mercoledì, Novembre 25

Il cinema indonesiano secondo Sidi Saleh

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Jakarta – Il cinema indonesiano si sta affacciando al panorama internazionale con giovani registi emergenti e tematiche che interessano più attente alla società. Sidi Saleh, regista di Jakarta, fa parte di questa generazione. “Sono classe ’79, da una passione ho fatto del cinema il mio lavoro. Ho iniziato la mia carriera subito dopo essermi laureato in cinematografia presso ‘l’ Institute of Arts di Jakarta’. Avevo già iniziato a familiarizzare con gli strumenti del mestiere grazie a mio padre, che negli anni ’70 lavorava come fotografo e videografo, ma nel 2000 mi sono affacciato definitivamente al mondo del cinema entrando a far parte dell’industria. Ho fatto il mio debutto nel 2011 con ‘Full Moon’. Nel 2013 ho partecipato a dei workshops alla Berlinale Talent Campus. Nel 2014 ero in competizione al Clermont Ferrand International Film Festival col mio corto ‘Fitri’. Sempre nel 2014, ho vinto, per la sezione Orizzonti, il miglior cortometraggio alla 71. Mostra Internazionale cinematografica di Venezia col corto ‘Maryam’”.

Avviciniamoci all’industria del cinema indonesiano, cercando di capirne i meccanismi con l’esperienza di Sidi.

Grazie Sidi per concederci un po’ del tuo tempo. Cosa pensi del Festival del Cinema di Venezia? Il fatto di aver vinto col miglior corto nel 2014 ti ha aiutato nel tuo percorso?

Sono venuto due volte a Venezia: la prima nel 2011 e poi nel 2014, quando ho vinto col miglior corto per la sezione Orizzonti. Mi è piaciuta molto la città e il Festival è ben organizzato. Porto con me fantastici ricordi e non posso che essere grato al Festival per questo. Non ho trovato alcun problema nel trovare le sale dei film ed organizzarmi con i vari appuntamenti. Molti giornali indonesiani mi hanno intervistato e hanno scritto su di me, su quanto vinto e ne sono contento. Ho anche avuto modo di incontrare molte persone grazie a Venezia.

È difficile essere un regista giovane in Indonesia? Che rapporto hai con i produttori?

Sì, non è semplice. Bisogna avere molti contatti. Ovviamente è più semplice per chi ha le capacità economiche. Ci sono produttori in Indonesia, ma sto capendo solo ora cosa fanno esattamente. Quando ho iniziato non conoscevo assolutamente questo ruolo del cinema. I produttori spesso sono persone che vogliono far parte del film, avere del credito in esso e ben venga se contribuiscono a trovare i finanziamenti. Al momento sono io il produttore di me stesso. Non è facile farsi strada in quest’industria, c’è competizione, una sola scuola di cinema a Jakarta molto valida. Bisogna fare la differenza e giocare molto sulle conoscenze che si stringono col tempo.

Cosa pensi del cinema indonesiano e come ti senti di paragonarlo a quello occidentale?

Sono molte le differenze col cinema in occidente, ma quella più lampante che mi viene in mente è che il cinema ‘western’ è sicuramente più avanzato del nostro, come anche quello cinese, coreano ed indiano. Fin da piccolo notavo la diversità. Il cinema nel mio Paese sta crescendo, è ancora immaturo. Non sarebbe male far parte del ‘nuovo cinema’ e contribuire alla sua evoluzione. Per quello che ho appreso dai miei studi e dalla mia esperienza posso dire il cinema indonesiano è iniziato all’inizio del XX secolo con delle opere, per lo più documentari, girati da europei. Kruger fu il primo regista a girare un lungometraggio in indonesia, Lutung Kasarung, nel 1926. I cinesi contribuirono molto allo sviluppo dell’industria cinematografica iniziale, si ricordano Teng Chun e i fratelli Nelson. Usmar Ismail è il più grande regista indonesiano autore della rinascita del cinema nazionale. Tra i suoi lavori Pejoang, del 1960, Crisis, del 1953 e il musical Tigra dara, del 1956. Nuove personalità degne di nota hanno esordito in seguito, come Riri Riza, Marselli Sumarno e Rudi Sudjarwo.

Quali sono le città fulcro del cinema indonesiano? E come definiresti questo business nel tuo Paese?

Oggi il cuore del business del cinema indonesiano si svolge nella capitale, Jakarta. Questo settore non è ancora molto grande e sviluppato, ma spero che molto presto ci saranno cambiamenti importanti. Altre città dove il cinema ha influenza, seppure in maniera nettamente minore, sono: Makassar e Palu nell’isola di Sulawesi e Solo nell’isola di Java.

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