domenica, Agosto 25

Il Cattolicesimo ‘a la carte’ dei fascisti si scaglia contro ‘Civiltà Cattolica’ Un brodo culturale retrogrado che nei prossimi mesi potrebbe assestare il colpo di grazia a tutti noi, spingendo ai vertici del Governo un uomo che incarna tutti i tratti dei commentatori della vignetta

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Dopo l’uscita del mio precedente intervento sui cattolici e la Lega,Cattolici e Lega: attenti, questa non è un’esercitazione’, qualcuno si è premurato di inviarmi un link. Conteneva i commenti apparsi sul profilo Twitter del Direttore di Civiltà Cattolica’, dopo che questi aveva postato l’immagine solitaria della Madonna su un canotto. L’autore era il vignettista Mauro Biani, de ‘Il Manifesto’, giornale su cui era stata originariamente pubblicata quella splendida immagine provocatoria.

Non sono un Lettore della rivista dei gesuiti e conosco appena chi la dirige, credo basti e avanzi a entrambi, ma trovo che il trattamento riservatogli dai commentatori sia incivile, disonesto, intollerabile, volgare e, in alcuni casi, a ridosso del patologico. Un brodo culturale retrogrado che nei prossimi mesi potrebbe assestare il colpo di grazia a tutti noi, spingendo ai vertici del Governo un uomo che incarna tutti i tratti che abbiamo appena elencato

Personalmente, e professionalmente, credo che i sacerdoti dovrebbero rimanere lontani dai social network, nessuno che abbia un minimo di ragionevolezza, può infatti pensare che il tipo di comunicazione sottesa possa avere un futuro come strumento di evangelizzazione, più facile che contribuisca a gettare alle ortiche un messaggio potente, che per sua intrinseca natura può nutrirsi solo attraverso l’esercizio del verbo ‘stare’, quello che portò il fondatore del cristianesimo a ‘mischiarsi’ con l’umanità.  

Tuttavia, in questo caso specifico, i commenti di cui dicevo, più che intaccare la figura del destinatario, mostrano un quadro oscuro e violento di quella fascia di cittadini, sempre più cospicua, sedotti da leadership autoritarie e da messaggi aggressivi, persone confuse che si dicono credenti, ma non si capisce bene in cosa.
Costoro sembrano avere interiorizzato un’idea fai da te del cattolicesimo, che la Chiesa, leggasi preti pigri e compiacenti, non è stata in grado di contrastare, per tale ragione questi credenti senza credo adesso vorrebbero depurare il Vangelo da tutte le affermazioni più scomode. In sostanza, perseguono un cristianesimo che fa a meno di Cristo, una religione autoconsolatoria, sterile.
Una pretesa smascherata proprio dall’esperimento, se così possiamo chiamarlo, di papa Francesco, che da subito si è preoccupato di riportare la questione della fede all’essenziale. Un solo Creatore, TUTTI fratelli, dunque obbligo di solidarietà

Messo così e guardato in faccia da vicino, il cristianesimo è unatrappolaesistenziale per chi pensava di potersela cavare con un segno della croce. Scoprire che non si può sceglierea la carte’, che il messaggio si prende tutto o niente, è ciò che fa arrabbiare gli abitatori della fascia tenebrosa, la stessa ragione per la quale in quella pericolosa zona d’ombra del cristianesimo si preferisce un papa teologo, qualcuno che indulga in passaggi laterali, senza mai avanzare, che si dedichi solo a un lungo lavoro interpretativo, dando modo a tutti di passare indenni attraverso le stringenti richieste del Nazareno. Eterne dilazioni che consentono di arrivare alla fine del proprio percorso rassicurati e confortati dalla certezza che ‘non avevamo capito’, che ‘la raccomandata non è stata consegnata in tempo’, quindi siamo salvi. Insomma, un papa che imprima alla pastorale la ritmica temporale della Sagrada Famiglia, un cantiere che non finisce mai, nel quale i nuovi credenti vorrebbero passare il tempo a lucidare pinnacoli.

L’effetto dell’approccio diretto, non interpretativo (perché non c’è più niente da interpretare), di Francesco non poteva, dunque, che essere deflagrante, al punto che il Pontefice viene da quelli giustapposto al dittatorello del momento, messo sullo stesso livello, poi scartato o addirittura aggredito, anche per interposta persone, questo significa la triste epifania del lato oscuro sotto il post del direttore di ‘Civiltà Cattolica’, gesuita come il Papa. Jean Guitton ci potrebbe insegnare che costoro preferiscono tacere sull’essenziale, perché incapaci di sopportarlo. Dunque, se arriva un imbonitore che propone una versione tascabile gli si da ragione. 

Detto questo, la deriva malata presto prenderà la strada discendente, perché prima o poi bisognerà presentarsi agli esami o anche nelle sedi istituzionali, cosa che il mediocre Caporale rifiuta sistematicamente di fare, e quando arriveranno le domande più impegnative si scoprirà che con l’odio si può al massimo conquistare il potere, ma non edificare le comunità. Si scoprirà che dietro le battute sessiste, le bambole gonfiabili e i rutti non c’era nulla, se non un’ambizione ipertrofica, da soddisfare anche a costo di annientare un Paese. 

Si fermerà, è certo, l’avanzata degli zombie, creature condizionate da abili agenzie, esperte nell’arte della manipolazione, costruite lavorando solo sulla parte più arcaica del Dna umano, quella tutta istinti, da utilizzare come testa d’ariete per distruggere ciò che è scritto col sangue nella Costituzione. Ma è un’illusione, quei pezzi di carta resistono ad ogni tentativo di intrusione, neppure i terroristi erano riusciti a scalfirli, sebbene nei confronti degli attuali assedianti fossero dei geni. 

 

Ps. Fino a poco tempo fa a Milano, esattamente in via Palermo, c’era un ristorante che si chiamava ‘Anema e cozze’. Mi è tornato in mente la sera dell’8 agosto, quando a Pescara, il Caporale, durante un comizio, si è messo a fare la sceneggiata, dicendo che i figli gli mancano. Anche il grande maestro del cuore in mano e vero erede di Mario Merola, Silvio Berlusconi, invocava la prole, giurando sulla testa dei figli. L’impressione è che il Caporale abbia imparato a manovrare le emozioni alla, diciamo così, napoletana, modalità che quando non c’erano i neri da impallinare detestava. Ora che c’è da manipolare un Paese, anche i minori vanno bene, ma se qualcuno li pizzica sulla moto d’acqua mentre consumano benzina dei contribuenti e usano i poliziotti come a Gardaland, allora si invoca il garante per l’infanzia e si trattano i giornalisti come delinquenti. Questo è esattamente Matteo Salvini. Un ipocrita colossale

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