sabato, Agosto 15

Il ‘maverick’ del volontariato: Mario Furlan con i suoi City Angels Anticonformista e ribelle non tanto per stupire, ma per dare senso operativo ed efficacia al volontariato di 600 persone in 20 città italiane e 2 svizzere

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Con questo articolo ha inizio una linea di narrazione delle ‘persone del bene’, quelle che fanno il bene per gli altri. Qualcuno dice anche per se’. Ancora una volta l’approccio è quello di ‘mettere a terra’ la valorialità raccontando quali servizi vengono offerti agli altri che non sono ‘altro da me’ (separazione), ma sono ‘altro con me’ (unione e integrazione).
Mario Furlan è un protagonista del bene e guida i City Angels (www.cityangels.it).

Circa 600 volontari in 20 città italiane e 2 svizzere, piu’ del 50% sono donne e prevalentemente nella fascia d’età compresa fra 20/45 anni.

A Mario Furlan l’idea di fondare l’associazione dei City Angels venne nel 1994, quando decise che oltre a scrivere quello che vedeva (era giornalista di ‘NOI’ della Mondadori, insieme ad Alfonso Signorini e ammirava molto Indro Montanelli) voleva fare azioni perripararequello che raccontava scrivendo.
Si licenzio’ dal giornalismo militante per assumere il ruolo di organizzatore e guida dei City Angels, perdare una manoai senzatetto, ai poveracci di strada e per rispondere ai loro bisogni fondamentali (mangiare, dormire, vestirsi, curarsi, stare insieme ad altri). Ha 55 anni (oggi si dice ben portati ed anche un po’ palestrato) e la sua vocazione nasce da lontano e da una voce interiore (daimon di Platone) che ti chiede didover essere’, non solo di essere.

Ad Albissola, città natale di Mario, da bambino sentiva gli spari dei cacciatori che, sulle colline, cacciavano gli uccellini e quindi gli venne la brillate idea di sabotare i piccoli capanni dei cacciatori. Fu sorpreso, gli diedero alcuni schiaffi e questo rinforzò la sua determinazione a tutelare i piu’ deboli. Seguendo gli insegnamenti del nonno Mario, partigiano delle brigate Garibaldi e compagno di Sandro Pertini nel savonese. Fu anche sollecitato dalle letture sul genocidio dei pellerossa nel 1890. (‘Seppellite il mio cuore a Wounded Knee’ di D. Brown). Tutte queste vicende hanno sedimentato la volontà di fare del bene per gli altri ed anche per sè.

I City Angels fanno massa critica e si sono strutturati e organizzati; alcune persone hanno visto una sorta di filigrana paramilitare e quindi hanno bollato con sospetto la loro esistenza. Anche la divisa, da subito, è stata fraintesa, senza considerare che, nel contesto di bisogno ove si opera, è facile identificare chi ti può dare una mano (il rosso della giubba è visibile e si distingue; l’azzurro del basco è prassi e consuetudine che sia segno di pace) ed inoltre la visibilità è deterrente del conflitto.

Da qualche anno Mario Furlan insegna in alcune università ed in realtà organizzate (per esempio per i dipendenti di ATM Milano) una materia (‘wilding’) che sviluppa la capacità non tanto di difendersi, ma di evitare di creare situazione dove ci si deve difendere.

I City Angels non fanno miracoli, ma creano efficacia operativa come ammortizzatori di tensione; sono un volontariato di ‘sicurezza’ per mantenere, in modo continuativo, l’efficacia del piano di ‘messa in sicurezza della metropoli’.
La loro azione si inserisce nel dibattito sulle scelte di tecnologia di sicurezza e antistupro e, all’inizio, si avanzavano alcune riserve.

Infatti, si paventava che la positiva decisione dei Comuni di attivare ilpacchetto sicurezza’, articolato in centinaia di telecamere e di colonnine antistupro, avrebbe incontrato difficoltà di manutenzione e organizzative e da affinare in termini organizzativi e di comunicazione. In alcuni case sarebbe più funzionale ed efficiente dare una svolta decisiva negli investimenti per il volontariato di strada che ormai è un pezzo della tutela della sicurezza in logica di sussidiarietà umana e non tecnologica.
Inoltre, l’intelligenza a delinquere, individuate le telecamere, sposta le aree di insicurezza ove non c’è vigilanza tecnologica. Il rischio,seppur calcolato, è di costruire una città suggestiva e fantascientifica sorvegliata da un grande fratello mediatico. Blindatura non praticabile e non auspicabile. E’ necessario che a questa indispensabile scelta tecnologica, ed oltre alla videosorveglianza, da affinare in termini organizzativi e di comunicazione, si affianchi un volontariato intelligente e resiliente per risolvere i casi di bisogno e la domanda di sicurezza.

Senza sostituirsi alla sorveglianza di base e professionalizzata della Polizia, dei Carabinieri, dei vigili, ma ritagliando aree di attività che essi non sono in grado di coprire per mancanza di risorse. Ritornano alcune proposte: a fronte di una mappa dei punti critici di sicurezza delle città ci sia una rete di presidi mobili di volontari che diano la percezione della continuità temporale e dell’affidabilità del possibile intervento.

Le associazioni di volontariato di sicurezza tengano corsi per la sicurezza dei cittadini in luoghi ed istituzioni dove, per esempio, la componente femminile è rilevante (‘anti violenza ed antistupro’, ‘contro i raggiri a discapito degli anziani’).Per esempio corsi nelle università e nelle imprese. Ed i ‘City Angels’ in queste attività sono organizzati.

In COVIDera i City Angels tengono aperti (H 24) centri per i senzatetto, distribuiscono cibo, farmaci a domicilio; danno vestiti nei loro centri di sollievo decentrati. Hanno fatto supplenza nell’attività di altre associazioni, i cui volontari per età hanno chiuso servizi per il timore del contagio. Per esempio la valenza di avere un volontariato giovane è stato molto importante ed utile per esempio nelle mense di Bergamo, dei Frati cappuccini ed altre realtà. Azioni di accoglienza e controllo indispensabili in COVIDera.

Mario Furlan sottolinea che queste organizzazioni favoriscono la funzione diascensore sociale’ che usiamo tradizionalmente per i giovani laureati, per i millenials e le generazioni ‘z’ in difficoltà. Ed invece vale anche per i senzatetto e senza fissa dimora. Interessante il caso di un senzatetto che aveva capacita’ letterarie e che i City Angels hanno fatto diventare un ‘autore’, liberando le sue potenzialità e pubblicando alcuni suoi libri. Ridando a quel senzatetto la voglia di ‘avere un tetto’, riguadagnando la fiducia in sé stesso, partecipando a premi letterari e ritornando ad una vita normale con entrate economiche autonome e non di carità.

Ed i finanziamenti? In parte sono fatti dai Comuni dove si svolge l’attività, anche se la parte preponderante deriva da donazioni, 5×1000 e donazioni ‘in kind’. E poi una madrina d’eccezione, la Signora Daniela Iavarone che è anche presidente degli ‘Amici della lirica’ a Milano.

Il titolo dice: il ‘maverick’ Mario Furlan che significa anticonformista e ribelle non tanto per stupire, ma per dare senso operativo ed efficacia al volontariato dei City Angels.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.