lunedì, Gennaio 27

Il doroteo Conte e l’anno che verrà Da tutto traspare, pesante, la volontà mediatoria, l’assenza di progetto e anche un sottile altezzoso disprezzo verso i politici suoi colleghi

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Doroteo, è la parola che mi si affaccia insistente alla mente mentre ascolto Giuseppe Conte vestito da Presidente del Consiglio dei Ministri con la rituale pochette … dritta, però.

Doroteo. Cerco di cacciarla quella parola, la respingo, mi dico che non è più tempo di dorotei. Il cervello accetta, si convince, l’anima no. Anche l’ambiente sontuoso e maltrattato inadatto a tutta quella gente ammucchiata lì, con quelle bandiere (che, sia chiaro, mi strappano il cuore, ma … ) che spezzano l’armonia di quella sala stupenda. E poi il ritardo, il solito inammissibile ritardo, sconcertante, arrogante, sì arrogante o forse sprezzante, doroteo, e ci risiamo! E non mi parlate di quarto d’ora accademico, quella è tutt’altra cosa.
Con qualche sorpresa, invece, i giornalisti (salvo alcuni che, fossi stato io a quel tavolo, avrei fatto allontanare) in giacca e cravatta, donne incluse … cioè tutti vestiti in modo decente, mi viene da dire, rispettoso. Tutti salvo un paio (uno tedesco, una sorpresa, ma si sa i tedeschi sono sempre tedeschi) senza cravatta e addirittura uno (forse di più, ma non ho avuto la pazienza di seguire tutta la scena) senza nemmeno la giacca.

Apre con unainversione dell’ordine del giorno’, stimolata dal giornalista al suo fianco (che non ha mancato di fare la solita lamentazione, giustissima, ma inopportuna, tipicamente italiota) per parlare della sostituzione di Lorenzo Fioramonti, che ringrazia (mi è parso di vedere, ma forse sono un visionario, un leggero digrignare di denti), per annunciarne i sostituti, due. Pare che la cosa sia gradita alla Conferenza dei Rettori il cui Presidente diviene Ministro; personalmente ritengo che sia un errore grave. Università e scuola devono lavorare di concerto, altrimenti (come accade puntualmente oggi) all’Università arrivano studenti da ristrutturare ab imis, specie nelle facoltà (oggi ‘scuole’ per scimmiottare gli americani) umanistiche. Lo sdoppiamento è aggravato dal fatto che si annuncia la nascita di un nuovo orpello burocratico: l’Agenzia della ricerca. Nuovi Presidenti, membri di consigli vari, sedi, rimborsi, stipendi, personale, ecc. Per fare che? Coordinare la ricerca. E il Ministro e i vari comitati e comitatini, compresi quelli che stabiliscono se una rivista scientifica è ‘buona’ o no (in nome della libertà del pensiero e della scienza) che ci stanno a fare? A parte che ‘coordinare’ confina pericolosamente con ‘condizionare’ e forse questo sarebbe oggi, nell’Università, un tema da affrontare.

E poi comincia, male a mio parere, malissimo. Senza ridere, senza abbassare gli occhi, anzi, con tutta la possibile improntitudine, dice che ha dovuto fare uno sprint per la manovra economica per mettere al sicuro l’Italia. Ha dovuto lavorare in tutta fretta, poverino, perché se no andavamo a carte quarantotto. Ma, scusi Sig. pochette, non c’era lei al Governo prima? E che ha fatto fino al nuovo giuramento? Non mi dica che quel birbante del suo predecessore voleva mandare l’Italia a remengo e che per fortuna, poi, è arrivato lei! E se ne vanta pure, della rapidità! Mah, io consulterei un buono psichiatra.

Poi, a parte l’attacco stavolta del tutto gratuito a Matteo Salvini, le solite cose. Faremo uno snellimento della amministrazione, la digitalizzeremo, lavoreremo sulle infrastrutture (ma non faremo sconti a nessun privato … ma al pubblico sì? Cosa che, comunque, non significa nulla), faremo pagare le tasse agli italiani e le abbasseremo, abbrevieremo i processi, saremo una squadra coesa che darà fiducia agli italiani (e come no?) ma forse lo siamo già no?
Epperò, a Gennaio faremo una nuova agenda di Governo, in cui ognuno saprà che fare, ecc. Insomma, la solita ‘verifica’, il solito vertice (se ne fanno molti, dice, ma per discutere mica per litigare … è sotto gli occhi di tutti) che risolverà tutto. E infatti il PD presenta la legge (sacrosanta, sia chiaro) per bloccare l’annullamento della prescrizione, la signora Teresa Bellanova tuona che vanno aboliti quota 100 e reddito di cittadinanza, Giggino strepita sulla revoca delle concessioni (poi i danni li paga lui?) e tra poco, vedrete, parleranno nell’ordine Marazzita e Renzi, e così via cooperando e facendo squadra.

Silenzio plumbeo, tranne la ridicola missione europea ‘guidata’ da Luigi Di Maio dove riesce a non ridere, silenzio plumbeo sulla politica estera e delle alleanze, mentre nel Mediterraneo, per parlare solo di quello, accade di tutto: nemmeno l’idea di mandare un paio di navi in vista delle coste libiche, così, per fare vedere che ci siamo anche noi, che abbiamo interessi divergenti dalla Francia, ad esempio, e che c’è lì l’ENI … certo, con quello che costa la benzina!

E infine, la ciliegina sulla torta. Controllerà il suo cellulare (non poteva farlo prima, mentre ritardava?) per verificare se abbia mai detto o fatto qualcosa sulla Gregoretti, ma lui è sempre stato fermamente contrario alla politica dei porti chiusi e quant’altro! Infatti, al Governo c’era il suo sosia, quello con la pochette a tre punte.

Da tutto traspare, pesante, la volontà mediatoria, l’assenza di progetto e anche un sottile altezzoso disprezzo verso i politici suoi colleghi.
Doroteo.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.