giovedì, Ottobre 22

Il Guardian svela le ‘strane’ regole di Facebook

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Facebook ha lanciato la sua campagna alle notizie bufala ma ha anche promesso una maggiore censura dei contenuti particolarmente delicati. Un’approfondita inchiesta del Guardian  ha raccolto un centinaio di manuali per moderatori e ha scoperto come Facebook abbia enormi difficoltà nella gestione di così tanti contenuti.

«Facebook è cresciuto troppo e troppo velocemente, non è più in grado di tenere sotto controllo i suoi contenuti», ha spiegato una font, ma che trova conferme da diversi moderati del social network. Tanti i casi particolari che hanno lasciato perplessi, come quello della censura della foto della bambina che scappa dai soldati in Vietnam (perché nuda), mentre nulla è stato fatto per il video di un padre che uccide il figlio in Thailandia.

Nel tentativo di risolvere il problema, Facebook si è dotato da circa un anno di regole molto precise per moderare i contenuti violenti, razzisti, sessualmente espliciti e altro ancora; regole che variano a seconda che vengano presi di mira normali utenti, bambini o personaggi pubblici. Ma questo non ha fatto altro che amplificare i dubbi e i problemi. Cosa censurare? Cosa no?

Un esempio? Non si potrà inneggiare alla morte di Trump ma magari di un semplice utente sì, tutto dipende dalla genericità delle minacce. Secondo Facebook poi in alcuni casi «consentire la circolazione di video urtanti può creare consapevolezza in chi li vede». Per questa ragione non vengono eliminati i video che mostrano maltrattamenti di bambini (a meno che non siano abusi sessuali) o quelli che mostrano violenza nei confronti degli animali: «Consentiamo alle persone di condividere immagini di abusi sugli animali per aumentare la consapevolezza e condannare la violenza, ma cancelliamo i contenuti che celebrano la violenza contro gli animali».

Problemi sorgono sui contenuti sessualmente espliciti : qui Facebook ha delle criticità evidenti, visto che il nudo è permesso solo come opera d’arte purché fatte a mano e non in digitale o in scene di guerra e terrorismo (purché non sia presente nudità infantile). Poi magari ecco spuntare foto di aborti e quant’altro. Certo è che per Facebook rimane una sfida davvero ardua da vincere.

(video tratto dal canale Youtube del Guardian)

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