venerdì, Febbraio 28

Il rapporto italo-francese nella governance dell’accoglienza Effetti trasversali delle politiche migratorie nazionali. La politica francese in materia di asilo e il rapporto con l’Italia, alla luce della nuova normativa sottoposta al vaglio del Senato di Parigi. Incontro con Paolo Bonetti, Professore di Diritto costituzionale all’Università di Milano-Bicocca e delegato dell’ASGI per le riforme legislative

0

Prima che il Presidente francese Emmanuel Macron, ad Aquisgrana, invitasse a «non temere l”utopia europea», il DDL francese di riforma dell’asilo è stato approvato, a fine aprile, dall’Assemblée Nationale di Parigi.

Trattandosi di un provvedimento valutato criticamente, non solo dai media e dalle associazioni d’Oltralpe (e che ha visto l’opposizione, tra gli altri, del macronista Jean Pisani-Ferry, economista vicino al Presidente), ma dall’opinione pubblica italiana, ne abbiamo discusso, affrontando aspetti del suo retroterra storico e giuridico, con Paolo Bonetti, Professore di Diritto costituzionale all’Università di Milano-Bicocca e delegato dell’Associazione giuridica per gli Studi sull’Immigrazione (ASGI).

 

Professor Bonetti, quali sono le affinità e le frizioni, rispetto alla nuova proposta di legge, espressi dagli orientamenti della politica italiana sulla questione dell’accoglienza? O, se preferisce, quanto possono pesare l’indirizzo e l’azione francesi sull’ideale di solidarietà europea evocato dallo stesso Macron e sulla loro percezione in Italia? 

Questo mese, al Senato di Parigi, proseguono il dibattito e le analisi avviati il 16 aprile all’Assemblée Nationale. Sicuramente il Senato cambierà molto il testo (come ha fatto con la legge precedente in materia di asilo). Con un testo normativo così complesso, composto da oltre 50 articoli destinati a riformare ampiamente il ‘Code de l’entrée et du séjour des étrangers’ (CESEDA), occorrerebbe un po’ più di lucidità da parte dei commentatori e dei media, senza allarmismi ed evitando, da parte italiana, di cadere in mistificazioni

Ci sono novità che la Francia sta per introdurre, ma che noi abbiamo già (nel bene e nel male); altre che non abbiamo; altre sono peggio delle attuali direttive europee, ma meglio delle proposte di regolamento. La nuova legge francese è più garantista di tante norme italiane in vigore e ciò che stabilirà in materia di favoreggiamento all’immigrazione irregolare è, in parte, più favorevole rispetto alla nostra legislazione.

Per comprendere, occorrerà non solo leggere i comunicati delle associazioni per i diritti civili (rispettabilissime), ma immedesimarsi nel contesto costituzionale e istituzionale della Francia, che è assai diverso dal nostro.

Ad esempio, per l’Italia i cittadini albanesi non figurano quasi più nell’asilo e i kosovari sono una nazionalità numericamente piuttosto marginale. Invece, per Francia e Germania gli albanesi oggi sono la nazionalità primaria delle richieste di asilo.  Guardata dalla Francia, la frontiera italiana si percepisce con uno sguardo che in Italia non capiamo minimamente: per noi il problema sono i nigeriani, gli eritrei, i tunisini. Con questo, non sto giustificando nessuno, ma senza uno sforzo di comprensione, non ci sarà capacità di dialogo.

Se, poi, pensiamo ai rimpatri promessi dalla Lega – a parte le cifre irreali – si dimentica che i rimpatri non si  fanno senza un altro Stato, anzi: diversi altri Stati. Allo stesso modo, per recuperare il senso delle proporzioni, basterà confrontare gli annunci di Silvio Berlusconi  (600.000 persone fuori dall’Italia) con quanto comunicato da Fabrice Leggeri, Direttore esecutivo di Frontex,  in conferenza stampa: tutti i 28 Stati europei sono riusciti a rimpatriare, nel corso del 2017, non più di 150.000 immigrati irregolari.

Per tornare alla proposta di legge francese, si dovrà guardare al testo nel suo insieme, con oggettività e un minimo di equilibrio. Le norme sono lunghe e articolate…

Nell’ultimo Dossier pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno, troviamo evidenziate le novità più importanti.

Anzitutto, troviamo l’estensione del titolo di soggiorno per i beneficiari di protezione sussidiaria  dai 12 mesi attuali a 4 anni (Artt. 1 e 2 del Ddl). Dopo 4 anni di residenza regolare, si potrà richiedere un titolo di soggiorno valido 10 anni la ‘Carte de résident’ (per Italia la protezione sussidiaria è uniformata, dal 2014, allo status di rifugiato e ha una validità di 5 anni rispetto ai 3 precedenti).

Leggendo 4 anni rispetto ai 5 previsti dalla normativa italiana vigente, si può pensare erroneamente a una restrizione, ignorando che la validità in Francia è attualmente di 1 anno: è chiaro che l’intenzione del legislatore è un’altra. Gli errori di lettura fuori contesto si moltiplicano. Quanto all’iter legislativo, ci sono varie piste possibili. In queste ore sono in corso emendamenti, discussioni, e prima del 21 giugno il testo non sarà approvato dal Senato.

Visualizzando 1 di 3
Visualizzando 1 di 3

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.