giovedì, Ottobre 22

I Genesis e la rivoluzione d’ottobre

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Lenin e Lev Trockij per la storia sovietica e russa sono un po’ come Peter Gabriel e Steve Hackett per quella dei Genesis.
Sono quarant’anni che Phil Collins si danna per spiegare a tutti che i Genesis non soltanto sono anche un’altra cosa oltre Gabriel e Hackett, ma sono soprattutto un’altra cosa  -visto che sull’arco di vita intero del gruppo, il periodo gabriel-hackettiano ‘cuba’ un 15% al massimo.

Peter, infatti, i Genesis li fonda e sta con loro dal primo album, del 1969, ‘From Genesis to Revelation‘, al 1974 di ‘The Lamb Lies Down on Broadway‘; e Steve entra nel gruppo con ‘Nursery Crime‘ del 1971 e ci resta fino a ‘Wind & Wuthering‘, del 1977. Dopodiché, e fino ad oggi 2015, i Genesis fanno a meno di entrambi.

Ciononostante, il vero fan del gruppo riconosce e ama un brano dei Genesis in quanto tale se e solo se esso proviene dalla produzione di quel numero di anni e di album tutto sommato assai ridotto; e le sterminate cover band in giro per il mondo si esibiscono con un repertorio che fa riferimento quasi sempre e soltanto a quegli album e a quegli anni; e il merchandising dei Genesis stessi, posteriori a Gabriel e ad Hackett, ‘spinge’ se e solo se riporta insieme alla produzione degli ultimi decenni anche qualcosa del primo periodo. E se sopravvivono ancora un po’ dappertutto una memoria e una frequentazione  -anche nelle giovani generazioni- di quella bellissima sfumatura di rock progressive, il merito va senz’altro ai dischi che i Genesis hanno creato quando di essi facevano parte, contemporaneamente, Steve Hackett e Peter Gabriel (che poi son solo cinque: in studio, oltre ‘Nursery e The Lamb‘, ‘Foxtrot‘ del 1972 e ‘Selling England by the Pound‘ del 1973, e dal vivo ‘Genesis Live‘ pure del 1973).

Phil Collins, Tony Banks e Mike Rutherford mi perdoneranno per averla detta così chiara, ma è così: lo sanno tutti; e d’altronde lo sanno anche loro (e così pure gli onesti Daryl Stuermer e Chester Thompson, i quali coi Genesis in turnée presero il posto dei due ‘fuoriusciti’, rispettivamente per venticinque e trent’anni – ma nemmeno ciò bastò a farci dimenticare i fantastici concerti di quel lustro ‘aurorale’).

Mutatis mutandis. Vladimir Il’ic Ul’janov detto Lenin è, nella secolare storia russa, il fondatore stesso della storia sovietica; infatti egli promuove, guida e porta alla vittoria la Rivoluzione d’Ottobre nel 1917. Ma già nel 1922 è colpito da ictus cerebrale, dal 1923 gli è impossibile comunicare e nel 1924 muore.

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