giovedì, Novembre 14

Il Governo fa notte e pure alba, l’anti – evasione fa paura Una accolita di personaggi in cerca di autore, ma illusi di averlo trovato in sé stessi, litiga, ognuno paladino di qualcosa, ci mettono 6 ore per dire ‘NO’, di fatto, a una seria lotta all’evasione

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Il Governo (ma siamo sicuri di poterlo definire tale?) sempre più balbettante, anzi, balbuziente, procede nella redazione del piano economico. Procede, beh, oddio, parola grossa…  

Il Consiglio dei Ministri che ieri, 15 ottobre, avrebbe dovuto approvare il Documento programmatico di bilancio, ovvero la ‘cornice’ della manovra di bilancio 2020, che entro la mezzanotte di ieri doveva essere inviata a Bruxelles, iniziato in ritardo di due ore, a notte fonda non si capisce che fine abbia fatto, sospeso nell’aria, smarrito nel buio della notte romana.
Le cronache -e anche queste balbettano assai- che si fermano a poco dopo le ore 03,30, ci dicono che «è in corso un Consiglio dei ministri fiume», che, come spiegano le solite ‘fonti di governo’ alle agenzie, «si è voluto fare tutto questa sera: documento di programmazione, decreto fiscale, manovra». Un «esame corposo, capitolo per capitolo. L’intenzione sarebbe quella di approvare stanotte tutto il ‘pacchetto’, dl fiscale compreso», e «si andrebbe alsalvo intese’»   -ricordate Giuseppe Conte che diceva che questo, a differenza del precedente, non sarebbe stato un ‘governo salvo intese’? ecco, appunto. Diciamo che sto ‘pacchetto’ in qualche modo sarà approvato e mandato, per quanto di competenza, a Bruxelles, e che tra qualche ora o qualche giorno e capiremo se è un ‘pacchetto’ o un ‘pacco’.
Quando, dopo le 04,00, le cronache si riaffacciano sui terminali delle agenzie, in sintesi ci riferiscono quanto di più penoso: «sei ore di riunione non bastano a sciogliere i nodi ancora aperti e ricomporre le divisioni interne alla maggioranza di Governo sulle misure antievasione, fortemente volute dal premier Giuseppe Conte, che incassa la sponda del titolare dell’Economia, Roberto Gualtieri (e dei dem)». Restano «i fronti aperti da renziani e pentastellati sul tetto al contante (norma su cui si starebbe ragionando per raggiungere una intesa, riferiscono fonti governative) e la stretta sul carcere per i grandi evasori, così come sull’inasprimento delle multe per i commercianti che rifiutano i pagamenti con bancomat, frenano l’intesa».
Non ci sono parole per esprimere lo schifo, solo forti conati di vomito.
E all’alba romana, alle 04,39, le agenzie battono la chiusura, dopo circa 6 ore, del Consiglio dei Ministri.
6 ore, signori, dico 6 ore per dire NO‘, di fatto, a una seria lotta all’evasione.

Sorvolo -ma è un fatto gravissimo sul quale si dovrebbero scrivere fiumi di inchiostro- sulla decisione offensiva e arrogante di Bolzano di escludere la dizione ‘Alto Adige’ per il loro (a dire il vero nostro, nostro di tutti gli italiani, nostro) dal nome della Provincia, lasciando però la dizione ‘Südtyrol’. Sorvolo dico, ci tornerò magari, ma ho un suggerimento che potrebbe piacere a Matteo Salvini (guarda un po’) se fosse quello che non è -uno coerente e che sa quello che dice, ma vedrete che non dirà-: da domani non andiamo più in vacanza a Bolzano, Merano e dintorni, e sempre da domani, basta mele e altre frutte con la scritta Südtyrol. In certi casi, il portafogli fa più male della testa, ad avercela.

Balbettante, dicevo del Governo, non perché, come mi sembrerebbe, il Ministro dell’Economia non abbia le idee chiare, ma perché ilGovernoè, purtroppo si deve dire, una accolita di personaggi in cerca di autore, ma illusi di averlo trovato: sé stessi.

Il problema è quello che è. Insomma: non sono un economista, non leggo al mattino invece del Vangelo le parole di Joseph Stiglitz e nemmeno quelle di Marx (non più di moda, ma quanto farebbe bene a molti leggerlo attentamente), ma i punti della situazione a me sembrano chiari che più chiari non si può … a me, dico, comune cittadino, non certo ai ‘politici’, che al novanta per cento sono solo politicanti da strapazzo, attenti lettori di Topolino e non delle annate migliori!

Abbiamo un debito pubblico da fare paura, unito a un prodotto interno lordo da fare schifo. D’accordo i post-politici, i post-ideologici, i post-scolastici, i post-storici, i post-filosofi, iposttuttodicono che il prodotto interno lordo è una castroneria e lo è anche il debito. La ricchezza si misura in altro modo, ad esempio con la felicità, che i post-storici mettono caparbiamente nella Costituzione americana, dove non ve ne è traccia veruna … basterebbe leggerla, certo a sapere leggere, per di più in inglese! Tranquilli c’è la citazione della felicità, ma nella dichiarazione di indipendenza, che con la Costituzione degli Stati Uniti d’America c’entra come i cavoli a merenda, e c’era solo per dire che gli inglesi gliela toglievano, come, mutatis mutandis, accade in tutte le rivoluzioni. Dicono anche i vari ‘post-’ che il debito in fondo non è poi così grande, ce ne è chi ne ha di più: il Giappone. Ma sempre un debito mostruoso è, pari a una volta e mezzo il PIL. Come dire che una famiglia che guadagna 10.000 euro l’anno ha un debito di 15.000 euro: quale famiglia sarebbe tranquilla così, tanto più che ogni anno aumenta?

Abbiamo un sistema fiscale da fare ridere i polli. Ogni anno, lo dicono i ‘dati ufficiali’ i simpatici concittadini evadono qualcosa come 110.000.000.000,00 euro -centodiecimiliardi! Solo in Italia si può avere un ‘dato ufficiale’ sulla evasione fiscale e non suicidarsi. Ma tant’è.
Abbiamo una fortissima disoccupazione, ma specialmente un lavoro saltuario e mal pagato.
Il numero dei lavoratori attivi è ormai pari se non inferiore a quello dei pensionati, e quindi il sistema è in perenne rischio di tracollo. Ci servono come il pane lavoratori stranieri, e li maltrattiamo o li cacciamo con odio.
Abbiamo una burocrazia da fare spavento: tutta tesa a produrre carte su carte, inutili o utili solo a giustificare la presenza (quando non se ne va a spasso) del funzionario x o y.
E potrei continuare.

E dunque, cosa fa il nostro bel Governo? Si riunisce e comincia a discutere su come affrontare la situazione. Che fa? Elimina ‘quota 100’ che danneggia tutto? riduce gli sprechi mostruosi, a cominciare magari dall’Alitalia? cerca di fare funzionare i ‘Nocchieri del Missipipì’ per mandare qualcuno a lavorare? Riduce la burocrazia tirando le orecchie a qualche funzionario?
Macché, litiga; anzi, litiga per mettersi in mostra, perché il problema per i ‘post-’ non è fare qualcosa di utile per il Paese, magari di qui a cinque anni, ma fare vedere che si è stati o si è in primo piano nella discussione dei titoli del programma, di volta in volta, politico, economico e sociale e che si è ‘vinto’: così parlano i nostri politicanti, ho vinto io, non ha vinto lui. 

Matteo Renzi, al solito, ‘attaccaquota 100, per mettere in difficoltà gli stellini, poi si ritira, attenua, mica vuole fare cadere il Governo.
Giggino attacca tutti e tutto e vuole il reddito minimo garantito, abolire i superticket (una parolina in ‘inglese’ a Giggino non manca mai), ma piano poi attenua, mica vuole fare cadere il Governo, lui.
Nicola Zingaretti cerca di dare un senso all’alleanza, ma Giggino e Matteo non ci stanno e fanno le bizze, come le ‘zite contegnose’.
E così via.

Trovami uno che faccia qualcosa, una sola piccolissima cosa per ridurre l’evasione fiscale, che non è solo quella di Amazon o di e-bay o della FCA, ecc. che ‘pagano le tasse’ nei paradisi fiscali, ci sono le migliaia e migliaia di comuni cittadini, ricchi e magari non ricchi che la evadono ogni giorno un pochino, non molto, ma sommati insieme … Mia nonna mi diceva sempre, seriamente se pure con dolcezza: guarda che le mille lire sono fatte di mille singole lire. Appunto.

Il nuovo Ministro dell’Economia, sempre sorridente (che c’ha da ridere lo sa solo lui, ma forse dipende dall’ultima composizione di bossa-nova che ha scritto la notte prima!), una ideuzza l’aveva avuta: cauta, attenta, misurata, piccolina, solo per fare vedere che volendo si può. Aveva detto: stabiliamo che se uno paga in contanti l’IVA aumenta di un punto, se paga con una carta di credito paga l’IVA tre punti di meno, ma colpay-back’ (questo glielo ha suggerito Di Maio che non sa che significa, ma siccome frequenta da un po’ la Farnesina, ha sempre a che fare con gente che parla inglese anche quando dorme) cioè: tu paghi con la carta e la differenza di IVA ti viene riaccreditata subito. È un bell’incentivo, e tiene conto dello ‘spirito’ italiano più atavico: fare il dispettuzzo, che non si può evitare, e poi, di spalle, lo sberleffo!

Eh sì, cari Lettori, forse il Ministro, sia pure con grande cautela per non dispiacere gli stellini che vogliono mandare in carcere gli evasori ma mica scovarli, aveva capito che se uno paga più IVA in contanti, basta che si metta d’accordo col negoziante, fornitore, prestatore d’opera ecc., e ‘si fa a mezzo’: il fornitore fa uno ‘sconto’ di cinque e tu paghi di meno, quindi risparmi e il prestatore o negoziante non versa l’IVA e quindi … guadagna di più! Ma pare -da quel poco o nulla che si sa al momento essere finito nella manovra 2020- che ora non ci sia più questa idea; ora si parla di sorteggio degli scontrini, così gli evasori grandi e piccoli staranno tranquilli e magari vedremo spuntare nei negozi il … sorteggio di un ‘premio’ tra i clienti che pagano in contanti. Scommettiamo?

Eppure, con buona pace dei vari ‘post-’ se si stabilisse che da domani il contante sparisce, molti problemi si risolverebbero da sé, senza nemmeno bisogno del ‘pay-back’ o che sarebbe solo la ciliegina sulla torta.
Invece no, da quel poco o nulla che si sa della manovra approvata (diamola approvata), non solo si litiga sul carcere agli evasori (che detto così non significa nulla), ma anche sul tetto al contante, che sarebbe stato ridotto da 3mila a 1.000 euro, un passo avanti, se le ‘intese’ si trovassero, ma non bastante –l’ho già detto-. Conte ora pare voglia divenire il paladino della lotta all’evasione -impresa assai ardua in queste condizioni-, così avrebbe fatto mettere in manovra un ‘superbonusda tre miliardi di euro per chi paga con carta di credito, e la così detta lotteria degli scontrini.

Tutte le difficoltà che si vuole, ma la sparizione del contante sarebbe stato solo un passo, magari piccolo, ma avrebbe reso la vita un minimo più difficile a chi evade abitualmente (poco, magari, ma che si somma al poco di molti) e molto, ma molto più facile a chi sente le fitte al fegato quando si sente dire che non c’è ricevuta o che la ricevuta è inferiore al costo o si accorge che la ricevuta è una ‘ricevuta’.
Ah già, però, e la vecchina?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.