domenica, Dicembre 15

I primi passi falsi del Presidente Macron in Africa

0
1 2 3 4


Le prime mosse del Presidente Emmanuel Macron nella politica verso Africa risultano problematiche. Una politica impostata che si trova a dover gestire. Ha ereditato una guerra senza fine in Mali e la prima settimana di giugno ha provocato una crisi diplomatica tra l’Eliseo e il Governo delle isole Comore.

Giovedì primo giugno durante una visista ufficiale in Gran Bretagna il Presidente Macron ha pronunciato delle frasi offensive nei confronti degli immigrati africani delle Isole Comore che tentano di raggiungere l’isola Mayotte, una delle ultime colonie francesi in Africa con statuto di Dipartimento d’Oltremare. «I kwassa-kwassa non pescano il pesce ma trasportano i camoriani»: questa la frase pronunciata  da Macron.  Kwassa-kwassa è il nome dato dai camoriani alle imbracazioni di fortuna utilizzate dagli immigrati per giungere sulle coste di Mayotte. Essendo Dipartimento francese i clandestini che giungono sull’isola entrano nell’area Shengen a tutti gli effetti e possono usufruire dell’assistenza europea e richiedere visto di soggiorno o asilo politico. I Kwassa-kwassa sono il simbolo della tragedia nazionale delle Isole Comore. Un rapporto del Senato francese valuta che dal 1995 al 2012 diecimila comoriani siano morti durante l’attraversata per raggiungere il Dipartimento francese in Africa.

«Il Presidente Emmanuel Macron ha pronunciato dei propositi scoccanti e frasi offensive nei confronti del popolo comoriano che hanno leso la nostra dignità. I kwassa-kwassa sono un contesto doloroso nella nostra storia contemporanea che il Presidente Macron non può ignorare. Migliaia di famiglie hanno perso i loro cari nel tratto di mare tra Aniouan e Mayotte causa queste imbarcazioni di fortuna. Il kwassa-kwassa non è certo un soggetto umoristico. Le attraversate pericolose dei Comoriani tra Anjouan e Mayotte sono un dramma che non merita frasi umoritistiche o sarcasmo. Il Presidente Macron ha descritto un dramma nazionale in maniera del tutto inaproprita Delle scuse ufficiali sono necessarie» ha dichiarto Said Ali Said Ahmed portavoce del Presidente Azali Asdsoumani.

L’Unione delle Comore  è un piccolo Paese africano noto, fino al 2002, come Repubblica Federale Islamica delle Comore. Ha una superficie di 2.170 km²  ed è composta da tre isole vulcaniche: Grande Comore, Moheli e Anjouan, collocate nell’Oceano Indiano tra il Madagascar e il Mozambico. Fino al 1840 l’arcipelago Comore includeva l’Isola Mayotte. Le quattro isole erano sotto un unico Sultanato. Nel 1841 la Francia invade l’arcipelago e lo ingloba all’interno dei sui domini coloniali d’oltremare. A segutito di violenti motti indipedentistici nel 1973 Parigi è costretta ad iniziare il processo di decolinizzazione prevedendo una indipendenza per il 1978. Il movimento nazionalistico, forte del sostegno popolare, dichiara l’indipendenza 3 anni prima della data prevista: il 6 luglio 1975.

La Francia decide di non inziare una guerra che sarebbe stata controproduttiva a livello politico, viste le guerre indipedentiste delle colonie portoghesi di Mozambico e Angola. Nonostante questa pragmatica decisione l’Eliseo e la FranceAfrique si sentono profondamente toccate nell’orgoglio dalla indipendenza unilaterale di una delle sue ultime colonie in Africa. Iniziano subito le manovre contro la giovane Nazione africana. La Francia si concentra sulla isola Mayotte, distribuendo soldi alla popolazione e assicurandola che sarà premiata con la cittadinanza francese se si staccherà dall’arcipelago. Nel febbraio 1976 la popolazione di Mayotte indice un referendum per rimanere sotto il dominio della Francia.

I ‘SI’ ottengono il 99,4% dei voti. La giovane Nazione (Repubblica Federale Islamica delle Comore) non ha i mezzi per impedire con la forza militare questa scissione. Teme di dare un ottimo pretesto all’Esercito francese per intervenire.

Le azioni eversive di Parigi riprendono nel 1985, quando Parigi annulla lo statuto di vista privilegiato che godevano i comoriani, nato dagli accordi bilaterali post indipendenza che dava diritto ai cittadini dell’arcipelago di entrare nell’isola Mayotte e in Francia con un visto speciale sempre garantito. Al suo posto viene introdotto il visto Ballandeur che pone forti restrinzioni di movimento dei comoriani.  Nel 1997 i servizi segreti francesi creano un movimento indipedentistico nelle isole Anjouan e Moheli con il chiaro obiettivo di distruggere la Repubblica Federale Islamica delle Comore. L’indipedenza delle due isole trova l’opposzione dell’Unione Africana e la crisi rientra con una maggiore autonomia amministrativa delle due isole ribelli.

Nel 2007 Parigi ritorna alla carica creando e armando un movimento armato indipedentistico nell’isola di Anjuan. Il 26 marzo 2008 l’Esercito comoriano riprende il controllo dell’isola con il sostegno delle truppe inviate dalla Unione Africana, mettendo fine alla secessione.

La popolazione dell’Unione delle Comore conta circa 735.000 abitanti composta da etnie bantu, malgasce e arabe. Il modesto PIL annuale (596 milioni di dollari) è una distorta economia creata durante l’occupazione coloniale francese impediscono lo svilippo dell’arcipelago.

Tra il 1852 e il 1912 i coloni francesi in collaborazione con i commercianti arabi creano su un terzo del territorio dell’arcipelago un’economia fondata sulle piantagioni sfruttando le terre più fertili per la coltivazione di vaniglia, ylang-ylang (un olio essenziale) e caffè destinati alla eportazione. Dall’indipendenza ai giorni nostri gli scarsi mezzi del Governo comoriano non hanno permesso di  superare l’economia coloniale e il Paese si basa ancora sulla agricoltura indirizzata all’esportazione. Dal 1982 il Governo ha introdotto la coltivazione di manioca, riso e patate dolci. A tutt’oggi la produzione agricola contribuisce del 41,1% del PIL nazionale e occupa il 77% della manodopera. Il Governo comoriano, per garantire la sicurezza alimentare, è costretto a importare la maggioranza dei beni di primo consumo dal Mozambico e dalla Francia, con drammatiche ripercussioni sui bilanci familiari della popolazione.

I tentativi eversivi tesi a creare secessioni a catena e distruggere l’arcipelago e la distruzione della possibilità di sviluppo causa l’economia coloniale non sono gli unici atti d’aggressione alla sovranità dell’Unione delle Comorre. La Francia dagli anni Ottanta promuove dalla vicina isola Mayotte una sottile propaganda tesa a far aumentare l’immigrazione verso lacivile e prosperosaFrancia. Questo spinge i comoriani ad attraversare con imbarcazioni di fortuna il tratto di mare che li separa dal territorio francese dell’isola Mayotte.

La crisi diplomatica tra i due Paesi sembra rientrata. Lunedì 5 giugno il Presidente comoriano Azali Assoumani si è intrattenuto telefonicamente con il suo omologo francese. Dopo il colloquio telefonico il Presidente Assoumani ha affermato che la crisi è stata superata e i due Paesi possono ora riprendere la collaborazione «in un spirto di fiducia reciproca». L’Eliseo deve pagare un alto prezzo per la crisi risolta: eliminare il Visa Balladur. Questo significherebbe un maggior afflusso di immigrati comoriani in Europa attraverso il dipartimento francese d’oltremare della Martyne.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore