domenica, Novembre 29

I rari burattini tristi Difficoltà nel reperire figure professionali tra i burattinai, un’antica arte tradizionale vietnamita

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Bangkok – La tradizione dei burattinai in tutto il territorio nazionale è uno dei tratti culturali di più immediata riconoscibilità in Vietnam, un collante che tiene insieme varie generazioni e che viene avvertito come tratto tipico della propria identità. Ma proprio questo è l’aspetto più rilevante della cosa, un fattore che diventa più manifestamente triste nel momento in cui si considera che si tratta di un qualcosa che va scomparendo, così come altre cose tipiche del Vietnam che vanno via via perdendosi man mano che il Paese procede a marce forzate verso la modernità. L’allarme parte dal Presidente dell’Associazione Artisti Teatrali, Le Tien Tho, una associazione facente parte in qualità di membro- dell’Istituto Internazionale del Teatro fin dal 2004.  

«L’Arte dei burattinai è identitaria», ha affermato il Presidente durante un seminario tenutosi di recente per promuovere le forme d’arte tradizionali vietnamite. «Bisognerebbe insegnare a coloro che hanno intenzione di assoldare artisti burattinai di indirizzare la domanda nella direzione dei burattinai di professione». E si è poi sperticato nel sottolineare le doti che devono affinare nel tempo coloro che decidono di intraprendere questa nobile arte tradizionale, poiché non parlano se non attraverso i movimenti dei propri burattini. Ed anche se si tratta di artisti che provengano da differenti ambiti, nel caso in cui decidano di diventare maestri dell’arte dei burattini, debbono prima seguire lunghi corsi di addestramento. Ma – in verità – al momento non vi è nessun college per burattinai. Mestamente, alcuni maestri sottolineano che vi è sempre più mancanza di figure professionali intenzionate ad avviare questa carriera non solo in quanto burattinai, perché –ad onor del vero– mancano anche scrittori di sceneggiature, direttori, pittori. Non vi è praticamente domanda, l’ambito della cinematografia e dei teatri sono stati spesso invitati a tenere corsi specializzati ma pare che tra domanda ed offerta manchi equilibrio e talvolta manca alcun tipo di comunicazione. E’ un po’ un cane che si morde la coda: mancano burattinai perché non c’è richiesta, non c’è richiesta perché mancano burattinai di professione. I turisti stranieri si lamentano del fatto che non vi sono storie e sceneggiature nuove e d’altro canto, non gli si può dar torto, proprio perché –appunto- manca l’innovazione, la freschezza e nuove sceneggiature o figure professionali adatte.

L’arte dei burattinai divenne particolarmente famosa e visse il suo apice negli anni ’80, il che indusse tanti a seguire corsi e specializzarsi nella nobile arte vietnamita. Questo tipo di addestramento culturale fu mantenuto almeno per un paio di decenni ma da allora si è assistito ad un lungo e progressivo declino soprattutto nel numero di artisti desiderosi di stare sul palco e continuare a muovere i burattini al meglio della propria specializzazione ed oggi –tristemente– il panorama è popolato da pochissime figure professionalmente dotate. Uno degli errori che vengono imputati è quello relativo al fatto che prima di andare sul palco l’arte del burattinaio si affina a lungo nella propria Nazione prima di sondare altri territori o per andare a lavorare in altri Paesi. Ebbene, si ritiene che al giorno d’oggi non si faccia più così. Ecco perché –affermano gli esperti– ci sarebbe bisogno di una scuola apposita, un’accademia dell’arte dei burattinai, proprio per affinare ed approfondire un’arte che deve e può assurgere al livello di professione da svolgere normalmente nella vita culturale e sociale.

 

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