lunedì, Gennaio 27

Il futuro di Al-Qaeda si chiama Hamza Bin Laden? Intervista ad Andrea Dessì, Ricercatore per il Programma Mediterraneo e Medioriente presso l’Istituto Affari Internazionali (IAI)

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Hamza Bin Laden nuovo leader del jihad globale. E’ questa la tesi riportata nel report del mese di settembre del Combating Terrorism Center at West Point, cui autore, Ali Soufan, ex-agente dell’FBI, sostiene che Hamza Bin Laden, il figlio preferito del defunto leader di Al-Qaeda, Osama Bin Laden, sarebbe il futuro leader guida del jihad globale.

La caduta dello Stato Islamico, secondo Soufan, fa sì che molti dei suoi aderenti ricercheranno nuove bandiere per cui combattere.

La divergenza e la mancata stima nei confronti di al-Zawahiri – ritenuto un intruso privo di carisma, incapace di sostenere l‘eredità di Osama Bin Laden – da parte dello Stato Islamico aumenterebbero le possibilità per Hamza Bin Laden di seguire le orme del padre e, secondo Soufan, di unificare le diverse correnti estremiste in un unico jihad globale.

Inoltre, in quanto saudita e discendente da famiglie prominenti sia dal lato paterno che materno, Hamza sarebbe ben visto dai patroni del Golfo in termini di donazioni. Non sarebbe infatti un caso – secondo Soufan –  che i suoi messaggi siano progettati a ispirare potenziali donatori del Golfo, seguendo così le orme di Osama.

Che Hamza possa attirare i militanti ISIS, una volta caduto lo Stato Islamico, lo confermerebbe anche la sua particolare retorica – diversa da quella di altre figure di spicco di Al-Qaeda. Infatti, spiega l’ex-agente dell’FBI nel report, nei suoi messaggi Hamza non avrebbe mai criticato esplicitamente lo Stato Islamico. Aggiunge, inoltre, Soufan, che lo Stato Islamico avrebbe ricambiato il ‘favore’. Anche se la sua propaganda riconosce al-Zawahiri come traditore della causa, non si riferisce mai ad Hamza.

Scrive, infatti, nel report che «…È anche significativo che molti sostenitori dello Stato Islamico che denunciano….Al-Zawahiri, tuttavia professano l’ammirazione per Osama Bin Laden. Questa è la migliore prova che Hamza potrebbe essere una figura unificante». Oltre ciò, la sua mancata esperienza sul campo non sembra essere un ostacolo al futuro di Hamza in veste di leader di un jihad globale.

Al-Zawahiri si è limitato a minacciare gli Stati Uniti nella sua retorica, ma se Hamza prende le redini di Al-Qaeda, c’è ragione di pensare che la minaccia terroristica potrebbe cambiare, secondo Soufan, dato che i suoi messaggi chiedono ripetutamente più attacchi sul suolo americano.

Molti fattori suggerirebbero un possibile futuro da leader altamente efficace, ma rimane da vedere come, esattamente, l’organizzazione si comporterà in merito a una sua eventuale ascesa. Secondo il report di Soufan, però, risulta chiaro che la sua personalità stia acquisendo sempre più rilievo negli scenari jihadisti.

Scrive però ‘Middle East Online che, secondo alcuni analisti, il futuro di Hamza non sarà così ‘promettente’. Al-Qaeda conterebbe, secondo loro, anche di importanti veterani militari, come Saif al-Adel, ex colonnello delle forze speciali nell’esercito egiziano, o altre figure senior Al-Qaeda infiltrati in Siria da Zawahiri dal 2013.

A compromettere il futuro di una figura come Hamza ci sarebbe, ad esempio, il capo siriano di Al-Qaeda, Mohammed al-Jolani, il quale  ha sorvegliato la ripresa del gruppo nel Paese, guadagnando poi  notevoli risultati in Medio Oriente, in Africa e nel subcontinente indiano con l’aiuto dei talebani.

A tal proposito risulta doveroso considerare che, secondo un articolo pubblicato lo scorso 21 settembre da ‘Analisi Difesa’, l’organizzazione di Al Qaeda starebbe riprendendo forza nel Maghreb. Secondo la testata, infatti, la nascita del gruppo ‘Jamaat Ansar Islam e Muslimin’ – nel marzo di quest’anno –  indicherebbe questa ‘rinascita’ di Al-Qaeda, e riunirebbe diversi gruppi jihadisti della regione. Al Qaeda starebbe sfruttando non solo la situazione favorevole a una sua crescita in Africa Occidentale, ma anche una ‘libertà’ concessagli dalle attenzioni occidentali concentrate sullo Stato Islamico. Inoltre, riporta Analisi Difesa, Al-Qaeda, contrapponendosi alle atrocità dello Stato Islamico, si sarebbe fatto portatore dei veri principi islamici agli occhi delle tribù locali, garantendosi così una serie di rapporti positivi, quasi ‘alleanze’, con i leader locali ostili ai Governi ufficiali riconosciuti nell’area.

Bisogna, inoltre, tenere in mente che, dopo l’uscita di scena dello Stato Islamico in Siria, anche il nord del Paese siriano, secondo alcuni analisti, potrebbe essere un obiettivo per le future aspirazioni di Al-Qaeda.

L’organizzazione, la struttura, la mole, gli obiettivi, i territori dove è presente, ma soprattutto quale sia il futuro di Al-Qaeda sembrano forse essere un’incognita che abbiamo cercato di risolvere insieme a Andrea Dessì, Ricercatore per il Programma Mediterraneo e Medioriente presso l’Istituto Affari Internazionali (IAI) di Roma.

 

Hamza Bin Laden, il figlio preferito di Osama Bin Laden, secondo il Combating Terrorism Center è  il futuro leader guida di Al-Qaeda. Secondo lei è così?

Al momento, e fino a prova contraria, il leader di Al-Qaeda rimane Ayman Al-Zawahiri, leader spirituale e braccio destro di Osama Bin Laden. Per quanto riguarda il futuro, è possibile che Hamza Bin Laden emerga come uno dei membri di spicco di Al-Qaeda, principalmente per via del suo cognome e la sua giovane età. Va comunque ricordato che ci sono altri leader militari e locali di Al-Qaeda con molta più esperienza e seguaci del capo, per via del fatto che hanno combattuto in prima linea  per molti anni in Iraq, Siria, Yemen, Afghanistan, ma anche nel Sahel e Maghreb. Per ora è presto parlare di nuovi leader e, per quanto il suo cognome evochi senz’altro brutti ricordi per molti in Occidente, credo che l’influenza di Hamza sul network molto diffuso e disunito delle varie incarnazioni di Al-Qaeda sia al momento molto limitata. La pubblicità ricevuta da Al-Qaeda riguardo il figlio di Osama Bin Laden credo sia la principale ragione per cui oggi si parla di Hamza. Sicuramente si tratta di un personaggio radicalizzato e pericoloso. Proprio per questo, non c’è da meravigliarsi se le forze di intelligence occidentali gli danno la caccia, ma al momento credo sia prematuro parlare di Hamza come futuro leader di Al-Qaeda. Anche se venisse catturato o ucciso, Al-Qaeda continuerebbe a esistere, cosi come l’ISIS dopo la sua eventuale scacciata dal Iraq e la Siria.

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