venerdì, Agosto 14

I primi passi falsi del Presidente Macron in Africa

0
1 2 3 4


La politica estera francese nella regione dei Grandi Laghi contiene altri due paradossi: la guerra fredda contro il Rwanda e il sostegno alle FDLR. Macron non ha alcuna intenzione di migliorare i rapporti con il Rwanda, che rimane considerata una Nazione ostile governata da un Governo da abbattere. La dimostrazione più evidente della continuità della Guerra Fredda Parigi-Kigali è stato il silenzio adottato da Macron dinnanzi alla lettera aperta inviata dalla  Ong francese Collettivo delle Parti Civili per il Rwanda (CPCR), nella quale si chiede alla Francia di assumere le proprie responsabilità storiche riguardanti il supporto al regime razziale HutuPower di Juvenal Habyrimana, l’organizzazione e la partecipazione al genocidio, la protezione dei principali criminali genocidari che godono dell’asilo politico in Francia, tra i quali l’ex First Lady Agathe Habyrimana e il successivo supporto al gruppo terroristico rwandese FDLR.

Le Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR) furono create dalla Francia nel 2001 raggruppando le forze genocidarie responsabili dell’Olocausto in Rwanda del 1994 e soppravissute alla guerra di liberazione del Fronte Patriottico Ruandese e alle due guerre pan africane combattute in Congo, 1996 e 1998. Questo gruppo, inserito nel 2004 nella lista dei gruppi terroristici internazionali, è stato tollerato all’est del Congo per 16 anni, permettendogli ora di diventare una reale minaccia regionale. Le FDLR gestiscono varie zone ricche di materiali in associazione con la Famiglia Kabila e sono la principale e più credibile forza militare in protezione del regime Nkurunziza. Autori delle pulizie etniche contro la tribù Nande e dei massacri di civili in Burundi, ora le FDLR hanno iniziato pulizie etniche contro l’etnia tutsi congolese Banyamulenge e ottenuto dal Presidente Kabila un vasto territorio nel Nord Kivu che si estende da Rutshuru a Lubero da loro gestito come regione semi autonoma.
Il loro quartiere generale di coordinamento delle attività militari nella regione è collocato presso il capoluogo del Nord Kivu, Goma a breve distanza dal quartiere generale della missione di pace ONU in Congo, MONUSCO, che dal 2012 ha stretto (sotto mediazione francese) accordi segreti di collaborazione militare con le FDLR per combattere la ribellione Banyarwanda del Movimento 23  Marzo (M23). Gli uffici della rappresentanza politica FDLR in Europa si trovano a breve distanza dall’Eliseo, a Parigi. Dall’inizio della crisi burundese le FDLR hanno aumentato i loro finaniamenti e capacità militare. Stanno ora reclutando tra i giovani burundesi Imbonerakure e tra i giovani disoccupati congolesi con l’obiettivo di creare un potente esercito di invasione per abbattere il governo ruandese.

In Burundi la Francia continua a promuovere la sua ambigua politica di condanne ufficiali contro il regime Nkurunziza, che nascodono un sostegno reale. Lo scorso maggio sono giunte in Burundi armi comprate dai francesi e provenienti dal Congo per un valore di 1,5 milioni di dollari. Un regalo assai gradito, ma che ricorda la famosa consegna di 1 milione di machete avvenuta pochi mesi prima del genocidio ruandese ed inserita all’interno di un progamma di aiuto agricolo europeo voluto da Parigi. La maggioranza di queste armi leggere è ora distribuita alle milizie genocidarie Imbonerakure.

Il Presidente Macron nella regione dei Grandi Laghi sta contribuendo a creare le condizioni per una guerra regionale con chiare derive genocidarie, senza ottenere risultati favorevoli per l’economia e l’immagine internazionale della Francia. Kabila è intenzionato a rimanere al potere a tutti i costi. Nkurunziza e il suo regime sono vittime di aspre lotte interne, dove potrebbe prevalere la fazione più estremistica favorevole al genocidio. Le FDLR hanno fatto il salto di qualità, aggiungendo agli obiettivi originari la riconquista del Rwanda e la soluzione finale, un piano di sterminio delle popolazioni tutsi dell’est del Congo, Burundi, Rwanda e Uganda.

Al momento l’unico atto concreto di Macron a favore dell’economia francese è stata la vendita di elicotteri da combattimento alla Costa d’Avorio per assicurare le capacità difensive del Hoverno. La vendita di questi elicotteri, di cui valore è divenuto segreto di Stato custodito dai rispettivi governi, è stata possibile grazie alle pressione dell’Amministrazione Hollande sulle Nazioni Unite, che hanno tolto l’embargo della vendita di armi sulla Costa d’Avorio. Lo strategico Paese francofono dell’Africa Occidentale, nel medio termine, potrebbe rappresentare l’ennesima crisi e teatro di guerra per Parigi.

L’attuale Presidente Alassane Ouattara fu posto al potere dai carri armati francesi dopo la crisi post elettorale del 2010. I soldati francesi hanno assicurato anche l’eliminazione politica del suo rivale, l’ex Presidente Laurent Gbagbo, arrestato e sottoposto a processo presso la CPI all’Aia. A distanza di 6 anni, la situazione politica della  Costa d’Avorio è lontana dalla stabilità. Il conflitto tra le forze pro Outatara e pro Gbagbo non è stato risolto ma solo congelato. La giustizia internazionale ha voluto ignorare i crimini di guerra commessi da Ouattare durante le due guerre civili che hanno devastato il Paese. Una decisione che ha creato rancori e rabbia popolare. La ripresa economica sta favorendo solo l’elite al potere e gli impreditori francesi, mentre le milizie che hanno combattuto al fianco di Ouattara, non pagate, dal 2016 si stanno ribellando con una frequenza sempre più ravvicinata, che potrebbe essere il preambolo di una nuova guerra civile.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore