mercoledì, Agosto 12

Il gospel è di casa a Roma field_506ffb1d3dbe2

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di Gabriele Antonucci

Da qualche anno non c’è è più bisogno di andare in una chiesa di Harlem per godere dal vivo la magia di un affiatato coro gospel. La musica dell’anima, nata negli Stati Uniti all’inizio degli anni Venti, ha contagiato da qualche tempo anche la capitale, soprattutto durante il periodo natalizio. Pur lontano anni luce dalla tradizione melodica italiana, il gospel è riuscito a imporsi anche nel nostro paese grazie all’universalità del suo messaggio, basato sulla recita di salmi da parte del coro a cui fa da contraltare la voce solista, e alla sua proverbiale energia. Impossibile non lasciarsi coinvolgere da brani  trascinanti come ‘When the saints go marching in’ e ‘Joyful joyful’ o non emozionarsi con capolavori come ‘Amazing grace’ e l’immancabile ‘Oh happy day’.

L’Auditorium – Parco della Musica di Roma ospiterà dal 21 al 31 dicembre il Roma Gospel Festival, giunto alla sua diciottesima edizione e  riconosciuto come uno dei più importanti in Europa. Diretto da Mario Ciampà, il festival è ormai un solido punto di riferimento per gli appassionati e per i curiosi di questa particolare forma di blues, strettamente collegata alla devozione religiosa.

La kermesse sarà inaugurata il 21 dicembre da un gruppo tutto al femminile di sei cantanti, The Pace Sisters, che presenteranno in esclusiva europea i brani del loro nuovo album. Brani di forte tensione emotiva, sound brillante, notevole senso del ritmo e un repertorio che spazia dal traditional al contemporary sono i punti di forza di questo particolare ensemble. Le cantanti hanno un solido background derivante da una famiglia di musicisti, cantanti e predicatori e già nei primi anni Settanta hanno conquistato la fama come Best Traditional Female Gospel Group.

Il giorno dopo sarà la volta dei Golden Voices of Gospel di New York, una delle formazione gospel più popolari in Europa. Il gruppo è senza dubbio uno dei più rappresentativi della musica sacra afroamericana, forte di una miscela di voci e di un sound trascinante, esalatati dalla vitalità irresistibile, schietta e comunicativa degli otto cantanti. Un concerto ricco di passione e di anima, un viaggio ideale denso di gioia e spiritualità fino alle radici del genere.

Il tema di ogni esibizione dell’Harlem Gospel Choir, in cartellone il 23 dicembre, è «mettere i popoli e le nazioni insieme, restituendo loro qualcosa». Attraverso la sua musica il coro vuole creare una migliore comprensione della cultura afroamericana e in particolare del gospel. L’Harlem Gospel Choir, che ha tra i suoi membri alcuni dei più celebri cantanti e musicisti gospel di Harlem e di New York, è stato fondato da Allan Bailey, che ha più di trent’anni di esperienza nell’industria musicale, durante i quali ha collaborato con star del calibro di Michael Jackson, Prince e Commodores. Il repertorio dell’Harlem Gospel Choir comprende gospel tradizionali e contemporanei, jazz e blues. Eclettismo che ha permesso loro di esibirsi al fianco di artisti internazionali come Diana Ross, Bono, The Chieftains, Simple Minds, Live, Sinead O’Connor e Gorillaz. L’ultimo disco pubblicato è ‘I’m so glad’, registrato dal vivo al Fukuoka Blue Note.

Dopo la pausa del giorno della Vigilia, il Roma Gospel Festival riprende il pomeriggio di Natale alle 18 con il South Carolina Gospel Choir (nella foto), prestigiosa corale proveniente dalla Carolina del Sud fondata e diretta da Michael Brown. Il gruppo prende vita verso la fine degli anni Novanta con il primario intento di dare spazio ai molti giovani appassionati di gospel che cercavano un’occasione per esprimere il proprio talento e anche una possibile carriera nel mondo della musica. In pochi anni il coro ha raggiunto le 45 unità ed è diventato una delle formazioni giovanili più interessanti ed acclamate di gospel contemporaneo. Sotto la sapiente guida di Michael Brown, il South Carolina Gospel Choir ha iniziato a interpretare non solo le forme moderne del gospel, ma anche quelle più tradizionali conosciute e cantate dai lori avi. Nella loro musica troviamo canti tradizionali rivisitati con gusto e creatività in linea con le nuove tendenze contemporanee, raggiungendo così un  perfetto equilibrio musicale.

La sera di Santo Stefano avrà come protagonisti Earl Bynum & the Mounty Unity Choir. Membro del Gospel Announcers Guild of the Gospel Music Workshop of America e della Backstage Committee – GMWA, Bynum è uno dei personaggi più attivi dello scenario gospel in Virginia, sia come produttore che come autore e insegnante. Il suo coro, the Mounty Unity Choir, si è formato in seno alla Mount Lebanon Baptist Church, considerata l’epicentro della confessione battista in Virginia. L’ultimo lavoro dell’ensemble, il cd/dvd ‘Bishop KW Brown Presents The Mount Unity Choir – Live’, ha riscosso numerosi consensi a livello internazionale, fino a vincere il prestigioso premio come Best Church Choir al Neighborhood Awards 2013.

IL 27 dicembre si potrà apprezzare uno dei talenti più limpidi del gospel contemporaneo, Tina Brown, accompagnata dai The Gospel Messengers. La prodigiosa voce della Brown è stata accostata a quelle di Aretha Franklin, di Mahalia Jackson e di Vicky Winan. Determinante nella sua carriera è stato l’incontro con Delois Barret Campbell delle leggendarie Barret Sisters. Nell’ultimo decennio l’artista  si è anche distinta come attrice di teatro, cantante in musical e produzioni del Chicago Black Ensemble. Tuttavia, malgrado i suoi numerosi impegni, la cantante rimane fortemente ancorata all’amore per il gospel e per gli spirituals.

Il 28 dicembre si esibirà The Singletons Gospel Family, una vera e propria famiglia, tutti figli di un pastore attivissimo nelle comunità della California, dove ha fondato due chiese. La loro passione per la musica è nata dai canti familiari che si eseguivano durante le celebrazioni della festa americana del Thanksgiving. Il gruppo, originariamente composto da tre sorelle Singleton, venne scoperto da Fred Hammond mentre seguivano il tour di Marvin Sapp come coriste. Il loro canto religioso è espressione di profonda spiritualità ma anche delle più autentiche radici del jazz e più in generale della cultura popolare delle comunità nera.

Il 29 dicembre spazio a Bridgette Campbell & Windy City Gospel Singers. La forte comunità nera nel prolifico e celebrato scenario musicale di Chicago ha prodotto numerose personalità di rilievo, in particolare sul versante musicale religioso. Da questo contesto è emersa Bridgette Campbell, energica vocalist e ora indiscussa leader del gruppo, uno dei più rappresentativi del Nord America. I loro brani sono veri e propri inni alla felicità e alla vita, che permettono di apprezzare la statura vocale di Miss Bridgette Campbell, insignita nel 2004 del Chicago Music Awards.

Chiuderà la rassegna e l’anno 2013 con due concerti, il 30 e il 31 dicembre, una delle figure più interessanti della scena black del nuovo decennio, Emmanuel Djob,accompagnato dalla sua band. Di origine camerunense e naturalizzato in Francia, Djob è salito alla ribalta internazionale come vincitore dell’edizione francese di ‘The Voice’. Il suo talento e il suo legame con il gospel americano hanno entusiasmato sia il pubblico che i giudici,tutti e due colpiti dalla sua voce caratterizzata da forti colori riconducibili alla tradizione africana. Emmanuel è anche un prolifico autore. Le sue canzoni sono connotate da un profondo sentimento mistico legato a episodi autobiografici, espressi attraverso testi profondi e originali. La sua musica è invece un originale mix di soul, gospel e ritmiche africane. Il concerto del 31 terminerà poco prima di mezzanotte, in modo da permettere di brindare insieme, pubblico e artisti, l’inizio del nuovo anno.

 

 

 

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