venerdì, Ottobre 18

Il senso della cosa

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Non c’era riuscito neppure Berlusconi, e nemmeno Craxi prima di lui. C’è riuscito Renzi: da oggi i magistrati italiani hanno la tagliola sotto i piedi e la museruola in faccia.
E alla gente, progressista o conservatrice, persone giuste o insomma, starà bene così perché la ‘colpa antropologica dei giudici’ è diventata ormai senso comune.

Come si è potuto tanto? Partendo da lontano, da quando venti anni fa e più venivano mandati in televisione, quasi ogni giorno e ogni sera, gli Sgarbi e i Ferrara a strillare che i magistrati sono assassini. E non c’è calunnia che non lasci un dubbio potentissimo nella testa del pubblico per il quale è confezionata, non c’è menzogna che ripetuta a sufficienza non si trasformi in verità nel senso diffuso (come sa bene ogni dittatura storica).

Altro esempio? Prima ancora dei magistrati il bersaglio furono i politici di mestiere: a partire dalla generazione scorsa le orecchie degli italiani furono inondate di parole di fuoco contro partiti e Parlamento, contro le istituzioni democratiche e contro il concetto stesso di ideologia; col risultato che vediamo: la funzione di autogoverno della comunità, la politica, è stata squalificata agli occhi della gente, e grazie a questo capro espiatorio i veri detentori del potere stanno sempre ai propri posti (al netto di qualche ricambio di necessità biografiche, biologiche o di pura opportunità).

Così adesso, senza ‘i lacci e i lacciuoli’ che soltanto un sistema di applicazione del diritto davvero libero e funzionante e un clima di fiducia del popolo nella partecipazione democratica alle istituzioni possono consentire, adesso sì che la grande riforma del Paese sognata decenni fa dalle élite contro il popolo che cominciava a pretender troppo, può dirsi attuata.
Tra gli applausi della gente medesima, questo è il bello, che oggi è tutta contenta perché il nuovo Capo dello Stato prende il tram anziché muoversi col corteo di auto presidenziali.

Potevamo far diversamente, noialtri che da sempre ci opponiamo a questa deriva antisociale (e decerebrante)?
Forse se vent’anni fa avessimo continuato a dire agli italiani (così come è scritto nei nostri testi e nel nostro stesso ‘DNA ideologico’) che assassini e ladri di dignità e umanità sono i capitani d’industria e i maghi della finanza, anziché nasconderci letteralmente come comunisti e provare a mimetizzarci come ‘radical-chic all’acqua di rose’, forse un po’ di senso comune in favore della verità e della libertà adesso ce l’avremmo a disposizione.
E ci tornerebbe tanto utile, in questa guerra di classe senza quartiere.

 

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