martedì, Novembre 12

I rutti di Salvini e i mentecatti del ‘lodo Bettini’ Né Di Maio né Renzi possono credibilmente trattare tra di loro. Solo quando e se gli stellini saranno de-demaiati (e de-dibbati) e il PD de-renzizzato, un discorso logico potrà essere intrapreso

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A forza di accelerazioni, finiremo a Monza, tanto più che, mi pare, ancora nessuno ci ha spiegato perché questa crisi: l’unica motivazione la ha fornita nel suo piccolo Giuseppe Conte, affermando che la Lega vuole -testuale- «capitalizzare l’attuale consenso».
Ora Matteo Salvini, il capitalista sempre pronto alla lacrimuccia, ‘ritira’, o meglio ritirerebbe (perché qui tutto è ambiguo, si diceva lo avrebbe fatto ieri e non lo ha fatto) ladelegazione dei Ministri leghisti dal Governo così Conte ne dovrà prendere atto. Atto di che?
Conte (se è furbo e se non si sarà fatto consigliare dall’ormai annaspante Giggino o peggio dall’innominabile!) ha già in programma una comunicazione in Senato il 20 agosto di rabbia e dimissioni da discutere nei tempi e nei modi parlamentari e con le forme dovute, e sarà molto interessante sentirlo, ne ha di cose da dire se vuole salvare faccia e onore.
A quel punto potrebbe prendere atto della mancata maggioranza, oppure attendere la mozione di sfiducia, il ‘pallino’ lo ha in mano lui ora, contrariamente a ciò che pensa Salvini. Il quale, dicevo, ‘ritirerebbe la delegazione’; ma perché è sua? gli interessi e le esigenze del Paese le decide lui? non ci sono atti dovuti e necessari dei Ministri, e se ne va anche lui, dunque? Beh, almeno quest’ultima cosa, male non sarebbe, sarebbe un piccolo contributo di rasserenamento anche se, purtroppo, gli permetterebbe di continuare le sue vacanze balneari.

Ma poi, diciamoci le cose come stanno, è l’‘ABC’, forse ignoto a Salvini e Giggino, ma, dico, i Ministri mica vanno via così; male che vada restano ‘per l’ordinaria amministrazione’, altrimenti sarebbero dei mentecatti, e comunque tali saranno considerati da molti, che si sveglieranno dal sogno/incubo salviniano. Insomma, a parte il possibile interim di Conte (che, secondo me, si divertirebbe come un pazzo a farlo) è l’ennesima presa in giro degli italiani, l’ennesima beffa strafottente, l’ennesima forzatura, l’ennesima violenza sugli italiani: tutti gli italiani, non solo i non leghisti.

L’altro enfant prodige, Matteo Renzi, nemmeno molla. Vuole guadagnare il vantaggio di avere ‘salvato la legislatura’, il Governo o non so che: in realtà se stesso. Ma davvero non si vergogna, non la si vuole smettere di dire bugie o fanfaronate, possibile che neanche Nicola Zingaretti abbia le palle? L’unità del partito? Suvvia sono balle: vada via Renzi se non è solo un buffone, su, ragionate.

Salvare la legislatura, dice Renzi. E chi glielo ha chiesto? e poi perché? Fare un Governo Scilipoti/Razzi, con la Boschi alla giustizia e Lotti agli interni e presieduto da … già da chi? Ma forse no, perché ora ‘fa un passo di lato’ e lascia (bontà sua) agli altri di agire. Certo, si sappia!, con le sue mattane favorisce e favorirà solo Salvini, che grida all’inciucio, che in realtà ha fatto lui facendo cadere il Governo e bruciando ilcontrattocon gli stellini (e nessuno lo sottolinea, guarda un po’), mentre Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, patetici, restano appiccicati come cozze, anzi, vongole, a Salvini! Beh, su Berlusconi sarei più cauto.

Sorvolo sul giovane Di Maio, che se non fosse l’uomo inaccettabile che è, oramai farebbe solo pena, o anche peggio. Squittisce che lui non farà la prima mossa col PD’: cioè la farà con Renzi, o farà la ‘zita contegnosa’ in attesa che lo svergini il PD o magari, visto che è di moda, lo violenti? No, purché abbia la riduzione dei parlamentari a lui va bene tutto … su Marte!

Ma vi rendete conto in che abisso di lerciume, di doppiezza, di falsità, di ipocrisia stiamo affondando? Altro che il letame, volesse il cielo!

Ora, parliamoci chiaro, visto che improvvisamente Goffredo Bettini, l’ex braccio destro di Walter Veltroni (ma tu guarda le coincidenze della vita, proprio ieri Veltroni diceva la sua, anzi la SUA, su Repubblica!) ‘consiglia al PD ‘ (immediatamente ‘seguito’ dai furbastri professionali: Franceschini e Martina) di trattare con gli stellini in vista di un Governo vero, di legislatura, e tutti i giornali si affannano a commentare quello che diventa (dio solo sa che significa!) il ‘lodo Bettini’, ormai eletto a vate supremo del pensiero pidiino, visto ciò, mi permetterete una breve modesta riflessione, pur non essendo il braccio destro o sinistro di nessuno, e nemmeno il giudice supremo di nulla, quello è un mestiere che lascio volentieri ad altri … quando vorrà, qua sto!

Premesso che la decisione di fare il Governo, come vorrebbe Bettini, equivale a dimettere Zingaretti dalla segreteria e sostituirlo con Renzi, senza congresso, discussione o altro … -evviva la democrazia!- è evidente, addirittura banale, che si debbaparlarecon gli stellini, non perché siano buoni e bravi o fautori di ‘o-ne-stà’, no, ma solo perché sono una forza politica amata da molti, e non ostentatamente fascista e pasticciona come altre, Lega in testa.

Gli stellini, rappresentano, legittimamente e veramente, quella gran parte di italiani delusi dalle politiche insulse e antipopolari del PD (di Renzi, se non sbaglio), arrabbiata per le truffe e le mazzette, privata di ogni valore ideale di riferimento. In questo senso il partito delvaffadei primi tempi, era (e sarebbe forse anche oggi) un rispettabile movimento di protesta legittima e concreta, capace di prospettiva, se solo la sapesse inventare e disegnare.

Ma quella prospettiva non se la è data. Oltre agli insulti e alla vocazione all’isolamento nella propria presunta purezza, i progetti politici sono apparsi dal primo momento confusi, instabili, modesti, privi di riflessione e analisi: insomma, slogan populisti. Che è l’anticamera dei fallimenti.

Al populismo si sono poi aggiunte: le misteriose manovre e forme di controllo di una cosa esterna come Casaleggio & co; le follie anticostituzionali dei Parlamenti scelti a sorte; la ‘vittoria’, urlata sui balconi, di avere indebitato l’Italia ancora di più; la ritirata nascosta dalla ‘vittoria’; la incomprensibile pretesa di affidare a una quarantina di migliaia di persone misteriose la decisione su linee politiche espresse con un sì o un no, il contrario della democrazia; l’invenzione del capo supremo oltre tutto e tutti, che si è per di più rivelato un incapace arrogante e pretenzioso cattivo conoscitore della lingua italiana, alla ricerca di giustificazioni ‘culturali’ sul Mississippi; la compromissione piena con ogni porcheria anti-democratica del Governo di cui fanno parte a cominciare dall’odio verso gli stranieri, già delle origini, ma mascherato fino al governo, cui si aggiunge l’odio per l’impresa; l’accettazione di ogni azione autoritaria dei loro colleghi di Governo, leghisti; l’indifferenza alle crudeltà salviniane.

Per di più, a suo tempo, Pier Luigi Bersani e altri hanno onestamente cercato in ogni modo diparlare’ (non trattare, parlare … la cosa che non capirono a suo tempo e nemmeno capiscono oggi) con gli stellini, dei quali veniva e viene riconosciuto il fatto di essere portatori, per lo più inconsapevoli, di esigenze e pulsioni reali, benché non razionalizzate e coordinate. A quei tentativi la risposta arrogante è sempre statacon voi non parliamo’, noi con voi non trattiamo, mentre trattavano con Salvini: forse anche perché, platealmente, ‘parlare’ non è il loro forte.

Dopo una prima fase di tentativi di Bersani, Renzi ha fatto di loro il peggior nemico del PD, di un PD trasformato in partito di centro, vicino più a Berlusconi che a Fratoianni, confusionario e amico dell’establishment da Marchionne in giù e contro la ‘classe operaia’ (che c’era e c’è, caro Renzi) e per di più non esattamente di specchiata onestà.
Ecco tutto, detto in tre righe.

È ovvio che né Di Maio né Renzi possono credibilmente trattare tra di loro; diventerebbero lo zimbello della politica italiana e sarebbero indicati come quelli che cercano di salvare la pagnotta. Tanto vero che perfino Di Maio lo ha capito, facendo, come ho scritto, sopra la zita contegnosa. Ma Renzi, pensateci, non ha niente da perdere: ora o mai più. Purtroppo nemmeno Zingaretti lo ha capito.

Solo quando e se gli stellini saranno dedemaiati (e dedibbati) e il PD derenzizzato, un discorso logico potrà essere intrapreso. Non tanto, mi spiace per Bettini, nel merito: cioè parlare si può anche ora e si doveva anche prima. Ma ora non sarebbe comprensibile una trattativa e un accordo, sarebbe una manovra di Palazzo e … tornerebbe ilvaffa’, che oggi è solo e schiettamente leghista e dunque tendenzialmente fascista.
Alle parole smozzicate, ai singulti, ai rutti efficacissimi di Salvini, che non pronuncia mai una frase compiuta, si deve trovare il modo di rispondere con altrettanta chiarezza, ma con uno stimolo all’intelligenza, alla riflessione: altrimenti il popolo italiano è condannato a restare il ‘parco buoi’ dei politicanti italiani e, forse, non solo!

Questo, secondo me, è il punto.
A parte gli sbreghi alla Costituzione. Lo ho scritto più volte, ma io non conto nulla: alle 16.18, lo dice su Sky il professor Giovanni Maria Flick, che certamente ne sa molto più di me e lo dice a Pietro Grasso, che non è il primo venuto!

Il resto è chiacchiera, lo è la conferenza stampa intollerabile di ieri di Renzi, la ‘discussione’ senza capo né coda in Senato sui tempi: la gente non ne può più, credetemi!

Vi aspettereste che vi parli della Conferenza stampa di Renzi, non a nome del partito, ma rispettoso del partito, però in nome delle mamme di figli adottivi insultate e anche della propria famiglia insultata. Però lui si mette da parte, e meno male! Va bene, qualunque governo, per lui, ma, guarda caso, Zingaretti ha parlato di governo istituzionale (come dire che lui fa il comodo suo e mette in difficoltà Zingaretti) e la riduzione dei parlamentari anche gli va bene, visto che il referendum è andato male, ma è una piccola riforma costituzionale. Infine, certamente Salvini ha perso (?) e dovrebbe dimettersi. Francamente non c’è altro da dire: giudicate voi. Ma se poi si decidesse di votare la riforma costituzionale? Ah no, perché se Conte si dimette, non si può, ecc., ecc., ecc. Pasticci, trucchetti, saltafossi, tradimenti, aggiramenti, alleanze, rotture … e questi mentecatti dovrebbero governare l’Italia? Contenti voi: votateli se lo stomaco vi regge.

Avevo concluso, ma mi ha colpito moltissimo, a proposito della morte annunciata di Nadia Toffa, una frase stupenda di Laura Pausini, sì una cantante, ma capace di pensare: «vincere significa distinguersi». Non basta mostrarsi con un libro in mano, magari alla rovescia, occorre distinguersi per averli letti i libri e per saperli spiegare, per praticare quell’etica di cui si parla. Se ci sono politici e non solo politicanti in Italia, è venuto il momento di uscire allo scoperto.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.