domenica, Novembre 17

Il Rwanda si prepara a distruggere le FDLR? Kigali è alle prese con il gravoso dilemma se limitarsi a difendere il proprio territorio o attuare una guerra preventiva invadendo il Burundi

0

Sono 24 anni che il gruppo terroristico ruandese Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR), responsabile del genocidio avvenuto nel 1994, tentano di invadere il Rwanda per terminare l’Olocausto contro i tutsi, riprendere il potere e reinstaurare il regime razial nazista HutuPower (Potere agli Hutu).

Le FDLR sono sorte nel 2000 grazie agli appoggi economici e militari della Francia, che raggruppò quello che rimaneva delle forze genocidarie ruandesi dopo aver protetto la loro ritirata nello Zaire nel giugno – luglio 1994.
Queste forze erano state quasi annientate nel 1996, durante la Prima Guerra Pan Africana, che vide la caduta del trentennale regime di Mobutu Sese Seko nello Zaire, ora Repubblica Democratica del Congo. Grazie al supporto della Francia, nel 2000 quello che rimaneva delle forze genocidarie ruandesi si raggruppò nella nuova organizzazione terroristica FDLR, utilizzata dal Governo di Kinshasa per contrastare le truppe di invasione burundesi, ruandesi e ugandesi durante la Seconda Guerra Pan Africana (1998 – 2004). Le FDLR contrastarono anche le due ribellioni Banyarwanda di Laurent Nkunda (2009) e del Movimento 23 Marzo – M23 (2012). Nel 2017 le FDLR sono state anche utilizzate contro i Caschi Blu delle Nazioni Unite.
In cambio della difesa dei territori est del Congo il Presidente Joseph Kabila permise a questo gruppo terroristico di entrare nel lucroso affare del mercato illegale dei minerali preziosi che frutta 1,5 milioni di dollari al mese. Nei primi mesi del 2018, il regime dittatoriale di Kabila aveva tentato di cambiare socio in affari, sostituendo le FDLR con i nemici storici, Rwanda e Uganda, tramite un semplice patto regionale segreto: appoggio politico e non ingerenza militare di Kigali e Kampala in cambio dei minerali. Questo patto prevedeva l’annientamento delle FDLR nell’est del Congo. Obiettivo non raggiunto dall’Esercito congolese: FARDC male armato e non pagato regolarmente.

Nel 2014 le FDLR si inseriscono progressivamente nella politica del vicino Burundi. In un primo momento, come truppe mercenarie al soldo del dittatore Pierre Nkurunziza che voleva accedere al terzo mandato presidenziale non previsto dalla Costituzione. Dal 2016 le FDLR, sfruttando la debolezza interna del regime di Nkurunziza, si impossessano del potere nel Burundi e controllarono in toto la milizia para militare Imbonerakure. Attualmente le FDLR di fatto controllano gran parte della vita politica burundese e sono le uniche forze militari su cui il regime razial nazista può contare. Non solo, la carica presidenziale ma la stessa vita di Pierre Nkurunziza è strettamente legata ai rapporti con questo gruppo terroristico, che può decidere da un momento all’altro di eliminare il dittatore burundese.

Dal giugno 2018 le FDLR hanno ripreso i tentativi di invasione del Rwanda, attuando incursioni dal Burundi e dall’est del Congo. Le Forze Armate ruandesi sono state costrette a violenti scontri nelle province confinanti con Burundi e Congo, riuscendo  respingere gli invasori grazie all’appoggio attivo della popolazione rurale a maggioranza hutu. Nei loro tentativi di invasione le FDLR erano supportate dalla milizia paramilitare burundese Imbonerakure, da soldati burundesi rimasti fedeli a Nkurunziza e da milizie congolesi denominate Mai Mai.

I tentativi di invasione sono ripresi lo scorso agosto, anche se la loro intensità ed efficacia è  minore rispetto ai tentativi attuati tra il giugno e il luglio 2018. Le continue aggressioni e il controllo del potere politico e militare delle FDLR in Burundi ha portato ad una escalation della crisi diplomatica tra Kigali e Bujumbura. Il Rwanda accusa il regime razial nazista di Nkurunziza di aver attuato un blocco frontaliero delle merci e persone provenienti dal Rwanda violando i protocolli del Mercato Unico sanciti dalla East African Community. Da canto suo, il regime di Bujumbura accusa il Rwanda di supportare le attività dei ribelli burundesi FNL, FOREBU e RED Tabara. Attività che sarebbero aumentate in Burundi, secondo le affermazioni del regime, ma che non trovano riscontri nella realtà. Le tre formazioni guerrigliere sarebbero stazionate nell’est del Congo e in Rwanda senza attuare combattimenti in Burundi per liberare la loro Patria.
Il regime di Bujumbura accusa, inoltre, il Rwanda di aver violato in più occasioni, a partire da maggio, lo spazio aereo con caccia supersonici da combattimento e droni. Le forze aree ruandesi avrebbero avuto il compito di spiare le postazioni militari. Il regime di Nkurunziza ha  chiuso tutte le compagnie di bus ruandesi presso la capitale che offrivano il servizio tra i due Paesi, aziende accusate di trasportare armi destinate a destabilizzare il Burundi. Gli scambi commerciali tra i due Paesi si sono praticamente azzerati secondo l’Istituto Ruandese di Statistiche.

Il Ministro ruandese degli Esteri, Olivier Nduhungirehe, ha recentemente dichiarato che ogni possibilità di dialogo politico e diplomatico con il Burundi si è esaurita. Di conseguenza il Rwanda si prepara a difendere il suo territorio e la sua popolazione, innescando una guerra fredda contro il Paese gemello. Il Ministro degli Esteri ha voluto precisare che il Rwanda non ha intenzione di iniziare una guerra con il Burundi, si limiterà a difendere il suo territorio dai continui attacchi terroristici.  Questa affermazione non corrisponde del tutto alla realtà. Nel luglio 2018, dopo l’incontro con il Presidente francese Emmanuel Macron, il Rwanda era entrato a far parte di una coalizione politica militare regionale assieme all’Angola, Congo Brazzaville e Uganda pronta ad invadere il Congo qualora il Presidente Jospeh Kabila avesse deciso di accedere al terzo mandato presidenziale o avesse spostato nuovamente le elezioni. L’abile mossa del Presidente congolese di annunciare il suo temporaneo ritiro dalla scena politica e di nominare il suo Delfino per le presidenziali del prossimo 23 dicembre ha sventato il pericolo di una invasione militare supportata da Stati Uniti, Francia, Belgio e NATO.
Nel contesto del pianoIsolamento e Distruzione’, ideato dal Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, contro il regime congolese, era previsto anche un cambiamento di regime in Burundi. L’astuta mossa politica di Kabila ha, di fatto, bloccato ogni iniziativa militare nella regione e indebolito l’alleanza della forza di intervento africana e dei suoi alleati americani ed europei. Ora tutti stanno attendendo le elezioni congolesi prima di decidere future mosse.

Questa situazione di stallo riporta il Rwanda ad un isolamento regionale nonostante  i terroristi delle FDLR continuino a cercare l’occasione migliore per riprendere il potere e terminare la soluzione finale contro i tutsi che nel 1994 portò al massacro di 1 milione di persone. Il Governo di Kigali è ora alle prese con il gravoso dilemma se limitarsi a difendere il proprio territorio o attuare una guerra preventiva invadendo il Burundi per distruggere le FDLR e abbattere il debole regime di Nkurunziza.
Il tempo sembra non giocare a favore del Rwanda. Le forze delle FDLR stazionate in Burundi e nell’est del Congo ammontano a 12.000 uomini, a cui si devono aggiungere altri 4.000 miliziani congolesi Mai Mai e circa 14.000 miliziani burundesi Imbonerakure, parzialmente addestrati militarmente. Pur tenendo in considerazione che l’Esercito ruandese è uno tra i meglio organizzati ed equipaggiati dell’Africa questi numeri rappresentano comunque un pericolo per la sicurezza nazionale.

La scorsa settimana è stato compiuto un primo passo verso l’opzione di attuare una guerra preventiva. Il Rwanda ha annunciato la sua intenzione di ritirarsi da Stato membro della Conferenza Internazionale della Regione dei Grandi Laghi (ICGLR), una istituzione pan-africana composta da 12 Stati tra cui Burundi, Congo-Brazzaville, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Kenya, Sudan, Sud Sudan, Tanzania, Angola, Uganda e Zambia che ha il compito di prevenire i conflitti regionali. La sede della ICGLR si trova in Burundi, a Bujumbura, Paese con il quale il Rwanda ha pessime relazioni dal 2015.
Il Ministro ruandese degli Esteri ha accusato la ICGLR di aver fallito nel tentativo di neutralizzare il pericoloso gruppo terroristico FDLR all’est del Congo. Ha inoltre fallito nell’impedire che questo gruppo terroristico prendesse il potere in Burundi. Ora, a meno di 140 km dalla capitale ruandese, Kigali, si registra la presenza dello Stato Maggiore delle FDRL, composto da pericolosi generali ricercati a livello internazionale per il genocidio in Rwanda del 1994. Stanno tranquillamente organizzando i piani di invasione per riprendersi il potere perduto 24 anni fa.

«La ICGLR non è più una istituzione efficace. Il Rwanda rimane impegnato solo nelle istituzioni regionali che sono attive. Non vi è alcuna ragione di partecipare a istituzioni che sono di fatto defunte» afferma un fonte del governo ruandese al settimanale regionale ‘The East African’.

La ICGLR si difende affermando che sta compiendo tutti gli sforzi necessari per mantenere la pace nella regione. Non spiegando il perchè della sua inattività nel debellare il pericolo terroristico regionale rappresentato dalle FDLR, la ICGLR spiega che sta attuando una politica preventiva dei conflitti tentando di migliorare le relazioni tra gli Stati e in particolar modo tra Burundi e Rwanda.

«Se il Burundi e il Rwanda mantengono ancora relazioni diplomatiche e le loro rispettive Ambasciate sono operative presso entrambe le capitali, questo è il frutto della nostra diplomazia preventiva che non è stata spiegata ai Media per ragioni di sicurezza ma che è molto efficace» afferma Wilson Kaiwengye, il Direttore del Dipartimento Pace e Sicurezza della ICGLR.

A dimostrazione del suo impegno la ICGLR assieme ai Caschi Blu ONU in Congo  MONOSCO, la scorsa settimana hanno disarmato un centinaio di terroristi FDLR nell’est del Congo che si sono arresi dietro la promessa di essere perdonati e reinseriti nel tessuto socio economico del Congo. Peccato che questo centinaio di ribelli sia in realtà da giovani reclute congolesi considerate dallo Stato Maggiore delle FDLR inadatte ai combattimenti e di conseguenza allontanate dal gruppo terroristico, secondo le nostre fonti…

Le rassicuranti parole del Direttore del Dipartimento Pace e Sicurezza della ICGLR contrastano con la realtà. Non solo la ICGLR è incapace di risolvere la minaccia terroristica delle FDLR e di ripristinare la democrazia in Burundi ma è incapace di risolvere le guerre civili che affliggono due dei 12 Stati membri: il Sud Sudan e la Repubblica Centrafricana. I fragili accordi di pace sud sudanesi tra Salva Kiir e Riech Machar sono stati resi possibili dall’intervento di Uganda e Sudan. La ICGLR ha svolto un ruolo totalmente marginale e subordinato alla volontà dei Presidenti Yoweri Kaguta Museveni e Omar El Bashir.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore