martedì, Marzo 19

Il ‘nuovo’ che c’è in Italia: lo sdoganamento dell’odio manifestato pubblicamente Cinismo e cattiveria, ignoranza e incapacità di dominare la complessità: benvenuti nell’Italia del cambiamento

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Alcune coincidenze dei giorni scorsi, sono, credo, molto meno coincidenze di quanto non sembri. Sono, invece, l’immagine di un Paese, l’Italia, in profondissima crisi di identità, ma specialmente di capacità di agire e di senso dello Stato e dell’umanità. Sì, dell’umanità, perché uno degli aspetti dominanti della nostra società italiana è dato ormai dalla ‘coppia’: cinismo e cattiveria, uniti mirabilmente in una sorta di crasi unica nel suo genere. E l’esempio di ciò, ne sono i due politicanti di primo piano del nostro cosiddetto Governo: Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Quest’ultimo, forte del suo cinismo da Savonarola fatto in casa, senza ordine, senza cultura, senza prospettiva, frequentatore per motivi politici di una Università verosimilmente pagata dal papà (poverino!), privo come è di qualunque progetto che non sia un generico buttare tutto all’aria, il ‘cambiamento’ senza avere gli strumenti culturali, e quindi politici, per farlo, e spiegare perché e come, invocando come un mantra una improbabileonestà’, intesa come ‘io sono onesto’ tutti gli altri no. La storia del Navigator del Mississippi è il paradigma tragicomico di questo modo difarepolitica, per sentito dire, approssimativamente, del ‘faremo’, mai del ‘ho fatto’: il Navigator che viene, quello sì, assunto «con un colloquio di alto profilo» (sic!), assume la cura del disoccupato, il ‘paziente’, analizza le sue capacità e «il mercato del lavoro», «lo forma» (manco Geppetto!) e poi non si sa che farà ancora; Crozza dice che sarà assunto lui, il nocchiero! E lo dice, Di Maio, senza ridere, serissimo, in giacca e cravatta, gestendo con le dita strette a cerchi, indifferente agli occhi esterrefatti di chi lo ascolta o lo intervista.

Il suo socio, altra faccia di una stessa medaglia, benché molto più ‘esperto’ e infatti ‘se lo mangia’, anch’egli di frequentazioni universitarie episodiche, sceglie, invece, come suo identificativo, come suo elemento di caratterizzazione, la cattiveria ridanciana, la brutalità mentre carezza una figlioletta perché lui ‘è un buon padre’ e agisce sempre da padre, il ‘buon senso’ (che è solo la versione ‘parlata, twittata’ della maggioranza silenziosa di infausta memoria), la volgarità grossolana espressa anche nel modo in cui ‘veste’: la camicia stazzonata, la pancia di fuori, sudaticcio, senza cravatta … discinto insomma, sbracato sulle poltrone a mostrare la propria cattiveria espressa con una bonomia perfino disarmante, ora quasi sempre in giubbotto della Polizia (sicuramente acquistato a sue spese) a mostrare che lui è autorità, comando, arresto, potere. Per cui i migranti che affogano in mare «sono in crociera», per chi li aiuta «è finita la pacchia», dall’Europa e dall’«ubriacone» Juncker arrivano «letterine», ecc. Politica? Nulla, nessun progetto, nessuna indicazione, che non siano odio e disprezzo, non solo verso i migranti, o i Magistrati che osano criticare certi suoi atteggiamenti, o chi cerca di indurlo a riflettere, ma anche verso lo straniero non più solo il migrante, ma anche (e ormai principalmente) gli altri europei, gli odiati tedeschi, i francesi di Macron, i lettoni che non contano nulla e, naturalmente, iburocratieuropei, di cui sono additati al pubblico disprezzo i lacchè, Sergio Mattarella, Giovanni Tria e perfino Vincenzo Boccia, fino a ieri il suo maggiore sostenitore. Ma anche lui non sa come e cosa fare: vuole il TAV il terzo valico e il TAP, ma non sa come e perché, sa solo dire: lo voglio, si faccia! Vuole ordine e sicurezza, ma si propone di armare la gente a casa. Non esiste, in lui come in Di Maio, una idea coerente di sviluppo, di gradualità (prima quello poi quell’altro), di crescita: da un lato ‘voglio il TAV’ dall’altro ‘morte al TAV’ e viva il Navigator … il tutto via Facebook, Twitter, Instagram. Perfino la ‘fidanzata’ lo lascia via Instagram, citando una frase (insulsa) non, che so, di Dante, Petrarca, Leopardi, Montale o magari Boccaccio (più acconcio alla foto) ma di un grande poeta di questi tempi, tal Gio Evan, lamentandosi di ciò che non avrà perché … lo lascia, roba, me lo permetta, da Jerry Calà. Del resto, il riscaldamento globale è colpa di Satana mandato a distruggere la terra da Dio in persona, parola del Capo di Gabinetto del Ministro della Famiglia, di ‘rito’ Salvini! Incidentalmente, così possiamo fare a meno delle auto elettriche!

L’idea che governare è: ‘sedere di piombo’, lavoro duro e oscuro, fatica, studio, specialmente studio, studio, studio, sulle carte in ufficio. Nessuno, diciamo noi terroni (fino a ieri così ci chiamava, ma domani vedrete, pure) ‘nessuno nasce imparato’, loro sì, beati loro. Ma, mi si permetta un po’ di ironia, ma con una singolare coincidenza: a Napoli se incontri uno senza lavoro, ma ancora privo di Nocchiero del Mississippi e gli chiedi che sa fare, la risposta, quasi certa, è: ‘uno di tutto’. Così, mi sembra, loro due (e i loro soci da Grillo all’accorrente Dibba, ecc.) fanno tutto, insegnano (anzi intimano) tutto, ma sanno nulla o molto poco. Quando Laura Caselli (una intellettuale, ha addirittura una laurea triennale, figuriamoci) dice «se vi costa troppo la Panda 1.2, comprate la 1000», non offende perché non sa che la 1000 non esiste, ma per la superficialità e il disprezzo che mette in quelle poche parole, l’incomprensione dei bisogni di chi protesta; lei, in testa, ha solo il contratto e quindi ‘mangiate brioches’, è la stessa identica logica: l’incomprensione, l’ignoranza, l’indifferenza, la superficialità o, per dirla in maniera più ‘paludata’, l’incapacità di dominare la complessità.

L’ignoranza, appunto, la fa da padrona, nel senso peggiore del termine: ignorante è bello. E del resto non è un caso che i due dioscuri non siano nemmeno laureati, ma esercitano il potere come comando, chi non obbedisce e non fa quello che noi diciamo va fuori, anzi lo cacciamo: il potere, no?
E quindi: se il Magistrato Armando Spataro lamenta una interferenza dannosa alle indagini, ma vantaggiosa pubblicitariamente «vada in pensione, è stanco» . Però, poi, non va subito ad Ancona, va bene aveva la manifestazione, ma con i mezzi di cui dispone poteva andarci alle 7 del mattino, quando fa i tweet sulle indagini di Spataro … un elicottero ci sarà al Viminale, no? Ci va Conte e allora subito arriva anche lui: forse è una malignità, ma è molto credibile.
Oppure, si propone un anticipo delle pensioni e un sistema di gestione diversa della precarietà e il Presidente dell’INPS, che indica come i numeri non tornino: «vada via o si candidi al Parlamento» , ‘deve dire ciò che dico io’, sei un mio dipendente la tua ‘competenza’ è al mio servizio’.

Si dice spesso che questi politici nuovi sono incompetenti perché non hanno abitudine al potere e alla macchina dello Stato. Ma, innanzitutto, ciò non giustifica in alcun modo le sciocchezze che vengono fatte e difese come cose serissime come il Navigator. Ma qui non è questione di competenza o altro, qui non è nemmeno questione di ingenuità: qui è questione di arroganza. Perché è solo la mancanza devastante di cultura e di senso delle proporzioni ciò che può spiegare certe assurdità, ridicole o certe imposizioni violente e acritiche. Certo, un po’ di dilettantismo, di infantilismo (in Salvini meno, sia chiaro) ci sono, ma in un governante l’infantilismo non è permesso, non più di quanto sia permesso a un imbecille assassino mettersi a spruzzare peperoncino in faccia alla gente durante una serata in discoteca, regolarmente superaffollata, secondo Salvini e Conte, ma no secondo i Carabinieri, bella figura!

E, d’altra parte, non è da meno chi blocca centinaia di persone su una nave, o ne impedisce il soccorso in mare, ignorando ogni regola di diritto, o fa sì che migliaia ne vengano messi sulla strada, solo per soddisfare la cattiveria profonda di Salvini … Ecco, la cattiveria, perché quella con i migranti è, prima di tutto, cattiveria, odio; perché non si limita a regolarne l’accesso o a rispedirli indietro (cosa che, sarebbe legittima, ma che non sa fare!), ma fa di più e diverso: ne riduce l’assistenza, li priva di un tetto, insomma li maltratta ne viola la umanità: li mette sulla strada e poi li arresta perché sono sulla strada. Ma con lui, noi tutti, sia chiaro, noi tutti insieme come collettività e come singoli, e infatti ciò spiega, ma non giustifica, la ‘signora’ che si allontana dal sedile occupato da un ‘negro’, o l’intero vagone di metropolitana che si ribella alla difesa di una migrante, anzi no, una cittadina europea, picchiata, benché ladra, ecc.
Tutto ciò ènuovo in Italia, per due motivi: la diffusione sistematica, capillare, cinica e irridente dell’avversione o odio verso i migranti (chi ha sentito una certa signora Bergonzoni l’altra sera a ‘Piazza pulita, può capirlo) che se la vedano loro, se sono in strada e ‘io non gli pago l’alloggio’, ecc. E dall’altro, lo sdoganamento dell’odio manifestato pubblicamente; fino a qualche mese, sottolineo ‘mese fa’, sarebbe stato impensabile. Non a caso lo attesta il Censis nel suo ultimo tremendo rapporto.

L’altro aspetto spesso sottolineato dalla stampa è quello della ‘competenza’: non sono competenti, si dice spesso e loro rispondono, giulivi ‘guardate che disastri hanno fatto i competenti’.
Cerchiamo di chiarire bene questo punto. Un politico non deve necessariamente sapere come si fanno le cose che deve far fare agli organi dello Stato. Al politico competono le scelte qualificanti. Deve, queste sì, ‘saperle fare’, essere, cioè, un politico in grado di avere una visione complessiva dei problemi e dei meccanismi, ma complessiva, non più di tanto. Il politico nel momento in cui decide una azione politica deve poi affidarne ai funzionari (da non chiamare sprezzantemente burocrati) la realizzazione, se ne deve fidare, ma non può sostituirsi ad essi. Certo, da un lato deve chieder loro cose che sia possibile realizzare (e ciò richiede umiltà, in altre parole cultura) salvo a scegliere i mezzi e, dall’altro, deve essere in grado di rendersi conto se e quando i funzionariperdono tempo o ostacolano deliberatamente. Ma attaccarli a testa bassa, pretendere che facciano ciò che gli viene ordinato senza magari rendersi conto che non è possibile, è non solo sciocco, ma inutile e dannoso per tutti.

Dice il Censis che gli italiani sono oggi incattiviti e sfiduciati. E per forza, dopo anni di questi governi era il meno, non possiamo, infatti, dimenticare i disastri di Matteo Renzi e compagni, che hanno aperto un solco immenso tra il poteree la gentesolco che oggi viene malamente colmato dai populisti nostrani, che parlano del popolo, ma non hanno idea di cosa sia, mentre hanno una idea del potere comeproprietà, comando’: al tempo stesso infantile e micidiale. Non è quindi colpa solo degli attuali governanti, ma certo le colpe non sono da poco: basterebbe il fatto di presentare al Parlamento una finta legge di bilancio, che sarà cambiata del tutto in corsa, rovesciando, di fatto la logica e la struttura della nostra Costituzione: non solo per questo, ma per questo certamente, parlo di pericolo serio per la democrazia.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.