venerdì, Aprile 26

Il terrorismo? è solo islamico: strategia della tensione firmata Matteo Salvini Un Ministro che diffonde messaggi come quello del 15 marzo, diffonde odio e lo fa verso una parte specifica della popolazione italiana e mondiale

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Nella comunicazione, specialmente in quella politica, accanto al messaggio specifico, spesso solo apparente, ciò che conta maggiormente è il messaggio complessivo, spesso nascosto e talvolta anche inconsapevolmente nascosto. Per cui un messaggio che sembra parlare di una cosa parla in realtà di un’altra, o magari è espressione non casuale di un clima sociale e di un progetto sociale specifico.
Sono banalità talmente note e ovvie che nemmeno occorrerebbe dirle: la pubblicità della lavatrice ‘operata’ da una ragazza in elegante gonna al ginocchio e tacchi a spillo, perfettamente truccata e pettinata, non mostra solo la bellezza della lavatrice, ma allude al fatto che le medesime sono manovrate dalle donne in casa (e al massimo riparate dai maschietti), donne peraltro dedite alla cura di sé stesse in funzione … sociale, dedite al massimo, mute, ad accompagnare ministri al teatro, dopo avere stirato il bucato.
Banalità, ripeto, solo banalità.

Che mi vengono in mente alla lettura di due messaggi-notizie (anzi forse tre) contemporanei diffusi Venerdì 15 Marzo.

Viene diffuso, questo il primo fatto, un documento, anzi, una ‘circolare riservata’, a tutti gli uffici di Polizia eccetera italiani. Già diffondere una circolare riservata è abbastanza curioso. Ma la stranezza diventa interrogativo quando se ne vede il contenuto: un allarme generale, e generico, contro eventuali fenomeni di emulazione dell’attentato in Nuova Zelanda. Anzi, emulazione e reazione o vendetta se volete.

Orbene, se una cosa del genere è verosimile e il rischio è reale, e non avrei dubbi è successo spesso esattamente questo, è altrettanto verosimile che dirlo in questo modo così esplicito determina o facilita un clima di preoccupazione e di sospetto, di diffidenza, insomma, di paura.
Che il messaggio venga diretto alle forze di Polizia è del tutto logico, giusto e prevedibile, anzi, dovuto; ma che venga dato alla stampa, francamente no, non lo capisco. O almeno non ne capisco il modo: che ci si inviti a fare attenzione, a ‘tenere gli occhi aperti’ è anche ragionevole, ma detto così, con tanta dovizia di particolari, con tanti approfondimenti, diventa uno strumento che, se vogliamo oggettivamente, crea un clima di sospetto e di paura, che molto difficilmente può favorire i controlli di sicurezza e le misure precauzionali, se non altro per l’inevitabile effetto moltiplicativo degli allarmi.

Il fatto appare ancora meno comprensibile, se accanto ad esso leggiamo la solita dichiarazione del solito Matteo Salvini, col suo solito tono tranciante e lo sguardo torvo di sempre. Il messaggio dice che il terrorismo di destra o di sinistra (sì anche quello di sinistra!) non sono un pericolo, ma il vero e unico pericolo al mondo è il terrorismo islamico.
Sorvolo sulla solita lamentela ridicola e propagandistica di essere additato come la fonte di tutti i mali. Ma il messaggio è preoccupante, specie se letto insieme al precedente. Anche qui, un Ministro che diffonde messaggi del genere, diffonde anche odio e lo fa verso una parte specifica della popolazione italiana e mondiale.
Lo voglia o no, quel messaggio è un invito aguardarsidall’islamico, a vedere il mussulmano sempre come un potenziale nemico, un pericolo permanente: da qui a dire che bisogna cacciarli via a calci, i mussulmani, italiani inclusi è un passo.

Se questo è un messaggio accettabile e responsabile da parte del Ministro dell’Interno, giudicate voi. Io mi limito ad osservare che l’effetto complessivo dei due messaggi è, o potrebbe essere, o, se preferite, nella mia mente malata a me pare che sia, l’effetto complessivo dico è: il terrorismo deisuprematisti’ (l’ennesimo neologismo inventato a rendere il fenomeno qualcosa di mitico e impalpabile, ma minacciosamente ‘invitante’) è roba da poco, roba da nostalgici, poco più che degli imbecilli, quasi da fare tenerezza.
Testualmente: «le frange di estrema destra e sinistra rappresentano nostalgici fuori dal mondo e dal tempo che meritano una condanna morale … se c’è un estremismo per cui firmo metà degli atti che firmo (???) è quello di matrice islamica … L’unico estremismo che merita di essere attenzionato è quello islamico».
Per poi concludere con le solite buffonerie lamentose: «Io responsabile dei fatti della Nuova Zelanda? È roba da Tso. È incomprensibile come politici e giornalisti riescano a tirare in ballo Salvini per questo episodio».
Che dire? ‘le frange’, solo?, ‘nostalgici fuori dal mondo’? e i quaranta e più morti
? e Orbàn? e Casa Pound? eccetera, eccetera? ‘Attenzionati’ il solito burocratismo da poliziotto, lo ha detto in divisa, immagino. «Firmo metà degli atti»? E cioè? quali sono? quando? perché?

Ma non vale la pena approfondire. Nè forse vale ricordare al Ministro dell’Interno di andarsi a leggere la ‘Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza viene presentata al Parlamento’, presentata lo scorso 28 febbraio 2019, che dice esattamente l’opposto.
Però il messaggio complessivo che arriva è chiaro e univoco: lasciate perdere questepiccolezzedei suprematisti (che hanno ragione, sembra dire, attentati a parte … forse) e preoccupiamoci degli islamici; badate bene, islamici non arabi o pakistani eccetera, islamici. Quindi chiunque sia di religione islamica, italiani inclusi.
A quando la distinzione traislamicieitaliani? Ve lo ricordate quando gli ebrei dicevano “ma noi siamo come voi, abbiamo combattuto insieme a voi, per quella che è la nostra come la vostra patria” … Esagerato? Forse, anzi speriamo, ma certo che la strada è quella.

Che poi queste affermazioni siano il corollario di quella lunga ‘circolare riservata’ o siano un modo per limitarne l’effetto politico è tutto da scoprire, ma certo è un tema di analisi, specie se unito al silenzio tombale degli stellini.

Ed eccoci al terzo fatto. Nello stesso giorno, il 15 marzo, in tutto il mondo, perfino là dove solo poche decine lo hanno fatto, milioni di ragazzi poco più che sedicenni, manifestano per la difesa del clima, dell’ambiente, della vita futura. Notate bene, la cosa mi ha molto colpito: i ragazzi fanno unosciopero’, manifestano durante le ore di scuola, non è una festa, una vacanza, un gioco, è un richiamo alla realtà da parte di persone che rinunciano, coscientemente, al proprio lavoro per manifestare: è un messaggio simbolico e i simboli contano. E manifestano con chiarezza, limpidezza, senza bandiere né politiche né nazionali né religiose, al canto (incredibile: me mi ha fatto saltare sulla sedia!) di ‘Bella ciao’ per ottenere da ‘voi adulti’, da noi insomma, di fare qualcosa ora e subito.

Solo un errore, mi perdoneranno quei ragazzi, solo un errore da correggere subito. Non chiedete agliadultidi fare ciò che non faranno mai: fatelo, fatelo voi e fatelo subito e non fidatevi deigiovaniche certamente verranno da voi, con bandiere di partiti o ideologie, ad offrirvi la loro guida competente in questa battaglia, lasciateli andare … al Teatro dell’Opera. Questa battaglia potete vincerla solo se la fate voi, solo voi, senza mediazioni e subito. Ignorando anche, anzi, disprezzando con una risata, chi, da Giovanna Maglie a Rita Pavone e chi sa quanti altri, vi disprezza e per farlo meglio insulta per il suo male, cioè nel modo più disgustoso possibile, chi ha contribuito a generare il vostro movimento: del resto in una società nella quale a un ‘tifoso’ colto da malore allo stadio si rivolgono cori di ‘muori, muori’ da parte dei ‘tifosi’ avversari, quello è solo ‘normale’. Ormai solo voi giovani potete farci uscire da questi incubi, forse!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.