venerdì, Settembre 18

Il sospetto sostegno del Qatar all’Hezbollah libanese e i commenti antisemiti dei suoi funzionari Un rapporto di ‘Fox News’ fa importanti rivelazioni sulla famiglia reale del Qatar e le sue consegne di armi ai militanti di Hezbollah

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I politici europei chiedono un giro di vite immediato sul presunto sostegno del Qatar al finanziamento del terrorismo internazionale, ed in particolare al gruppo estremista libanese Hezbollah. Lo rivela un rapporto di ‘Fox News’, dopo aver ottenuto un dossier che dimostrerebbe in maniera schiacciante la consegna di armi da parte della famiglia reale del Qatar ai militanti di Hezbollah.
Un appaltatore di sicurezza privata, Jason G., è penetrato nel business degli appalti di armi del Qatar come parte di un’apparente operazione di sicurezza. Ha detto ‘Fox News’ martedì, indicando che un ‘membro della famiglia realeal-Thani avrebbe autorizzato la consegna di materiale militare ad Hezbollah in Libano. Il gruppo è designato come entità terroristica dagli Stati Uniti e dall’UE.
Il dossier in questione, recapitato a ‘Fox News’, e dalla medesima detto verificato, avrebbe fornito diversi documenti che dimostrerebbero un collegamento diretto tra un membro della famiglia reale del Qatar con i fornitori di armi ad Hezbollah sin dal 2017. Secondo il rapporto, Abdulrahman bin Mohammed Suleiman al-Khulaifi, ambasciatore del Qatar in Belgio e alla NATO, sarebbe anche coinvolto nelle sospette attività di finanziamento al terrorismo internazionale. Secondo il ‘Jerusalem Post’, il diplomatico avrebbe offerto a un consulente straniero 750.000 euro per mantenere segreti i dettagli del finanziamento da parte di Doha ad Hezbollah.
Il consulente al centro del caso Jason G. ha dichiarato al giornale israeliano che l’ambasciatore del Qatar al-Khulaifi gli avrebbe pagato migliaia di dollari durante riunioni segrete e offerto una somma molto più grande per non rivelare i dettagli della relazione tra Doha e il gruppo terroristico libanese, accusato di essere il responsabile della forte esplosione che ha colpito martedì la capitale Beirut.
Il dossier compilato da Jason G., già in parte pubblicato dal giornale tedesco ‘Zeit’,  conterrebbe prove concrete che il denaro sta fluendo dal Golfo a gruppi terroristici,   aumenterebbe la pressione sul Qatar e potrebbe portare a sanzioni da parte dell’UE. Il giornale tedesco ha rivelato, inoltre, che il consulente avrebbe fornito informazioni di un accordo sulle armi dall’Europa orientale, gestito da una società con sede nell’Emirato.
Secondo ‘Zeit’, l’accordo tra Jason G. e il diplomatico qatariota al-Khulaifi sarebbe fallito, nonostante un’offerta di 750mila euro per tacere l’informazione, in parte a causa dei commenti antisemiti fatti dai funzionari del Qatar durante i loro incontri. «Ho fatto il primo accordo solo perché il Qatar aveva promesso che avrebbe messo fuori circolazione questi finanzieri», ha detto Jason G. Secondo il rapporto, il consulente è rimasto «inorridito» dai commenti antisemiti fatti dai funzionari della famiglia al-Thani, che si riferivano agli «ebrei» come loro nemici. I due avrebbero discusso dell’offerta del Qatar per un accordo di riservatezza sul finanziamento di Hezbollah con i loro legali, ma il consulente avrebbe detto al suo avvocato di Berlino di non firmare l’accordo di riservatezza in nessuna circostanza.
Jason G. aveva già contattato l’ambasciata israeliana, tramite il suo avvocato di Berlino, e offerto i suoi servizi agli israeliani, apparentemente proprio per via dei commenti antiebraici dei funzionari del Qatar. E’ opportuno ricordare che il Qatar è accusato di finanziamento al terrorismo internazionale dalla maggior parte dei Paesi Arabi, in particolare Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto, che hanno interrotto le relazioni diplomatiche con Doha già nel 2017.

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