sabato, Dicembre 14

Il declino di Elon Musk La crisi nera del creatore di Tesla

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Pochi giorni fa, Elon Musk, patron di Tesla, ha rilasciato una sbalorditiva intervista al ‘New York Times’ da cui è emerso il ritratto di un uomo in forte difficoltà, pesantemente provato sia sul piano personale che professionale. Nell’ultimo anno, Musk, forte di un patrimonio personale stimato in circa 20 miliardi di dollari, ha lavorato in media 120 ore alla settimana (17 ore al giorno), scandite da riunioni in fabbrica, viaggi in aereo da un capo all’altro degli Stati Uniti e ricorrenti incontri con gli investitori. Ritmi assolutamente massacranti, che impediscono tuttavia all’imprenditore-stacanovista di prendere sonno nelle poche ore di riposo che è solito concedersi. Per dormire, Musk fa infatti – per sua stessa ammissione – sistematicamente ricorso all’Ambien, un forte medicinale contro l’insonnia caratterizzato da controindicazioni niente affatto trascurabili; si parla di stanchezza, perdita di coordinamento motorio e soprattutto carenza di concentrazione. Effetti collaterali che hanno con ogni probabilità influito negativamente sull’immagine pubblica e sulla stabilità della vita privata del celeberrimo ingegnere, il quale negli ultimi mesi ha inanellato una serie impressionante di figuracce. Si va da una strana diatriba con la sua compagna Azealia Banks, culminata con la chiusura del profilo Instagram di Musk, all’insensata accusa di pedofilia – poi ritirata con tante scuse – rivolta via Twitter allo speleologo autore del salvataggio dei giovani calciatori thailandesi intrappolati in una grotta.

Le ripercussioni più pesanti per Musk potrebbero tuttavia venirgli dall’indagine aperta dalla Security and Exchange Commission (Sec, la Consob statunitense) in conseguenza di un altro suo tweet in cui annunciava l’intenzione di ritirare Tesla dagli indici di Borsa riacquistando tutte le azioni ad un prezzo di ben 420 dollari ciascuna. Una quota esorbitante, che farebbe schizzare il valore di Tesla a quota 70 miliardi di dollari, ma che risulta assolutamente inverosimile anche in ragione del fatto che la società hi-tech ha perso quasi 720 milioni di dollari tra aprile e giugno andando ad aggravare una situazione economica che risulta decisamente preoccupante quantomeno dallo scorso anno. Ragion per cui la Sec, che imputa a Musk di aver diffuso un’informazione cruciale senza seguire la procedura necessaria, sta verificando se esistano o meno i presupposti per procedere nei confronti di Musk per il reato di aggiotaggio.

Per lui, si tratterebbe di uno smacco di non poco conto, visto e considerato che solo tre anni fa la rivista ‘Forbes’ aveva bollato Tesla come la società più innovativa al mondo. Di lì a poco, tuttavia, la situazione ha cominciato a precipitare. Produzioni di auto rallentate rispetto alle aspettative, incidenti mortali causati da malfunzionamenti di uno dei veicoli di punta della società, vetture assemblate con colori diversi rispetto a quelli ordinati dagli acquirenti hanno leso indubbiamente la reputazione della compagnia, su cui si sono prontamente fiondati i venditori allo scoperto, i quali hanno tartassato Tesla con short-selling a raffica producendo pesanti ricadute sull’andamento in Borsa della società. Lo scorso venerdì 17 agosto, tanto per dare una misura dell’attivismo dei venditori allo scoperto nei confronti di Tesla, gli short sul titolo hanno fruttato agli speculatori qualcosa come un miliardo di dollari.

Di fronte alle crescenti difficoltà in cui sta imbattendosi, Musk non ha esitato a riconoscere che «il peggio, sotto il profilo personale, è ancora di là da venire» pur respingendo allo stesso tempo le voci di corridoio secondo cui il consiglio d’amministrazione di Tesla starebbe cercando un partner da affiancargli nella gestione dell’azienda per alleggerire il carico di lavoro e consentire al fondatore della società di avere più tempo libero per riposarsi. Una soluzione che, nonostante la smentita ufficiale, potrebbe rivelarsi non solo necessaria ma anche impellente, se si considera che, come rilevato dai cronisti newyorkesi, Musk ha trascorso l’intera giornata del suo compleanno in ufficio ed è arrivato giusto in tempo al matrimonio del fratello prima di ripartire in fretta e furia al termine della cerimonia per tornare al quartier generale di Palo Alto. Sono molti gli operatori finanziari a ritenere che lo stress cumulato e gli effetti dei sonniferi stiano spingendo il geniale ingegnere di origini sudafricane molto vicino al punto di non ritorno. E ciò, in un Paese economicamente incentrato sulla Borsa, rappresenta un fattore di cui l’apparato dirigenziale di Tesla non può rifiutarsi di tenere in debita considerazione.

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