giovedì, Ottobre 22

Il franchismo divide ancora la Spagna field_506ffb1d3dbe2

0

PROTESTAN-EN-MADRID

 Anche se una parte della Spagna tende a preferire la rimozione dalla memoria del passato franchista, la questione delle vittime delle purghe di Francisco Franco è ben lontana dall’essere archiviata. Infatti il collettivo per la commissione della verità, che raggruppa in Spagna oltre un centinaio di associazioni delle vittime del franchismo, ha inviato nei giorni scorsi una lettera al premier Mariano Rajoy per rispolverare la questione. La lettera chiede al premier, a 36 anni di distanza dalla fine della dittatura, di promuovere “un patto di Stato” per una soluzione definitiva per i circa 150.000 desaparecidos che si trovano molto probabilmente nelle 2.000 fosse comuni ancora non esumate. «Facciamo appello alla sua sensibilità democratica perché prenda le iniziative necessarie per promuovere un grande accordo nazionale per la costituzione di una commissione della verità da parte del Parlamento» così si trova nella lettera indirizzata a Rajoy «Non sarebbe comprensibile che lo Stato, il governo e le istituzioni voltino le spalle alla tragedia che riguarda centinaia di migliaia di vittime e si nascondessero definitivamente nel cassetto dell’oblio i crimini del franchismo».

Secondo l’Associazione per il recupero della memoria storica di Valladolid, che si occupa dall’inizio degli anni Novanta di fare chiarezza sul regime franchista, sono circa 92.462 le vittime accertate del franchismo. A queste si devono poi aggiungere i lunghi elenchi di coloro che sono spariti all’improvviso e non hanno più fatto ritorno alle loro case, i desaparecidos. Tra il 1936 e il 1939 l’esecuzione di liberali, repubblicani, militanti di sinistra e tutti coloro che si opponevano alla crociata di Franco per la redenzione della Spagna contro il presunto complotto giudaico-massonico-bolscevico che minacciava il prestigio della nazione, erano all’ordine del giorno. Tristemente famose sono le stragi di Badajoz, nell’agosto 1936, e quella di Malaga del febbraio 1937, che fecero migliaia di vittime tra uomini, donne e bambini. Alle purghe vanno poi aggiunti coloro che entrarono nelle carceri del Paese, circa 400.000 persone, molti dei quali non fecero mai ritorno e se ne persero le tracce. Questi sono i numeri con cui la commissione per la verità deve fare i conti, centinaia di migliaia di persone che non possono essere dimenticate, e per memoria delle quali la decisione di ignorare il passato franchista per permettere alla Spagna di andare avanti non è accettabile.

Il problema connesso alla risoluzione del passato franchista è che per la magi­stra­tura e per il governo di Mariano Rajoy la vicenda è chiusa e ria­prire la ferita non serve a nulla. Infatti, in nome della paci­fi­ca­zione, le isti­tu­zioni riven­di­cano l’amnistia san­cita nel 1977 dopo la morte di Fran­ci­sco Franco. Amnistia che, come spesso è accaduto dopo la fine di una dittatura, è stata generale e ha garantito impunità a coloro che si sono macchiati di crimini connessi alle politiche del franchismo. Invece di formare una “Commissione della Verità” per fare luce sui crimini di guerra, i partiti di destra e di sinistra della Spagna, dopo la morte di Franco nel 1975, hanno optato per il cosiddetto “patto dell’oblio” che ha dato una base giuridica alla legge sull’amnistia. 

Un tentativo di far riemergere questo problema è stato attuato dall’ex-giudice spagnolo Bal­ta­sar Gar­zón. Nel 2088 egli aveva ricevuto un elenco dai fami­liari delle vit­time e delle asso­cia­zioni della memo­ria che riu­ni­vano i nomi di 143.353 uomini e donne fatti scom­pa­rire dal fran­chi­smo nel periodo che va dal 1936 al 1975. In nome di tali vittime Garzón ha tentato di aprire una causa per giudicare i crimini del franchismo. Come prevedibile però, sempre in nome della salvaguardia della pace attuale, l’oggi ex-giudice si è scontrato contro le istituzioni che non vogliono fare luce sulla storia del Paese. La ferita della guerra civile spagnola è ancora aperta e secondo molti aprire processi su questo tema equivale a fomentare l’odio tra la popolazione spagnola, va infatti ricordato che molti franchisti e vittime delle persecuzioni del regime vivono oggi negli stessi quartieri, negli stessi palazzi, accanto ogni giorno. Per questo la risposta dell’Audiencia National alla richiesta di Gar­zón è stata negativa, sottolineando anche come il giudice non avesse l’autorità di aprire una simile inchiesta.

Non sono solo le associazioni spagnole e Bal­ta­sar Gar­zón però ad aver chiesto un riesame dei crimini del franchismo. Un attore ben più influente è entrato in campo quest’anno: le Nazioni Unite. L’ONU ha infatti chiesto alla Spagna di revocare la legge sull’amnistia del 1977, che perdona i crimini commessi durante i 36 anni di dittatura del generale Francisco Franco, e l’ha invitata a ratificare la Convenzione sull’imprescrittibilità dei crimini di guerra e contro l’umanità. Ratificando questa convenzione Madrid non potrebbe più far finta di nulla davanti a quanto commesso da Franco, ne voltarsi dall’altra parte, sempre in nome della tranquillità comune, rispetto a coloro che chiedono giustizia per i propri cari scomparsi. 

Questa non è l’unica raccomandazione delle Nazioni Unite però. Dal palazzo di vetro fanno anche sapere che la Spagna dovrebbe indagare e centralizzare gli sforzi per svelare quanto accaduto a coloro che sono scomparsi durante la Guerra Civile e il franchismo. In questo modo l’ONU porge la base di sostegno alle richieste delle associazioni che hanno proposto il “patto di Stato” sopra accennato. Secondo la commissione che si è occupata di questo problema, il Working Group on Enforced or Involuntary Disappearances (Wgeid), e che recentemente si è recata in visita in Spagna, «le ricerche sulle sparizioni forzate sono un dovere dello Stato, e non un’iniziativa dei familiari». Questa questione è arrivata al palazzo di vetro in quanto anche in Argentina, che diede asilo a molti criminali franchisti ma anche rifugio a migliaia di persone in fuga dalla Spagna, è stata presentata una denuncia per la mancanza di progressi nei processi per i crimini del franchismo a Madrid. 

Secondo gli esperti del Wgeid, negli ultimi anni la Spagna ha fatto solo ‘timidi passi’ verso il risarcimento delle vittime, come la promulgazione della Legge della Memoria Storica nel 2007 o le esumazioni delle fosse comuni, ma questo non basta e non può bastare. La proposta delle Nazioni Unite è di iniziare con i dati raccolti da un indagine del tribunale del 2008, quella di Gar­zón per intenderci, e procedere poi alla punizione dei colpevoli e al risarcimento delle vittime. Tutto questo però è assai complesso, non solo per la mole di dati che si dovrebbero analizzare ma, soprattutto, per quanto ciò inciderebbe sulla stabilità del Paese e su quella del governo Rajoy.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore