sabato, Ottobre 24

Il salutismo contro l’obesità field_506ffb1d3dbe2

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Halal cibo

Bangkok – Gli usi e i costumi occidentali man mano che si diffondono in questa parte d’Asia lasciano tracce non sempre piacevoli, come certi problemi per la salute derivanti da abitudini alimentari e prodotti che esulano dalle usanze locali e che conducono a una serie di questioni che si ripresentano uguali in ogni zona del mondo: l’obesità anche nelle fasce giovanili e tra i bambini è una di queste. La Malaysia, al giorno d’oggi, si ritrova ad essere una delle Nazioni asiatiche dove questo tipo di fenomenologia sociale è improvvisamente esploso ed ha condotto le Istituzioni e l’apparato medico a doversi scontrare con una realtà insospettabile solo fino a pochi anni fa.

Tutto ciò ha condotto al successo sul mercato nazionale di intere linee di prodotti salutisti, in ambito paramedicale ma soprattutto nel campo dell’alimentazione, tutto all’ombra della voce obesità. I capitani d’azienda hanno fiutato l’affare e man mano che i consumatori vanno alla ricerca di cibi che possano migliorare le loro condizioni di salute, il mercato risponde con prodotti sempre più mirati sulle rinnovate esigenze dell’utenza locale.

Il consumatore malese –affermano gli operatori economici del settore- vogliono avere linee di prodotti alimentari che non li facciano più sentire in colpa e che siano dichiaratamente “salutisti”, ciò ha comportato la fusione tra società locali e straniere, la creazione sempre più spinta di joint ventures d’area e commerciali, come è accaduto di recente con la Società The Star’s MetroBiz che ha messo in luce la taiwanese Snow Factory (M) Sdn Bhd specializzata in prodotti dessert che sono stati studiati proprio per allettare il palato ma salutisti quanto basta per evitare i sensi di colpa di cui sopra. Secondo quel che riferisce l’Autorità Malese per lo Sviluppo degli Investimenti, i consumatori locali ora sono attenti nel verificare i valori nutrizionali e tutti gli ingredienti che fanno bene oppure fanno male alla salute umana e quindi cercano prodotti poco processati e quanto più possibile freschi, cibi organici, aromi naturali derivati da piante e organismi marini.

Visto il crescendo della domanda, ormai un po’ tutte le Corporations più famose del settore stanno affollando questo segmento del mercato, come il Mofaz Group che sta già sondando il settore per verificare i margini di profitto potenziale. Si tratta di un competitor di non scarso rilievo, in quanto è una vera holding specializzata nel cibo pronto da usare, pietanze istantanee, per i viaggiatori frequenti come gli addetti ai trasporti, camionisti o comunque con poco tempo da dedicare all’alimentazione. Nata nel 1977, oggi raccoglie più di 120 società minori in un unico Marchio e costituisce uno degli agglomerati societari di più vasta portata in Malaysia. Tra i primi settori coperti da questa società agli inizi della sua carriera vi erano –appunto- quelli del personale della Marina e dell’Aviazione e i dipendenti delle industrie dell’abbigliamento, nel corso degli anni s’è evoluta nella forma societaria consorziata fino a raggiungere i segmenti del mercato del settore più sopra annotati ma anche i rami commerciali che comprendono gli hotel, le compagnie assicurative, l’Information Technology e le società di raccolta pubblicitaria, quindi si tratta di un core business parecchio ampio e diversificato.

Ora lil Mofaz Group sta per lanciare sul mercato un nuovo prodotto che, al tempo stesso, è rispettoso dei canoni halal, è salutista e soprattutto è totalmente dentro la tradizione culinaria della Malaysia. Si tratta di un pollo cotto e conservato sotto sale, una pietanza della tradizione locale, derivato da usi cinesi e poi trasferitosi in Malaysia tra coloro che lavoravano nelle miniere nel 1800 che -nel tempo- hanno apportato variazioni sia nel frollarlo sia nel conservarlo sotto sale al punto da trasformarlo in una pietanza tipica della Malaysia. Il centro di produzione principale di questo prodotto sarà stabilito a Pandan Indah, presso Kuala Lumpur, e saranno utilizzare tecniche industriali moderne con forni a induzione magnetica per ridurre l’emissione di carbon fossile e mantenere bassi i livelli di consumi d’energia. Attualmente gli impianti immettono sul mercato 400 polli al giorno preparati nel modo descritto, compresi quelli che vengono confezionati nella versione bento, cioé nelle scatole da colazione pronto uso per i lavoratori in fabbrica o per gli impiegati che –per risparmiare- preferiscono cibarsi in questo modo piuttosto che andare presso la ristorazione esterna ai luoghi di lavoro. Secondo la dirigenza societaria si vuole raggiungere uno standard di produzione giornaliero tra i 1.200 ed i 1.500 polli al giorno trattati secondo le modalità descritte, andando a regime entro la fine dell’anno.

A garanzia della autenticità della ricetta originaria e per rassicurare il consumatore locale è stata ottenuta anche la relativa attestazione o certificazione halal. Questo consente di prefigurare anche l’esportazione verso Nazioni limitrofe dove la componente islamica richiede cibi con certificazione halal ma già si è previsto che questa linea di produzione potrebbe positivamente attecchire in breve tempo anche in nazioni più distanti, dove però, la alimentazione halal è già un fenomeno di successo consolidato ed in via di ulteriore espansione, vi è infatti una folta minoranza di estrazione islamica in territorio cinese ma la alimentazione halal ora ha successo anche in Gran Bretagna, Russia, Francia, per citare alcune Nazioni che già da tempo hanno visto aumentare in modo esponenziale la richiesta di alimentazione certificata halal e non necessariamente nella sola utenza finale di religione islamica. La certificazione halal, infatti, anche per chi non è islamico, assicura certi canoni rispettosi verso gli animali in fase di macellazione, il che è risultato gradito anche da certe frange meno estremiste degli animalisti e allo stesso tempo offre l’immagine di una alimentazione meno dannosa per la salute umana rispetto ai cibi confezionati o variamente trattati dalle grandi multinazionali planetarie del settore. Gli alti papaveri aziendali, poi, rassicurano che l’offerta di prodotti, dopo la certificazione halal, punterà anche a realizzare cibi pronti all’uso di provenienza culturale cinese, indiana oltre che malese. Nell’ambito dell’alimentazione salutista e certificata halal, il pollo sotto sale malese, quindi, può pronunciare la famosa frase del cartone USA ‘Toy Story’: “Verso l’Infinito ed oltre”.

 

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