venerdì, Febbraio 28

I primi passi falsi del Presidente Macron in Africa

0
1 2 3 4


I primi passi falsi del Presidente Macron in Africa, in ultima analisi, non sono degli errori, ma una continuità politica delle operazioni eversive della FranceAfrique rivolte alle sue colonie africane‘. Il termine ‘colonie’ è  utilizzato da vari attivisti dei Paesi africani francofoni, in quanto all’indipendenza politica degli anni Sessanta non è seguita l’indipendenza economica. Di fatto i Paesi francofoni in Africa sono ancora sotto un regime coloniale di tutela finanziaria e controllo economico ad esclusivo vantaggio della Madrepatria, la Francia.

Vari osservatori africani si stanno interrogando se Macron conosca veramente l’Africa e se sia in grado di gestire le complicate relazioni tra Continente e Francia. La risposta, per i più, è no. Macron sarebbe un prodotto artificiale creato dall’alta finanza francese ed europea, dopo aver posto fine alla fruttuosa collaborazione con il Partito Socialista.

L’avvocato congolese, specialista in diritto internazionale e questioni geopolitiche africane, Tunda ya Kasende Celestin, ci offre un quadro chiaro sul Presidente Macron. “Il Presidente Emmanuel Macron rappresenta un paradosso politico e una creazione artificiale. La sua carriera politica è strettamente legata al suo servilismo all’alta finanza nazionale ed europea. Macron non è il Presidente dei francesi, ma l’uomo di paglia della Borsa di Parigi e della classe padronale.  Per quanto riguarda l’Africa, Macron non ha la minima conoscenza del Continente se non qualche infarinatura assai superficiale acquisita durante il suo stage presso la ENA nel 2004 e qualche visita in Algeria, Tunisia e Nigeria. Non è in grado di gestire i rapporti con l’Africa. L’infelice utilizzo del termine kwassa-kwassa, che ha provocato una crisi diplomatica con l’Unione delle Comore, ha una spiegazione semplice quanto disarmante: Macron, utlizzando questo termine, intendeva dimostrare all’opinione pubblica francese la sua familiarità con il mondo africano senza comprendere l’alto contenuto razzista e offensivo della sua frase.  In realtà Macron si limita al ruolo di portavoce delle decisioni prese da imprenditori e finanzieri francesi rappresentati da Hubert Vedrine, un uomo della FranceAfrique. Le promesse di istaurare nuovi rapporti con i Paesi africani e la condanna del periodo coloniale non sono altro che ingannevole propaganda elettorale. La Francia deve mantenere il controllo delle sue colonie che rappresentano dal 30 al 35% del PIL nazionale francese. Senza l’Africa la Francia collasserebbe economicamente e sarebbe impossibile continuare a giocare il ruolo di grande potenza europea. Senza le ricchezze africane, quasi gratuite la Francia, sarebbe facogitata politicamente ed economicamente dalla Germania.  Gli obiettivi della politica estera Macron in Africa rimangono inalterati rispetto alle altre amministrazioni francesi: assicurarsi il controllo delle materie prime e della servitù finanziaria tramite il Franco CFA. Basta pensare che il 64% della produzione di energia della Francia tramite il nucleare è assicurato dai giacimenti di uranio di due Paesi africani: Niger e Congo. Anche i mezzi adottati per mantenere questo controllo sull’Africa rimangono identici: promozione di guerre civili, supporto a gruppi eversivi e genocidari o a dittatori imprensentabili. A questi strumenti dal 2012 si è aggiunta la promozione del terrorismo salafista in collaborazione con l’Arabia Saudita. Storicamente la Francia sarà ricordata come uno Stato terrorista e sanguinario causa la sua politica estera in Africa”.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore