Trattato Internazionale durante la Convenzione dell’Aia, favorendo un’alleanza improntata al disarmo e all’utilizzo della diplomazia in sede di disputa tra le Nazioni. Tale Convenzione ha fallito miseramente a seguito dello scoppio della Grande Guerra, ma tale concetto, comunque, è stato ripreso dal Presidente americano Woodrow Wilson, prima davanti al Congresso degli Stati Uniti, e, successivamente, durante la Conferenza di Pace di Parigi. Lo scopo è stato quello di creare un’organizzazione sovranazionale a garanzia della pace a livello mondiale. La redazione dello statuto, di tale organizzazione, è stata affidata allo stesso Wilson, coadiuvato da una commissione; tale documento è stato inserito come parte integrante del Trattato di Versailles. A dispetto della partecipazione del Presidente americano, gli Stati Uniti d’America non hanno mai aderito a tale organizzazione per le opposizioni messe in atto dal Partito Repubblicano.

Nel novembre del 1920, la sede della Società fu spostata a Ginevra, dove il 15 novembre è stata tenuta la prima assemblea generale con i rappresentanti di quarantuno Nazioni aderenti. L’importante significato di questo primo incontro è stato dato dalla volontà internazionale di creare un organo di cooperazione per l’osservanza degli obblighi scaturiti dalla fine della guerra per la salvaguardia dello stato di pace tra i popoli, attraverso principi di sicurezza collettiva, di risoluzione delle controversie e di riduzione degli armamenti. L’innovazione principale è stata quella di istituire un’organizzazione internazionale al fine di garantire la pace. Nella fattispecie, lo scopo essenziale del mantenimento della pace è stato da considerarsi come garanzia internazionale a livello politico e territoriale in ottemperanza ai Trattati. In virtù di ciò, l’articolo 10 del Patto ha previsto che i membri si impegnano a rispettare e a proteggere da aggressioni l’integrità territoriale e l’indipendenza politica di tutti gli Stati membri.

A causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale è da ritenere privo di successo il piano della Società delle Nazioni, non per gli scopi prefissati, ma per i risultati raggiunti nel non essere riusciti ad evitare un conflitto di tali dimensioni; non essendo stati in grado di garantire un concreto disarmo.
Nonostante ciò, alcuni traguardi di natura diplomatica sono stati raggiunti, esempio concreto ne è il caso del confine dell’Albania con la Jugoslavia. Lo Stato Jugoslavo ha occupato con l’Esercito territori albanesi; la Società delle Nazioni è intervenuta con un’azione diplomatica a favore dell’Albania, ristabilendo, così, i confini precedenti. Un altro successo è stato quello relativo alla questione della Grecia e dell’Albania, a causa di un incidente militare, attraverso il quale truppe greche hanno invaso zone bulgare, dopo l’intervento, la Società delle Nazioni ha imposto il ritiro delle truppe greche dal territorio bulgaro. Un altro esempio, efficace, dell’intervento della Società delle Nazioni è fornito dalla risoluzione relativa ai conflitti intercorsi tra la Colombia e il Perù, sempre per questioni territoriali; dopo l’azione dell’Organizzazione Internazionale è stato raggiunto un accordo tra i due Stati, finendo nell’arco di un anno con la firma di un trattato di pace che ha previsto il ritorno dei territori occupati alla Colombia. Un altro esempio famoso, di questi interventi diplomatici, ci è fornito dalla questione inerente agli Stati baltici della Finlandia, Lettonia, Estonia e Lituania; l’intervento ha permesso l’espulsione dell’Unione Sovietica.

L’incapacità di tenere sotto controllo gli autoritarismi di destra, che è sfociata nella Seconda Guerra Mondiale, ha sancito il fallimento di questa organizzazione internazionale.
La Società delle Nazioni è stata la base sulla quale è stata costituita l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), nel 1945, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Le due Guerre Mondiali e il processo di decolonizzazione che si è concretizzato, dal secondo dopoguerra, a partire dall’indipendenza dell’India nel 1947, hanno permesso lo sviluppo della base di partenza, formata dalla Società delle Nazioni.

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