sabato, Ottobre 24

Il lato “b” delle opere d’arte image

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Uffizi: sala pittori romani

Che  il lato “b” susciti da sempre  un certo interesse, è cosa ben risaputa. Ma che lo sia anche in arte forse è fatto meno noto. E invece, anche l’arte – e non da oggi – è capace di stimolare attenzioni, curiosità, e interessi estetici e pruriginosi…Già a metà del Cinquecento si era accesa una disputa, lanciata da Benedetto Varchi, sul fatto se fosse meglio la “piatta” pittura o la scultura fruibile da più punti di vista. E basti osservare il visitatore di musei e gallerie per vedere con quanto interesse raggiri l’opera scultorea per scrutarne  tutti i particolari (e chissà perché ci viene in mente il David all’Accademia circondato sempre da una folla di estasiati visitatori con il naso all’insù). Beh, a questa legittima curiosità dell’altro verso, gli Amici del  Museo degli Uffizi,  hanno inteso celebrare i loro 20 anni di attività, promuovendo due Mostre, una di fronte all’altra, di particolare interesse, grazie alla disponibilità della celebre Galleria e del Polo Museale Fiorentino. Alle Reali Poste degli Uffizi, è infatti visibile da ieri e fino al 2 febbraio 2014, la Mostra Dietrofront, il lato nascosto delle collezioni,  che presenta 40 opere nel cui retro, lato quasi mai visibile, si trovano sorprendenti scoperte come altri dipinti, bozzetti, prove di pittura, poesie, annotazioni manoscritte, numeri di antichi inventari, cartellini di esposizioni, ceralacche e molto altro ancora.  

L’esposizione, ideata e curata da Giovanna Giusti, è parte del ciclo “I mai visti” , che ogni anno presenta opere del museo fiorentino poco note al grande pubblico e parte delle quali si trovano nei depositi. Secondo Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale, il Nano Morgante di Agnolo Bronzino (che si trova nelle Sale Rose del braccio di Ponente della Galleria, oggetto di sapiente restauro da parte di Ezio Buzzegoli), è l’ideale capofila  in quanto l’artista decise di dipingere la veduta frontale del nano di corte in atto di caccia su una facciata della tela e la veduta tergale del nano stesso, con le prede, sull’altra. Dal Bronzino ad oggi il salto è breve e un altro grande pittore, Nano (Silvano Campeggi, celebre cartellonista che ha festeggiato quest’anno in piena salute e grande vitalità artistica i suoi 90 anni, a cui si devono i più importanti manifesti del cinema americano: da Ben Hur a Casablanca, da Vincitori e vinti al Principe e la ballerina, con la indimenticabile Marilyn che lui stesso ritrasse),  rivolge  – è ancora Cristina Acidini – all’osservatore la schiena dritta e la chioma bianca,per rivelare il tre quarti  del volto solo sulla tela retrostate in un intrigante doppio autoritratto.

Come commenta Antonio Natali, Direttore degli Uffizi, «i visitatori della Galleria sentono il fascino delle grandi opere esibite nelle sale del museo fiorentino,ma sovente sono attratti dall’idea che ognuna di esse nasconda un mistero. E il più delle vote è anche vero. Di sicuro però è vero che nessuno dei visitatori può vedere cosa celi il retro di una tela o una tavola, giacché la faccia che a lui si mostra è quella nobile. La parte posteriore resta un mistero. In questo senso la mostra è anche un bel divertimento intellettuale».  E Giovanna Giusti, curatrice dell’esposizione e direttrice  agli Uffizi dell’arte dell’Ottocento e contemporanea, aggiunge che con questa scelta di opere il  visitatore curioso ne rimane coinvolto con una “visibilità bifronte”, anche nel mondo riservato agli “addetti ai lavori”. Il percorso espositivo è formato da dipinti, marmi antichi, maioliche, uno stipo, un altare e tavole e tele che suscitano grande curiosità. Capolavori che celano nella parte non visibile la loro vita ed il loro cammino collezionistico. E ora, diamo un’occhiata a queste opere ed ai loro misteri. Tra le opere del Quattrocento, la scena dell’Annunciazione è dipinta nel retro delle tavole nobili dei ritratti del Baroncelli, mentre nel Trittico di Froment, che narra episodi della vita di Cristo con la centro la Resurrezione di Lazzaro, racchiude nelle ante chiuse il committente dell’opera devotamente inginocchiato davanti a Maria.  Una cosa che colpisce è la Deposizione di Gerard David, che ha sul retro, insieme alla matrice, un’incisione su rame, dedicata ad Eleonora di Toledo, moglie del granduca Cosimo I de’ Medici. Vi è anche una preziosa “custodia” di Jan Brueghel il Vecchio che proteggeva l’originale del Durer raffigurante il Grande Calvario e che ha nel retro un paesaggio dello stesso Brueghel. Da notare il doppio Palma il Vecchio che riunisce un ritratto di donna e l’autoritratto dello stesso pittore veneto.

Sul retro di un dipinto del Fabre in cui appaiono l’Alfieri e la contessa d’Albany, troviamo sonetti alfieriani. In mostra opere di Mosè Bianchi, Luigi Russolo, Gregoria Sciltian, Ottone Rosai (recante sul retro una veduta di Venezia dipinta da Mario Salvini), Silvano Campeggi e del brasiliano Camara che pare sprofondare nella tavola per riapparire sul retro. Le opere oltreché dalle collezioni degli Uffizi sono prestate dalle Gallerie dell’Accademia, dell’arte moderna, dalla Palatina, dal Bargello, dall’Opificio delle Pietre Dure e dalla Villa Medicea della Petraia. L’altra Mostra, organizzata per celebrare i venti anni dell’Associazione, si trova proprio di fronte alle Reali Poste, nell’ex Chiesa di San Piero Scheraggio dove, ancora per pochi giorni (fino al 22 dicembre), è visibile il video Self Portrait –Submerged che l’artista americano Bill Viola ha donato agli Amici degli Uffizi e che andrà ad arricchire le collezioni della Galleria fiorentina. Il video appartiene alla serie Water Portraits, e rappresenta un ulteriore momento della sua lunga esplorazione  dell’elemento acqua che per Viola contraddistingue il cambiamento.  Il video raffigura lui stesso immerso nell’acqua. L’artista, nel donarlo ha manifestato grande emozione per l’accostamento di un suo ritratto a quelli dei più importanti maestri dell’arte di ogni tempo. Per Maria Vittoria Rimbotti,  presidente dell’associazione, questa donazione e la mostra Dietrofront “sono uno straordinario modo per concludere un anno storico per gli Amici degli Uffizi”.      

 

 

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