lunedì, Ottobre 14

I jeans si reiventano: eco-sostenibili, vintage o riciclati Rigenerare i jeans è possibile ed è uno dei modi per tutelare il mondo che ci circonda

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L’ambiente è la casa in cui tutti vivono ed è importante preservarlo cercando di inquinare meno e  salvaguardare le risorse, molto si può fare anche attraverso l’attenzione a ciò che si indossa. Rigenerare i jeans è uno dei modi per tutelare il mondo che ci circonda.

Jeans: il capo di moda che supera i tempi

Il tempo cambia le mode, cambia i costumi e i modi di vivere. La maggior parte delle persone che vive nel mondo industrializzato ha più vestiti di quelli che realmente gli occorrerebbero, produrre capi di abbigliamento però inquina perché il processo è lungo, molto dipende dal tipo di fibra utilizzata. Questa infografica di Shopalike sulla sostenibilità dei jeans, si occupa proprio del denim e mette in rilievo notizie che la maggior parte delle persone non conosce. Perché proprio i jeans? Proprio perché nel tempo sono diventati un capo utilizzato praticamente da tutti. La diffusione inizia degli anni Sessanta dopo che ad indossarlo è stato James Dean in un film, da quel momento è stata una vera e propria rivoluzione perché giudicato peccaminoso dai benpensanti, visto che esaltava le curve, e proprio per questo è diventato poi simbolo della liberazione sessuale nel decennio successivo. È così amato anche perché è in grado di seguire stili e tendenze, ma soprattutto di fare la moda, ne abbiamo visto di ogni tipo, dai jeans stretti a quelli a vita alta, quelli a vita bassa e a zampa di elefante, dritti o in versione giacca, gonna, borsa e chi più ne ha più ne metta.

Quanto inquina produrre un paio di jeans

Ciò che pochi sanno è che produrlo inquina. Per la crescita di un chilo di fibre di cotone occorrono 10.000 litri di acqua e tutti sappiamo che si tratta di un elemento essenziale alla vita umana, una risorsa esauribile e a cui molte persone ancora non hanno accesso in modo adeguato e quindi deve esserne evitato lo spreco. D’altronde il jeans è uno dei capi di abbigliamento più utilizzato al mondo, quasi tutti ne hanno un paio, sono trasversali, piacciono ai bambini, agli adulti, agli anziani, sono utilizzati come abbigliamento di moda e quindi con stile innovativo e trendy, ma anche come abito di lavoro per gli impieghi più duri perché sono resistenti e comodi. La loro produzione però inquina. Attraverso una sua indagine Shopalike.it ha messo in evidenza che produrre jeans ha un impatto ambientale elevato perché dopo aver prodotto il cotone inizia la lavorazione per realizzare la tela. Per raggiungere il colore indaco è necessario l’uso di colorazioni che hanno al loro interno metalli pesanti, altamente inquinanti. Per lavare la tela eliminando i residui di colore si usa la pietra di pomice che contiene sostanze inquinanti e danneggia le levatrici industriali. Per ottenere l’effetto vintage che tanto piace è invece necessaria l’operazione di sabbiatura che, oltre ad inquinare, può essere pericolosa anche per coloro che eseguono la lavorazione stessa. Insomma produrre un jeans è inquinante, ma se tutti usassero un po’ di accortezza in più, il danno sarebbe contenibile.

Lunga vita ai jeans

Sempre da questa indagine emerge anche un uso spesso sbagliato dei jeans. Ad esempio, le persone lavano troppo frequentemente i jeans e soprattutto in modo sbagliatoandrebbero lavati al rovescio e solo quando è necessario, in questo modo hanno una durata più lunga. Un jeans è un capo che può durare davvero molti anni, soprattutto per chi non esegue mansioni particolarmente usuranti, ad esempio chi lavora nell’edilizia. Il jeans usato come capo di moda può durare decenni e allora perché buttarlo? Spesso solo perché non ha più un taglio trendy, ma in realtà si tratta di un capo sempreverde, interpretato e reinterpretabile in mille modi. Inoltre quando proprio non si usa più può essere riutilizzato, o meglio riciclato. Esistono delle piattaforme che consentono di mettere in vendita gli abiti usati e tra questi i jeans, la più conosciuta è Wallapop. Qui è possibile vendere i propri capi e se sono ben tenuti, magari anche di marca, si possono ottenere davvero dei buoni prezzi. Non solo, infatti sulla app Notmystyle è possibile trovare anche una lista di brand eco-sostenibili. Cosa vuol dire? Semplicemente che si tratta di aziende che mettono in atto una serie di accorgimenti che migliorano la sostenibilità ambientale della filiera di produzione. Ad esempio utilizzano
colorazioni a basso impatto ambientale, con fissanti naturali, tinture vegetali o all’azoto. Le tecniche di produzione della materia prima prevedono una riduzione dell’uso di pesticidi per la coltivazione del cotone, spostando anche la produzione in siti che hanno caratteristiche ambientali, climatiche e tipologia di terreno più adatte a questa coltura. Il lavaggio previsto tradizionalmente con pietra di pomice e che è altamente inquinante è sostituito dal lavaggio con enzimi. Questi sono solo alcuni degli accorgimenti che possono fare la differenza.

Il riciclo del denim: i jeans diventano maglioni

Le novità nel mondo del denim non finiscono qui perché le fibre possono essere lavorate e riutilizzate. Come ben descritto in questo articolo è possibile riciclare il denim e ottenere nuove fibre di tessuto per nuovi capi di abbigliamento con un notevole abbattimento di emissioni inquinanti.

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