lunedì, Dicembre 16

Il Governo difende l’Italicum

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Entra in vigore oggi l’Italicum, ma da giorni non smette di far parlare di se infuocando gli animi della politica parlamentare. A difendere la legge elettorale, fiore all’occhiello del Governo, è il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che in mattinata ha diffuso attraverso il suo profilo di Twitter un’intervista rilasciata dal Ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio, al ‘Corriere della Sera‘ «L’Italicum è un’ottima legge che garantisce governabilità. Se qualcuno vuole cambiarla e proporre una legge migliore, lo faccia. Ma a pochi mesi dal referendum, mi pare un esercizio molto complicato trovare una maggioranza» afferma e prosegue «Per me si può discutere di tutto, ma faccio presente che questa legge è stata confezionata dopo numerose riunioni e passaggi parlamentari. Garantisce governabilità e aiuta a capire chi si assume la responsabilità. Per noi è il miglior punto di equilibrio». Continua ammonendo la minoranza Dem «Spero che nessuno voglia utilizzare la legge elettorale e il referendum come strumenti di lotta politica interna». Concludendo «Non cerchiamo consenso nei salotti o nelle correnti, ma tra la gente. Lavoreremo per convincere tutti, anche se il fatto che il 60% degli italiani non sappia su cosa si vota mi preoccupa molto».

Bufera e confusione sono le parole chiave per descrivere l’attuale situazione del centro destra italiano con Matteo Salvini che oggi ne ha approfitta per lanciare un ‘ultimatum’ a Forza Italia (FI) «Lancio un appello al centrodestra e a Fi: se ci siete, battete un colpo. Leggo di ipotesi di sostegno a Renzi, di ‘ni’ al referendum… patti chiari, amicizia lunga, non c’è più tempo da perdere, o si viaggia tutti insieme o la Lega va da sola». Dichiara intervenendo al Festival del Lavoro all’Angelicum e a lui si aggiunge la collega di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni «Se sei nel centrodestra, non puoi essere fiancheggiatore del centrosinistra. Credo che questa sia la grande questione sulla quale Forza Italia deve dare una risposta definitiva e chiara per il bene di tutti. Poi ognuno fa le proprie scelte». annuncia e continua «Non ha molto senso fare un percorso insieme se quando arriva il momento, come è accaduto alle ultime amministrative, si gioca con l’altra metà campo». Le tensioni nel centro destra, iniziate con le amministrative e culminate con le dichiarazioni della rappresentante di FI Alessandra Mussolini, incaricata a suo dire da Silvio Berlusconi come ‘sabotatrice’ della campagna elettorale della Meloni, sembrerebbe che non vogliano imboccare una fase di distensione, anzi tutt’altro. Secondo quanto riportato da ‘La Stampa‘ il Cav sarebbe pronto in autunno a dettare le linee guida di un partito nuovo, dal nome L’Altra Italia, da lasciare agli eredi Giovanni Toti, Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna.

Un filo conduttore va ad unire, ancora una volta, Lega Nord e Movimento 5 Stelle che non vedono l’ora di uscire dall’euro e non dall’europa. «Abbiamo iniziato a sostenerlo sei mesi fa. Io vado oltre. Non serve un referendum perche’ sarebbe un massacro per l’economia. Io dico che, se la Lega va al governo, noi usciamo. Altrimenti se fai tre mesi di campagna sul referendum sull’Euro, c’e’ gente come Soros che ti massacra». Commenta Salvini «Se non si dovesse riuscire a ridiscutere con l’Unione Europea alcuni trattati, come fiscal compact e altri, proporremo un consultivo non vincolante sulla politica monetaria. Non sulla permanenza nella Ue». Gli fa eco il pentastellato Luigi di Maio intervenendo dalla rassegna d’incontri tenuti da Paolo Mieli a Spoleto, proseguendo «Cioè sull’euro, sulla permanenza o meno in esso. Questa non sarebbe più, se lo dovessero decidere i cittadini, la moneta in Italia. Poi quale sia quella alternativa ci sono diverse exit strategy».

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