sabato, Dicembre 14

Il Governo Penelope Ma se torna Ulisse, furibondo e spietato…

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A questo punto resta solo da decidere se sia più ‘Governo Accrocco’ o ‘Governo Penelope’. O magari entrambe le cose. Il farsi e disfarsi della tela, aspettando Godot o forse temendo il ritorno di un qualche furibondo Ulisse è la caratteristica principale dei ‘lavori in corso’ che ciascuno può intravvedere. Perché davvero rischiano di allungarsi ulteriormente i tempi dell’incarico a Giuseppe Conte. E torna ad affacciarsi l’ipotesi che si possa ‘tornare’ a Luigi Di Maio, di nuovo in corsa per Palazzo Chigi. Nello stesso Movimento Cinque Stelle ci si augura che il rinvio del conferimento dell’incarico a Conte possa per converso far maturare nuovamente le condizioni per il via libera al ‘capo politico’.

Le perplessità sempre più crescenti, e da fonti diverse, su Conte, e la ipotesi di un Presidente del Consiglio davvero politico sono al centro del confronto in corso tra il leader di M5S e Matteo Salvini. Il Quirinale considererebbe l’iter «ancora al largo» e sottolinea la necessità di riportare il tutto nel corretto alveo costituzionale. Mattarella attende che vengano dissipati i dubbi sulla figura del candidato di M5S e Lega. Se lo saranno. Prima di tutto dovrà essere chiarita la corrispondenza al vero del Curriculum da lui presentato. Anche se non verrà ‘disarcionato’ è comunque difficile che possa ricevere l’incarico prima di giovedì o venerdì. Ma anche questo è tutto da vedere. Gli sarà chiesto di elaborare un proprio Programma di Governo, considerando il ‘Contratto‘ tra Lega e M5S solo un accordo privato tra le parti. Conte (o chi per lui) dovrà sottoporre il Programma a Mattarella e con quello programma presentarsi in Parlamento. Per quanto riguarda la Lista dei Ministri il Quirinale non ha preso in considerazione nessuno dei nomi circolati finora. La squadra di Governo dovrà essere discussa tra il Premier incaricato e il Presidente della Repubblica come prevede la Costituzione.

La situazione sembra diventare sempre più imbarazzante di ora in ora, e i due leader vincitori delle elezioni sono forse sul punto di perdere il dopoelezioni. Con un Salvini che sembra, in termini di consenso, conservare una notevole forza attrattiva. Anzi forse aumentandola. Ed un Di Maio, e con lui l’intero Movimento Cinque Stelle, che appare in crisi: stanno seguendo una strada impervia con questa alleanza, e proprio perciò devono portare quanto prima possibile a casa un qualche risultato. Pena, forse, l’esplosione o l’implosione del proprio soggetto politico. Dinamiche di cui già si vedono tracce a livello locale. E’, insomma, la trama infinita di un Governo che sembra non s’abbia da fare. Ma comunque si farà. Bene o male, lo scopriremo solo vivendo. (Noi ci si augura a lungo, il Governo, si teme, a breve). Resta solo da capire chi sia Ulisse, sempre ammesso che ci sia. Magari semplicemente e fortemente il ‘popolo sovrano’, la cui pazienza ha superato ogni precedente e appare proprio sul punto di esaurirsi (o magari già si è esaurita). Quanto ai Proci continuano a banchettare satolli e compiaciuti al banchetto di uno Stato che continuano a spogliare. Sino a quando…   

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