sabato, Ottobre 19

I Jordi: la vera anima dell’indipendentismo della Catalogna Chi sono Jordi Sanchez e di Jordi Cuixart: cosa potrebbe significare l’arresto dei due ‘padri della patria’ catalana

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Lo scorso lunedì è stato ordinato l’arresto preventivo e senza possibilità di cauzione dei due leader dell’indipendentismo catalano: parliamo di Jordi Sanchez, presidente dell’Assemblea Nazionale Catalana (ANC) e di Jordi Cuixart, esponente di Omnium Cultural. L’accusa? Quella di essersi ribellati contro il potere dello Stato. Carles Puigdemont dapprima non risponde all’appello di Mariano Rajoy sulla chiarificazione in merito alla dichiarazione di indipendenza e, poi, si ritrova davanti il secondo ultimatum; stavolta però, la mano dura di Rajoy colpisce con forza e arriva l’arresto, il primo intervento che coinvolge due figure pubbliche così di spicco.

Carmen Lamela, il giudice della Corte Nazionale, ha dichiarato che esistono indicazioni per considerare Sanchez e Cuixart responsabili per le agitazioni volte ad impedire il lavoro della guardia civil e del comitato giudiziario a Barcellona lo scorso 20 e 21 Settembre. In quella stessa occasione le autorità hanno effettuato diversi arresti ed iscrizioni nel registro degli indagati per l’organizzazione del referendum indipendentista del 1 ottobre. Nella sua dichiarazione, il giudice ha evidenziato che tra tutti gli episodi avvenuti in quei giorni, «i più notevoli sono quelli svolti dai leader delle organizzazioni indipendenti ANC e Omnium».

Ma non è finita qui. La richiesta di custodia cautelare incondizionata, infatti, è piombata anche su Josep Lluis Trapero, capo della polizia catalana, indagato per non aver fatto nulla dinanzi al referendum dichiarato illegale dalla giustizia spagnola. Lamela, però, lo ha ‘salvato’ pur vietandogli di allontanarsi dalla città. Passaporto sequestrato e obbligo di presentarsi alla Corte ogni 15 giorni.

A scuotere maggiormente gli animi degli indipendentisti, però, è proprio l’avvenuto doppio arresto dei due Jordis, considerabili come i ‘veri leader dell’indipendenza della Catalogna. «Purtroppo, abbiamo ancora prigionieri politici», questa la reazione di Puigdemont, Presidente della Generalitat.

Ma chi sono Jordi Sanchez e Jordi Cuixart?

Abbiamo già parlato precedentemente dei due movimenti di cui sono essi stessi esponenti, l’ANC e Omnium Cultural, organizzazioni  indipendenti della società civile al centro delle maggiori manifestazioni del movimento indipendentista di questi ultimi anni. L’ANC è nata cinque anni fa, è responsabile delle due storiche mobilitazioni catalane del 2012 e del 2013 e le sue sedi sono sparpagliate un po’ in tutto il territorio autonomo, mentre, Omnium Cultural fonda le sue radici nel 1961 ed, insieme alla prima, è una delle più rilevanti organizzazioni, sia in termini di affiliazione che di bilancio. Omnium è anche sostenuta da importanti imprenditori catalani è da sempre conosciuta per i suoi riconoscimenti e festival letterali, ma negli anni è sempre più coinvolta nelle cause sociali, prima fra tutte, la lotta per il diritto all’autodeterminazione. I due leader sono l’anima e lo specchio dell’indipendentismo popolare.

Dopo aver appreso della decisione della Corte, sia Sanchez che Cuixart hanno postato due video in cui hanno invitato i loro affezionati a reagire con «unità e civiltà». «Oggi abbiamo un segnale in più che la repressione dello Stato non ha limiti nel cercare di frenare questo impulso democratico che viviamo in Catalogna», ha detto Cuixart, ricordando altresì che la sua organizzazione, Omnium, fu obbligata a chiudere dal 1963 al 1967, sotto Francisco Franco. «Se è così, torneremo ad operare in clandestinità».

I due leader hanno traiettorie di vita molto differenti tra loro, ma che hanno finito per essere parallele in questi ultimi anni, da quando, cioè, entrambi hanno preso le redini dell’indipendentismo attraverso la voce delle due organizzazioni. Dato la rilevanza di ANC e Omnium, ‘i Jordi’, come sono stato soprannominati Cuixart e Sanchez, sono considerati da molti come il fulcro e il motore dell’intero processo indipendentista catalano.

Jordi Sanchez, laurea in Scienze Politiche, ex professore e ricercatore presso l’Universitat di Barcellona, è descritto dai media come il ‘principale attivista in Catalogna’. Arriva a capo della ANC nel maggio del 2015, quando Forcadell lasciò per affermarsi nella coalizione di ‘Junts pel Yes’. La sua elezione, in un primo momento, era controversa sia perché a dominare la scena era lo scrittore Liz Castro, ma anche perché a quel tempo, Sanchez subiva gli attacchi del ‘Sindic de Greuges, una delle istituzioni della Generalitat de Catalunya, le cui funzioni sono definite direttamente dallo Statuto Catalano. A differenza dell’altro Jordi, Sanchez era già conosciuto nei salotti politici; infatti, era già membro del ‘Crida per la Solidaritat’, un’associazione catalana molto attiva negli anni ’80 e dell’ICV (Iniciativa per Catalunya Verds), partito politico econazionalista catalano. Negli anni ’90, inoltre, ha ricoperto anche la carica consigliere nella corporazione pubblica della Generalitat.

Dall’altro lato, Jordi Cuixart, arrivato in questa posizione in maniera decisamente più discreta. Di professione imprenditore, pur se legato per anni alle associazioni catalane, affiliato a Omnium dal 1996 dove ha svolto diverse funzioni. Dapprima tesoriere, poi vice presidente e, infine, presidente sostituendo Quim Torra.

Il loro ruolo a capo di entrambe le entità ha coinciso con la legislatura di Carles Puigdemont a capo del Governo indipendentista, ed è per questo che ne è stato influenzato, sia negli alti che nei bassi. Entrambi, poi, hanno agito come mediatori interni ai movimenti pluralisti per l’indipendenza, specie Sanchez ha avuto un ruolo fondamentale per rendere possibile l’accordo che finì con l’investitura dell’attuale presidente.

Ma classificare i due personaggi in chiave puramente politica è l’errore alla base di unincomprensione di fondo. Al di là dei risvolti strettamente politici, ‘i Jordi’, infatti, sono stati certamente ‘consacrati’ dalle imponenti mobilitazioni di strada, di cui sono stati promotori negli ultimi due anni. Ed è proprio questo il ruolo messo in discussione e che ha acceso il campanello d’allarme nella Guardia Civile e nell’Ufficio del Procuratore.

I due Jordi sono agli occhi di tutti, il fattore di traino della forza indipendentista e della rivendicazione di autonomia. Sono probabilemente essi stessi la forza, la propulsione che viene dal popolo, dalla società civile, che con la politica ha sempre meno a che fare. Se si comprende questo, si comprende chiaramente che al centro di tutto non c’è Puigdemont ma ci sono proprio loro. D’altronde, non è un caso che dal loro arresto gli eventi hanno preso una piega ancor più preoccupante. In tutto questo, risulta difficile credere che Puigdemont non sia cosciente di tutto questo. Attenzione, quindi, perché si rischia di rimanere consapevolmente inconsapevoli della situazione.

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