sabato, Dicembre 14

Il Governo di Renzi e Trump è nato Conte bis: primo governo italiano esplicitamente proposto e votato da Stati esteri come USA, Francia, la signora Ursula von der Leyen; Mattarella non potrebbe, a rigore, nominare Conte, frutto di interferenza negli affari interni di un altro Stato

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Sarò pure ‘nato’ questo Governo, con le contorsioni psicotiche di Luigi Di Maio e di altri, e con le perplessità evidenti di Nicola Zingaretti e di Sergio Mattarella. Sarà pure, anzi è, il primo governo italiano esplicitamente proposto e votato da Stati esteri come gli USA (sovranisti e anti-immigrati, ma in attesa di un possibile cambio di presidenza … come dire, fate attenzione apprendisti stregoni!), la Francia (che ci sfotte un po’ sulla Libia, ma la pacchetta sulla spalluccia a Giuseppe Conte non la nega), la signora Ursula von der Leyen, che ringrazia per il voto semi-decisivo e promette addolcimenti delle pretese di bilancio. Anzi, è, dico, perché anche i governi di De Gasperi (che pure nacquero da una precisa presa di ordini da Washington) e i governi presidiati dalla signora Clare Boothe Luce, furono voluti e garantiti (Gladio del mitico Francesco Cossiga, ve lo ricordate?) dall’estero (ma solo dagli USA), ma non furono nominati come il nostro, di Giuseppi. E, come rilevavo ieri, nei suoi due tweet Donald Trump elogia e spinge su due governi: quello di Giuseppi -a Napoli ormai meglio noto come ‘Peppe a’ pochette’- e quello di Jair Bolsonaro. Diciamo: quest’ultimo ha una visione della democrazia alquanto singolare, Giuseppi non è che sia proprio il simbolo vivente della democrazia, a giudicare da come ha governato o, come certamente dirà, da come è stato costretto a governare.

Non so chi abbia orchestrato quel coro, se l’innominabile (probabile), o addirittura l’ineffabile Enzo Moavero Milanesi, ma certo non si è reso conto (perciò penso sia l’innominabile, c’è evidente inconsapevolezza degli effetti) che gli effetti non sono solo quelli prevedibili delle contumelie di Matteo Salvini, ma sono quelli sul piano internazionale, che rendono ancora di più nonché inaffidabile inconsistente l’Italia: il prezzo sarà alto e, al solito, lo pagheranno i cittadini. L’Italia sarà solo uno dei soliti Paesi delle banane da mettere tranquilla con qualche collanina di vetro.

Desidero sottolineare, visto che nessuno ne parla, altro che per ironizzare sull’errore del nome, come se si trattasse di un calembour, che, a mio parere, e lo dico da giurista assumendomene tutta la responsabilità (e il dispiacere di non vedere alcuno dei tanti ‘costituzionalisti famosi’ parlarne), che Mattarella non potrebbe (sì, non potrebbe) a rigore nominare Conte, perché lo farebbe in violazione plateale della Costituzione.
Il messaggio di Trump, infatti, integra quella che nel diritto internazionale si chiamainterferenza negli affari interni di un altro Stato’ e che è un illecito molto grave, perché incide sulla sovranità dello Stato, alla quale, normalmente, gli Stati reagiscono con azioni diplomatiche e non solo.
Avrete notato che Trump si è guardato bene dal fare una cosa del genere, che so, con Emmanuel Macron. Ma è evidente che, visto che una reazione non c’è stata, vuol dire che l’attuale Presidente del Consiglioaccettaquella gravissima violazione della nostra sovranità, e dichiara implicitamente di essere eterodiretto.

Mattarella non può nominare una persona eterodiretta dall’estero, senza violare le sovranità dell’Italia, accettando, implicitamente, la eterodirezione, e quindi violando la sovranità che, per il diritto internazionale (e anche per il diritto costituzionale, come ovvio), implica la non dipendenza delle proprie decisioni dalla volontà, non lecitamente espressa, di altri: Trump ha diritto di chiederci di nominare Conte Presidente del Consiglio?

Resta il fatto, e va detto con estrema chiarezza, che Conte, in quanto Presidente del Consiglio e in quanto lo ha orgogliosamente confermato, è personalmente e completamente responsabile di tutte le, molte, porcherie fatte dalsuoGoverno, ma anche del modo in cui ha subito l’imperio dei due dioscuri senza mettere lingua, salvo, alla fine, per sparare addosso al solo Salvini (da lui personalmente, e non si vergogna?, difeso nel caso Diciotti), al solo scopo di garantirsi una via di uscita personale, ripeto, personale, anzi, personalissima … carriera, cadrega!
Pare che così si candidi alla Presidenza della Repubblica: mamma mia, un Trump con l’accento pugliese. Che per di più conclude il proprio ‘governo’ con una compattezza celebrata da Salvini, nel massacrare stranieri, chiamati migranti, e non trova il modo di dire una parola … anzi, va, in favore di telecamere, a comprare il telefonino al figliolo (di madre puntualmente separata) che fa i capricci perché non gli ha fatto fare un giro su una motocicletta dei Carabinieri, mentre Mentana (ormai temo anche lui nel pallone) sbraita tremebondo di non inquadrare il bimbo, hai visto mai!

Sarà pure nato questo governo, ma nasce sotto un segno decisamente preoccupante, a parte la fuoriuscita di Carlo Calenda, che dubito getterà nella disperazione gli italiani.

Nasce, intanto, mal volentieri da parte di tutti, sia gli stellini, sia il PD ufficiale.
Gli stellini, in realtà, avevano e hanno, specie nelle persone di Dibba e di Di Maio, una forma di follia, perché evidentemente non si rendono conto che, in caso di elezioni, levalanghe di votiDibba se le sogna, quando scriverà il prossimo libercolo.
Per quanto riguarda il PD, Zingaretti chiaramente non lo voleva e non lo vuole, anche perché è un modo per mettere insieme un partito sostanzialmente democratico e con una tradizione popolare come il PD, con un partito autoritario e solipsista, per di più, del tutto privo non solo di senso democratico, ma anche di competenze politiche, non (solo) tecniche, mentre sono ricchi di competenze manovriere da anni ’50.

Ma nasce con un marchio temibile, anzi, terribile: il marchio di Matteo Renzi, che evidentemente voleva e vuole il governo a tutti i costi per evitare le elezioni: non a caso alle 14.00 del 28 Agosto, esce l’ennesima velenosa nota su FB di Renzi, che dice di lasciare perdere la discussione sui vicepremier, perché ciò che conta è fare il Governo, che vuol dire consegnare a Di Maio-Conte una arma nucleare … ma non si vergogna?
A tutti i costi, e infatti ha accettato anche la ‘sterzatina’ politica imposta dal debolissimo Zingaretti, pur di portare avanti il Governo. Ma a lui il Governo serve solo fino all’inverno prossimo, quando potrà decidere se fare o no il suo partito anti-PD, per raccattare i voti dei transfughi o eredi di Brlusconi, oppure se lanciare la conquista (non difficile a questo punto) del partito, buttando fuori Zingaretti (l’ultimo che ancora parla in termini di sinistra) e trovando un (facile), accordo con Franceschini (non a caso ex-democristiano doc) e con Del Rio, sulla cui lealtà a Zingaretti non scommetterei un soldo bucato.

Colpisce un articolo durissimo di Davide Serra, il mitico finanziatore delle Leopolde e comunque di Renzi, che spara a zero contro il governo in itinere, anzi, in particolare contro gli stellini, dei quali, con la tipica finezza di questi tempi, critica la volontà di ‘ciulare uno stipendio’ … il che è anche vero, ma ‘non si dice’.

A complicare il tutto, Zingaretti non riuscirà a fare l’unica cosa necessaria: mandare al Governo persone di altissimo livello e di altissima competenza. E invece, manderà renzisti vari e capibastone vari.
Le parole imbarazzate e vaghe di Gianni Cuperlo, uno dei pochi che ragiona in questo momento, cioè, ragionava (le ricordate le parole durissime, addirittura aggressive, da lui dette a ‘In Onda’ contro Conte? E ora si trova Conte a dirigere il Governo!) ma che appare preoccupato e deluso. E credo che, purtroppo, abbia ragione: il partito si trova su una china a dir poco pericolosa e scoscesa, dove la parola ‘sinistra’, cioè pensiero, riflessione, cultura, umanesimo, internazionalismo, ideali nel senso più nobile del termine, scomparirà e anche in fretta nella migliore delle ipotesi (sì addirittura la migliore!) nelle mani di Renzi e Lottoschi!

Oggi come oggi, ripeto ciò che ho già scritto ieri e spero di sbagliare, il PD è finito, secondo le aspirazioni di Renzi e Giorgio Napolitano, ma non capisco perché il fratello di Montalbano debba metterci la firma.

 

P.S.

Dovrei concludere con le dichiarazioni dei partiti, ma francamente, si tratta di aria fritta, anzi bollita.
Zingaretti, ribadisce la necessità di una svolta, e lo fa citando linee politiche, ovviamente troppo generiche per essere esaustive, ma ribadisce (forse la cosa più netta e dura) che il PD haaccettatola richiesta degli stellini sulla presidenza, ma che non ci sarà da basarsi sulle modalità del passato: leggi giochi di palazzo cui ci hanno abituati stellini e leghisti. Buoni propositi, per ora non più di tanto, ma nessuno ci ha detto perché si fa questa ‘alleanza’.

Salvini, ha fatto il solito comizio, ma ha mancato del tutto di spiegare perché ha aperto la crisi e perché poi ha fatto marcia indietro, e non poteva spiegarlo perché avrebbe dovuto dire chiaramente che cercava i famosi ‘pieni poteri’.

Berlusconi lo ha chiaramente ridimensionato, parlando di coalizione di destra liberaldemocratica … veleno per le orecchie di Salvini e Meloni.

Di Maio ha ripetuto slogan, ha affermato che sono post-ideologici, e risolvono i problemi senza guardare a destra o a sinistra, ma sono umanisti, parola di Conte: non so che significa, ma lo ha detto lui, che nemmeno lo sa, credo, ma vuole togliere le Autostrade ai Benetton. Vuole il meglio per il Paese e non per sé stesso e quindi rifiuta l’offerta della Lega. Ma vuole un programma ‘omogeneo’, che francamente non so cosa significhi. Omogeneo è qualcosa composta tutta di elementi della stessa specie … mah, non sono all’altezza chiedo scusa. Il riconoscimento di Trump è la prova della rilevanza dell’Italia e di Conte (ho spiegato perché è il contrario). E ora spetta a Conte decidere che fare e con chi … se ci credete, ma, almeno, riconosce che Conte c’è diversamente da come si è comportato con lui nella prima fase.

A dire il vero, hanno tutti il coltello in mano e gli stellini faranno il possibile per emarginare il PD. In altre parole, il governo è -non vorrei che apparisse una mia fissazione visto che continuo a ripeterlo, ma a me pare che sia proprio così- è nelle mani di Renzi, come il medesimo voleva.

Poi arriva la dichiarazione di Grillo, che parla di personalità non politiche salvo i sottosegretari, -cito testualmente: «i ministri vanno individuati in un pool di personalità del mondo della competenza, assolutamente al di fuori dalla politica. Il ruolo politico lo svolgeranno i sottosegretari»- che, mi sembra, è un modo, nemmeno tanto elegante, per fare fuori Di Maio e (secondo me questa non la ha calcolata) dare una mano a Zingaretti, che ora potrebbe essere motivato a scegliere tra i competenti e non tra i maggiorenti del partito.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.