mercoledì, Ottobre 28

Il sistema sanitario neozelandese

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Altri dati importanti circa lo stato di salute della popolazione neozelandese sono forniti dall’OCSE. Nel suo ultimo rapporto, infatti, l’organizzazione con sede a Parigi ha mostrato che in Nuova Zelanda, secondo i dati in suo possesso, l’aspettativa di vita è di circa 82 anni (al 2° posto assieme ad Italia, Francia, Australia, Svezia, Israele e Norvegia), l’indice di diseguaglianza fra i sessi è di 1,04 (secondo soltanto a quello islandese, l’Italia è al 4° posto), i sondaggi d’opinione circa la salute dell’intervistato la pongono al 2° posto, con l’89,61% di persone soddisfatte della propria condizione medica (in Italia, invece, solo 2 persone su 3 si dicono soddisfatte del proprio stato di salute, creando un’evidente discrepanza con i dati reali), mentre nella classifica della diseguaglianza sociale la Nuova Zelanda è la nazione più virtuosa (con l’Italia ancora al 4° posto). Un’importante criticità è però quella del tasso di obesità del Paese, che, secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, si pone tra i più alti del mondo occidentale, assestandosi al 31% nel 2015, laddove Paesi come l’Italia spiccano per la loro bassissima percentuale di obesi in rapporto alla popolazione totale.

 

                            I tassi di obesità tra i principali Paesi dell’area OCSE

Una seconda criticità che non ha mancato di manifestarsi nei giorni scorsi, poi, è quella dello scarso popolamento delle aree non cittadine, una condizione che influenza negativamente la copertura medica di tali regioni. Ha fatto il giro del mondo la notizia che un medico ha offerto un posto di lavoro per un giovane dottore, con lo scopo di trovare un assistente che possa, allo stesso tempo, sostituirlo durante le vacanze. L’offerta di lavoro è decisamente allettante: il neo-assunto medico generico lavorerebbe solo 4 giorni a settimana e avrebbe 12 settimane di ferie pagate all’anno, un incarico che sarebbe pagato l’equivalente di 242.500 euro all’anno, ovvero il doppio dello stipendio medio dei medici in Nuova Zelanda (questo il link per mandare il CV). Il problema risiede nella posizione geografica dello studio medico-chirurgico, a Tokoroa, relativamente isolata nel cuore dell’Isola Nord.

Quanto alle sfide attuali e quelle per il futuro, l’ultimo e approfondito report dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) sintetizza efficacemente quali siano: «La Nuova Zelanda ha un sistema sanitario prevalentemente finanziato attraverso le imposte, il quale fornisce una copertura universale. La popolazione gode di uno livello sanitario generalmente alto, ma importanti ineguaglianze tra le popolazioni Maori e quelle del Pacifico […] Le attuali sfide di questo sistema sanitario includono la riduzione delle differenze nella fornitura di coperture sanitarie, la gestione di patologie non riscontrabili ad un esame esterno, la riduzione di condizioni croniche e la riduzione dei tempi d’attesa, l’aumento della produttività e l’aumento di maggiore integrazione e coordinazione dei servizi all’interno dell’assistenza primaria e secondaria, oltre che nelle situazioni che si trovano a metà tra le due. E’ inoltre necessario migliorare il rapporto del sistema sanitario con gli altri servizi sociali dello Stato».

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