sabato, Agosto 24

Il falso mito della sottomissione delle donne filippine Merito dei cambiamenti politici ed economici, nazionali ed internazionali, che hanno portato allo sviluppo in diversi settori

0

Nick Joaquin, uno dei più grandi scrittori filippini, ha sempre esaltato, nei suoi libri, l’universo femminile, descrivendo le donne come esseri superiori dotati di grande fascino e potere. Durante l’epoca coloniale filippina, una donna non avrebbe osato disobbedire ai genitori e doveva, obbligatoriamente, sposarsi con un uomo nubile e ricco.

Joaquin, invece, ribalta i ruoli, raccontando le storie di donne forti ed emancipate che sfidano la tradizione. Dunque, le opere dello scrittore filippino parlavano già di femminismo cinquant’anni fa, precorrendo i tempi.

Nelle Filippine, le donne hanno sempre goduto di una maggiore uguaglianza rispetto ad altre zone dell’Asia sudorientale, e sin dal periodo della dominazione spagnola sono state il pilastro portante della famiglia. Quando la Spagna ha perso la guerra contro l’America nel 1898, le Filippine sono state cedute agli Stati Uniti, e durante i primi anni dell’occupazione (dal 1900 al 1930), sia le femmine che i maschi filippini potevano frequentare le scuole elementari gratuitamente, ma solo i figli dei ricchi avevano accesso alla scuola superiore e all’istruzione universitaria.

La situazione è cambiata quando le Filippine, ottenuta l’indipendenza dagli Stati Uniti, hanno istituito un governo democratico che ha adottato delle misure per riconoscere i diritti sociali e politici delle donne, che nel frattempo hanno iniziato a frequentare l’università e si sono, pian piano, inserite in politica e nei posti più importanti della società. Ad esempio, il 21 febbraio del 1986 Corazon Aquino è diventata la prima donna Presidente delle Filippine democratiche.

Oggi, le donne filippine svolgono un ruolo decisivo, sia all’interno della famiglia che in ambito lavorativo, ed occupano posizioni rilevanti nelle università, negli ospedali, nelle grandi aziende, nella ricerca farmaceutica, nel giornalismo e in tutti i campi artistici. Ciò è dovuto ai cambiamenti politici ed economici, nazionali ed internazionali, che hanno portato allo sviluppo di industrie esportatrici e del settore dei servizi, creando maggiori opportunità per le donne filippine che vivono in città.

Nelle zone rurali, invece, la donna filippina appartiene alla casa e si occupa delle faccende domestiche, dell’educazione dei figli, di aiutare il marito nella fattoria e di gestire i soldi. Questa mentalità orientata verso la cura della famiglia dà loro un senso di dignità e responsabilità.

In politica, invece, il numero delle donne è minoritario rispetto alla controparte maschile, e parteciparvi è considerato ‘un affare sporco’ dal quale le donne devono tenersi lontane, ma nonostante questo, esse sono diventate membri del personale esecutivo, consulenti politici e sostenitori delle organizzazioni non governative godendo di un meritato successo e avviando programmi orientati verso una condizione femminile paritaria.

Tuttavia, la discriminazione contro le donne filippine persiste, perché gli uomini filippini hanno un retaggio culturale profondamente radicato che considera la donna come un essere inferiore, costretta ad ubbidire al maschio dominante, e nonostante i molti traguardi raggiunti, c’è ancora molto lavoro da fare per ottenere la piena parità.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore