lunedì, Dicembre 16

«I mercati insegneranno agli italiani a votare» ovverosia una tempesta in un bicchiere? La dichiarazione del commissario tedesco Guenther Oettinger che ha scatenato la reazione dei mercati

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«I mercati insegneranno agli italiani a votare». Lo avrebbe detto il commissario tedesco Guenther Oettinger ma poi si è saputo che questa frase era stata fraintesa. Ma i mercati non sono intelligenti e odiano le sfumature. Lo spread è schizzato su non appena questa frase è stata rilanciata, vera o travisata che fosse.

Poteva sembrare una tempesta in un bicchier d’acqua ma la dura realtà è stato uno squilibrio dellospreadper i titoli di stato italiani forse anche a causa di altre dichiarazioni inopportune – anche se poi smentite – da parte di esponenti politici europei.

Le autorità europee si affrettano a sollecitare – come ha fatto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che ieri ha incontrato al Parlamento europeo il primo ministro lussemburghese Xavier Bettel –  i capi di stato e di governo dell’Ue alla massima attenzione per le necessità dei cittadini. «L‘obiettivo del mio mandato» – ha detto il presidente Tajani – «è ridurre la distanza tra cittadini ed istituzioni». «Per questo» – ha detto – «serve un’Europa diversa, molto più efficace nel rispondere alle loro preoccupazioni su sicurezza, immigrazione, disoccupazione».

Un affondo durissimo su quello che sta accadendo in Italia era stato lanciato ieri dal capogruppo dell’Alde, il gruppo liberale al Parlamento europeo, ed ex premier belga Guy Verhofstadt. «Amo molto l’Italia» – ha twittato Verhofstadt – «e mi rammarico di vederla in questa crisi. L’Italia non è in difficoltà a causa dell’euro ma per mancanza di riforme strutturali. L’euroscetticismo è un modo per sviare l’attenzione dai veri problemi e le loro cause. Dobbiamo riformare l’eurozona insieme».  L’Italia, ha aggiunto Verhofstadt, non ha difficoltà a causa dell’euro ma perché ha bisogno di riforme strutturali. L’Italia deve fare quello che ha iniziato a fare la Francia. Riforme, riforme, riforme e l’Italia sarà salvata!

Anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha dichiarato – nel corso del dibattito al Parlamento europeo sulla proposta di riforma della Commissione europea sul nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 –  che l’Europa «ha bisogno di una visione chiara, orientata a dare risposte efficaci ai cittadini. Il primo cambiamento che dobbiamo promuovere – ha detto – è avere un bilancio politico con risorse adeguate che riflettano le priorità degli europei su sicurezza, difesa, immigrazione, disoccupazione o lotta al cambiamento climatico». Per far questo ha aggiunto «non serve attendere la modifica dei trattati ma sono necessari coraggio e volontà». E per farlo la proposta della Commissione di aumentare il tetto delle risorse all’1,11% del PIL dei paesi membri «è insufficiente». Se vogliamo spendere meno a livello nazionale ed essere più  efficienti dobbiamo creare economie di scala e valore aggiunto a livello dell’Unione e per questo si deve investire almeno l’1,3% che dovrà provenire non dalle tasche dei cittadini ma da nuove risorse proprie: la tassazione giusta dei giganti del web, ad esempio, di chi inquina  con prodotti non biodegradabili, di chi specula sulle transazioni finanziarie ecc

Tajani ha chiesto anche a nome del Parlamento europeo di triplicare i fondi per Erasmus «per garantire al maggior numero possibile di giovani di beneficiare di questo straordinario strumento» ma anche di raddoppiare i fondi per le PMI «che sono la spina dorsale della nostra economia» e la creazione di un fondo specifico per il turismo ma anche l’incremento dei fondi per la difesa, la sicurezza, il controllo delle frontiere esterne, la gestione dei flussi migratori e l’integrazione dei Balcani occidentali. Sulla questione dei flussi migratori si ritorna al piano per l’Africa che possa attirare investimenti in infrastrutture per offrire un futuro concreto di occupazione ai giovani africani.

Ma è sulla questione della riforma del regolamento di Dublino che si appuntano gli strali dei dissidenti come i Cinque Stelle che chiedono una riforma che vada veramente alla radice del problema. «La posizione che sta prevalendo in Consiglio» – ha detto l’ europarlamentare pentastellata Laura Ferrara nella conferenza stampa di tutti i gruppi politici del Parlamento europeo  – «volta le spalle all’Italia perché di fatto la condanna ad una situazione ancora più difficile rispetto a quella che vive attualmente” perché relegherebbe all’Italia “gran parte degli oneri e responsabilità».

Comunque in un testo approvato dal Parlamento europeo sulla necessità di ripristinare la fiducia in Schengen – l’accordo che regola la libera circolazione tra stati europei –  il Parlamento europeo  ha ammesso che l’attuale sistema di asilo appare inadeguato a causa della mancanza di volontà politica, di solidarietà e di condivisione delle responsabilità    da parte di alcuni paesi europei. Nel testo viene anche sottolineato che la maggior parte dei controlli applicati alle frontiere interne da sei paesi europei (Francia, Austria Germania Danimarca Svezia e Norvegia) non sono né necessari né. proporzionati e sono quindi illegittimi e viene condannata  ogni forma di barriera fisica tra gli stati membri comprese le recinzioni. Secondo l’Istituto transnazionale (TNI), i paesi europei hanno costruito più di 1200 chilometri di muri e frontiere per un costo di almeno 500 milioni di euro.

Una dichiarazione questa di grande importanza in questo momento proprio per contrastare le fughe in avanti populiste che stanno avvenendo in questi giorni anche in seguito alla crisi politica in Italia. Servono quindi misure specifiche per ripristinare la fiducia in Schengen come una risposta efficace alle operazioni di ricerca e salvataggio in mare per salvare vite umane, garantire da parte delle autorità nazionali procedure di rimpatrio rapide ed efficaci nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e garantire infrastrutture e alloggi e condizioni di vita adeguati per tutti i richiedenti asilo, specie per i minori non accompagnati e le famiglie con minori e donne in situazioni vulnerabili.

I deputati europei sottolineano inoltre che negli ultimi anni l’Ue ha adottato misure per rinforzare lo spazio Schengen, come l’istituzione dell’Agenzia europea delle frontiere e della guardia costiera, controlli sistematici alle frontiere esterne in ingresso e in uscita per cittadini non UE e un nuovo sistema di registrazione degli ingressi e delle uscite.

Nel dibattito di ieri al Parlamento europeo al quale ha partecipato anche il primo ministro lussemburghese Xavier Bettel, l’ europarlamentare grillina Laura Agea ha peròinsistito sulla necessità di rimettere in discussione i trattati. «Il futuro sarà dell’Europa se rimetteremo in discussione quei trattati che la vedono soccombere, se archiviamo l’austerità, la gestione folle dell’immigrazione e i grandi accordi commerciali che danneggiano i cittadini a favore delle multinazionali. Uscite da questi palazzi e ascoltate il grido dei cittadini che chiedono cambiamento. È solo questione di tempo e il governo del cambiamento arriverà anche in Italia», conclude Agea.

Non abbiamo bisogno delle prediche dei partner europei ribadiscono anche altri europarlamentari come Daniele Viotti, che ha chiesto di incontrare il commissario Oettinger per chiedergli di «evitare di intervenire nel dibattito italiano». «Penso abbia capito – ha aggiunto Viotti –  anche se ha confermato la seconda versione rilanciata dal giornalista che lo ha intervistato secondo cui le risposte del commissario erano state fraintese». Gli europarlamentari italiani del gruppo dei socialisti e democratici cercano di riportare un pò di ordine nel dibattito in cui «Lega e Cinque stelle hanno portato la situazione fuori controllo» ha detto Simona Bonafé, europarlamentare del PD. Tutto questo si traduce in sfiducia a livello globale di cui loro sono responsabili…. Lo spread non c’entra nulla con le regole europee, ma c’entra con l’immagine che Salvini e Di Maio stanno veicolando nel mondo. Chi oggi promette maggiore protezione portandoci fuori dall’Europa prende solo in giro gli italiani e ci colloca fuori dalla storia».

Per il pentastellato europeo Ignazio Corrao «la pseudo smentita di Oettinger mostra ancora più disprezzo verso l’Italia e i suoi concittadini. La toppa è peggiore del buco» ha detto. E ha chiesto al presidente della Commissione europea Juncker di chiedere le dimissioni del commissario Gunther Oettinger. Ma il suo intervento è stato censurato quando ha aggiunto che “alla maggioranza eletta in Italia è stata negata la possibilità di formare un governo. A qualcuno la democrazia italiana fa paura”. La censura è avvenuta in base all’art. 135 del regolamento del Parlamento europeo.

Cerca di gettare acqua sul fuoco la vicepresidente del gruppo S&D Mercedes Bresso secondo cui ha fatto male il commissario europeo ad esprimere un parere che ha impresso una reazione incontrollabile ai mercati. Ma si è detta ottimista che «gli italiani saranno guidati al voto dal ricordo delle battaglie di Altiero Spinelli e dei tanti europeisti che hanno sognato fin dall’epoca del carcere sotto il regime fascista e nazista il grande progetto europeo».

Duro il commento della capogruppo del PD al Parlamento europeo Patrizia Toia che chiede anche lei a Juncker le dimissioni di Oettinger per due motivi:«primo perché non si possono invocare i mercati per dare lezioni politiche a un paese e secondo perché con queste dichiarazioni non si fa che danneggiare l’Italia. Un commissario che si occupa di bilancio dovrebbe sapere quanto é facile e pericoloso influenzare i mercati» ha aggiunto Patrizia Toia.

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