sabato, Ottobre 24

I narcos guerrilleros dichiarano guerra all’Ecuador Mataje, al confine con la Colombia, sotto coprifuoco dopo una serie di attentati. Stati Uniti e Colombia a fianco di Quito

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Non è escluso a priori, inoltre, che vi possa essere il ritorno di personale militare in Ecuador, il delegato del comando Usa Di Salvo ha dichiarato che il suo Paese rispetta la sovranità del Governo di Quito e del suo popolo, in questo spirito «vedremo qual è l’interesse delle autorità ecuadoriane per un ritorno dei nostri ufficiali» . Il Ministro della Difesa, Patricio Zambrano aveva negato la possibilità di riaprire basi militari agli Usa. In Ecuador non si apriranno basi militari straniere, aveva detto, la Costituzione non permette che un contingente statunitense torni installarsi sul territorio, come accaduto fino al 2008. Ma il riavvicinamento diplomatico tra la nuova Amministrazione del Presidente Lenin Moreno e la Washington del Presidente Donald Trump può far ipotizzare che le condizioni possano cambiare. Il divieto che basi militari straniere si installino nel Paese è stata inserita in Costituzione dall’ex Presidente Rafael Correa, altri ‘pezzi’ della Costituzione dell’era Correa sono stati modificati di recente attraverso un referendum che di fatto ha cambiato il volto del Paese per volontà di Moreno. Non si può escludere, considerano gli analisti locali, che anche questo divieto possa cadere se la Presidenza dovesse ritenere che una base militare americana nel Paese possa servire nella lotta ai gruppi armati.
Il Presidente Moreno ha convocato per oggi una riunione del Consiglio di pubblica sicurezza dello Stato, che è l’organo supremo del Paese in fatto di sicurezza nazionale. Forze Armate e Polizia vieteranno la circolazione dei cittadini che abitano nelle zone vicine all’area di San Lorenzo. La Presidenza ha chiesto ai giornalisti e agli utenti dei social network ‘l’utilizzo delle informazioni in modo responsabile’.
L’intelligence militare ha spiegato che Mataje, al confine con la Colombia, è uno dei punti critici del confine settentrionale causa la presenza di gruppi dediti al narcotraffico. In assenza dell’Esercito colombiano nella zona i gruppi di fatto hanno il controllo del territorio, dove gestiscono enormi fattorie, centri di intrattenimento e altri spazi. Le strutture sono protette dai ‘comuneros’ -cittadini arruolati dai guerriglieri-, che avvisano delle operazioni militari o della presenza di estranei nella zona. Per questo motivo, usano strategie come accendere le motoseghe o aumentare il volume della musica in modo che le pattuglie possano essere individuate dai narcos.

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