giovedì, Aprile 25

Il Marocco e il patrimonio culturale della comunità ebraica Si tratta di una «portata simbolica assolutamente straordinaria»

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Nella visione del Re Mohammed VI del Marocco di preservare il patrimonio nazionale nel quadro di promuovere il patrimonio storico della città millenaria di Fès da sempre modello di coesistenza tra le civiltà e le culture, il Sovrano ha visitato, lunedì 15 aprile, tanti progetti realizzati e ha dato l’avvio dei lavori di restauro del museo ‘Al Batha’ e di costruzione di un museo della cultura ebraica.

Il Sovrano ha, così, visitato Hammam Seffarine, restaurato dal ministero dell’Habous e degli Affari Islamici per uno stanziamento globale di 9,6 milioni di dirham, e Foundouk Staouniyine, i cui lavori di riabilitazione hanno richiesto investimenti di 50milioni di DH finanziati nel quadro di un partenariato tra Marocco e Stati Uniti d’America attraverso il programma Millenium Challenge Account (MCC). Invece, il progetto di sistemazione del complesso artigianale e d’animazione Place Lalla Yeddouna, di un costo di 333 milioni di DH finanziati nel quadro dello stesso partenariato, al quale il MCC contribuito con 105 milioni DH. Questo progetto ha permesso la riabilitazione di 11 edifici tradizionali, la costruzione di 7 nuovi, la sistemazione del fiume Oued El Jawahir e degli spazi esterni, ed il restauro del ponte storico di Bin Lamdoune.

Il Sovrano, in seguito, ha visitato il Centro di patrimonio e d’informazione Lalla Yeddouna “Fès: Eredità Center” (500.000 DH), uno spazio di comunicazione e di sensibilizzazione per il grande pubblico quanto all’importanza ed al valore patrimoniale della Medina di Fès.

Nella stessa giornata il Re Mohammed VI ha dato l’avvio dei lavori di restauro del museo ‘Al Batha’ (15,6 MDH) e di costruzione nella zona Fès Jdid di un museo della cultura ebraica (10 MDH), sono progetti che testimoniano la volontà costante del Sovrano di proteggere il marchio architetturale della Medina di Fès e dell’interesse particolare che presta Amir Al-Mouminine (Comandante de Credenti), al patrimonio culturale e spirituale della Comunità ebraica marocchina, e la sua determinazione permanente a preservare la ricchezza e la diversità delle componenti dell’identità marocchina.

Per il Segretario generale del Consiglio della Comunità Israelita del Marocco (CCIM), Serge Berdugo, si tratta di una «portata simbolica assolutamente straordinaria»: «Creare questo luogo di memoria in una città culla della civilizzazione marocchina, in cui l’impronta del giudaismo marocchino è stata più le significative, dimostra l’intenzione del Sovrano di vedere che tutte le correnti che hanno irrigato la civilizzazione marocchina siano presenti» e si è detto «certo» che questo museo (Al Batha) avrà un ruolo simbolico di «un grandissimo valore all’estero», nel senso che «la gente verranno a vedere come, durante centinaia di anni, ebrei e musulmani vivevano in modo pacifico in Marocco e creavano l’arte di convivenza».

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