sabato, Agosto 24

Il folgorante successo dell’industria nautica italiana Fiore all’occhiello della manifattura italiana, contribuisce a mantenere vivo il prestigio della nostra cultura produttiva e a veicolare i valori di eccellenza, qualità, design, esclusività, raffinatezza e unicità che fanno del Made in Italy

0

L’Italia detiene la leadership incontestata di alcuni settori chiave, che da sempre forgiano il prestigio indiscutibile del Made in Italy in tutto il mondo: la moda, il turismo, l’industria automobilistica e l’agroalimentare sono alcuni degli esempi più celebri dell’eccellenza italiana. Ma un settore che più di ogni altro ha conosciuto uno sviluppo impressionante, in particolare nel corso degli ultimi anni, è quello della nautica.

Il settore nautico italiano è all’insegna di un principio semplice: l’eccellenza. La cura del dettaglio, la qualità incomparabile del lavoro artigianale, l’utilizzo esperto delle migliori tecnologie d’avanguardia, il gusto pronunciato per l’estetica, la perfezione del design e l’originalità: un connubio perfetto, che, unito a una solida tradizione di competenza secolare e di know-how unico al mondo, ha permesso alla nostra penisola di elevarsi al rango di protagonista assoluto del settore nautico a livello internazionale, per le barche a motore (e in particolare gli yacht di lusso) come per i semirigidi.

Marchi come CranchiRiva Azimut sono ormai referenze mondialmente riconosciute, in particolare per le barche a motore, mentre per quanto riguarda i semirigidi, fra i marchi leader si possono annoverare ad esempio RanieriZar Sacs.

Sia in termini di ricchezza che di occupazione, il settore nautico è uno dei segmenti dell’economia la cui crescita sembra non volersi arrestare, neppure davanti alle grandi crisi economiche che hanno tristemente segnato l’ultimo ventennio. Dopo un’età d’oro fra il 2000 e il 2008, la crisi economica ha causato un crollo del -25% del settore nautico, che però ha resistito tenacemente, riconfermando rapidamente la sua leadership soprattutto grazie alle esportazioni.

Capace oramai di assorbire oltre un terzo della domanda internazionale senza temere la concorrenza di prezzo esercitata dalle nuove economie in via di sviluppo, la filiera nautica italiana continua a svilupparsi, con prospettive di crescita indiscutibili, grazie ai valori che la contraddistinguono: eccellenza, qualità, creatività e stile incomparabile sono i capisaldi dell’eleganza all’italiana, valore prezioso e pertanto molto ricercato dai committenti esteri (ma anche italiani).

Nel complesso, la produzione nautica coinvolge oltre 3.100 unità locali, per circa 4 miliardi di valore aggiunto e un tasso di occupazione altissimo (circa 155.000 addetti). 
Il Global Order Book 2019 della rivista ‘Boat Internationalconferma l’industria nautica italiana prima al mondo: nella classifica dei primi 20 costruttori al mondo, i primi tre marchi sono italiani (Azimut/Benetti, FerrettiGroup, Sanlorenzo), oltre agli altri cinque che vi figurano.
La sola produzione italiana di imbarcazioni e yacht da diporto soddisfa il 32,2% delle richieste mondiali, battendo nettamente i suoi due principali concorrenti (USA e Germania), e posizionandosi al primo posto a livello internazionale per le quote di mercato e per il surplus generato, peraltro in continua crescita (33,1% dal 2014 al 2018).

L’Italia è dunque oramai il principale produttore a livello europeo, secondo al mondo alle spalle del colosso USA.

Insomma, il settore nautico è un vero e proprio fiore all’occhiello della manifattura italiana, che contribuisce a mantenere vivo il prestigio della nostra cultura produttiva e a veicolare i valori di qualità, design, esclusività, raffinatezza e unicità che fanno del Made in Italy la referenza mondiale per eccellenza.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore