giovedì, Novembre 14

I curdi muoiono, ma a Roma regna il ‘benaltrismo’ Qui si festeggia ancora il taglio ai parlamentari, il ‘benaltrismo’ guida la politica dei politicanti, con gli stellini e Renzi che hanno l’arma della debolezza del PD

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Come avevamo previsto, la Turchia ha iniziato la sua campagna d’autunno, quella della mattanza dei curdi, e, come previsto, del nostro Ministro degli Esteri non vi è traccia. A parte la ‘preoccupazione’ di Giuseppe Conte, tutto tace.

La sola traccia che il Ministero che siede in Farnesina ha lasciato sono gli ennesimi festeggiamenti volgari, sbracati, rumorosi, offensivi del buon gusto istituzionale, le solite assurde cose, per il ‘taglio’ dei parlamentari (i prossimi, però!), la cancellazione delle ‘poltrone’.
L’ho scritto ieri, forse un po’ duramente, lo ripeto oggi ancora più duramente, ma con grandissima preoccupazione: si festeggia un colpo duro alla democrazia, alla nostra Costituzione, al nostro sentire di stare insieme perché siamo parte di un tutto che ci accomuna, alla nostra intelligenza, mentre invece quei discinti urlatori buffoneschi davanti al Parlamento, invece che su un balcone perocolante dal quale hanno dovuto scendere con gravi perdite, ad impugnare striscioni, a stracciarli (producendo monnezza) a sbraitare sbracciandosi per cosa? Nulla, nulla di nulla.
O meglio, temo: un buon colpo basso deciso alla democrazia, attraverso la propaganda dell’idea per cui il Parlamento non serve, serve chi decida per tutti.

Non so quante volte lo ho scritto, ma lo ripeto: Matteo Salvini, Matteo Renzi sono la negazione della democrazia e della Costituzione, ma gli stellini, e specialmente il capo politico che dovrebbe fare il Ministro degli Esteri e invece sta in piazza a stracciare manifesti, sono il più grave e decisivo pericolo per la nostra democrazia, per le nostre istituzioni. Per fortuna, per nostra fortuna, sono di una incompetenza e di una rozzezza senza precedenti, e quello che vorrebbero fare, finora, non sanno farlo, ma sono furbi, magari non capiscono, ma sanno approfittarne.
E ora hanno un’arma in più, temo: il PD.

Il PD?, sì, il PD e per di più Renzi. Sia gli uni che l’altro, in modo diverso, sono o possono essere la spalla che aiuti gli stellini a fare altri danni alla democrazia e altri ancora maggiori al Paese.

Renzi, si sa, con la democrazia ha un rapporto a dir poco difficile, contrastato. Insomma, facciamola breve, la democrazia non la vuole, lui è per ilpartito carismatico’, che tradotto in lingua corrente, significa il partito dove c’è un capo che fa e disfa, e che fa un Governo con un Capo … già visto e abbiamo visto come è finito. E lo ha fatto, portandoci noi tutti a sbattere, e lo sta facendo ora, cercando in ogni modo di fare traballare il Governo e di accreditarsi come quello che ha idee, proponendo ogni minuto una cosa già proposta da altri (il PD, per lo più), ma come se fosse una idea sua che strombazza, o facendo il facile giochetto, vecchio usato stravisto noioso, del ‘benaltrismo’: quello che fate va bene, ma c’è ben altro da fare. Sempre lo stesso giochetto stupido e devastante, che danneggia ogni coerenza, impedisce una linea. Ma lui, Renzi ha bisogno di ‘apparire’, di fingere di essere presente, di mettere in difficoltà gli altri (non per nulla ha la sua quinta colonna nel PD) per apparire sul proscenio, nella speranza di arraffare, alla prima occasione, qualche voto in più grazie al fatto che nessuno può dire di non conoscerlo!

In ciò perfettamente identico allo stellino-capo-aspirante-omologo-di-Ross, che però, rispetto a lui, idee non ne ha. Sarà incredibile pensarlo, io stesso rabbrividisco scrivendolo, ma tra lo stellino-capo-ecc. e Renzi vi è un abisso. Quest’ultimo ha una parvenza di cultura, di esperienza, l’altro è il nulla, accompagnato da un saltimbanco e da un ‘controllore delle secrete cose’ che va a New York a spiegare a delle persone attonite cosa sia la ‘democrazia diretta’: cioè il nulla, o meglio il centralismo assoluto. Lo stellino-capo non credo che capisca bene, ma sa e ha imparato che a gridare si viene presi più sul serio che se si dicono cose serie a bassa voce … ma poi si dovrebbe avere cose serie da dire.

Inoltre, i due sono fortemente aiutati e supportati da quella, ormai insopportabile, ‘compagnia di girodigiornalisti’, sempre gli stessi, sempre uguali, sempre vestiti o svestiti allo stesso modo, quei giornalisti che girano incessanti in tutte le trasmissioni TV ogni giorno e perfino più volte al giorno, a ripetereanalisi’ (le chiamano così, ma per lo più fanno ridere) complicate in politichese puro, dette col mento in alto della seria “qua simo buoni, che credete!”: quello fa quello, perché quell’altro ieri ha detto cosa, mentre un terzo domani dirà un’altra cosa ancora. Queste sono le loro analisi, cioè i retroscena e le ‘previsioniche non realizzano mai, ma tanto chi se lo ricorda…. Ormai uno li vede e già sa cosa dirà ognuno di loro, così come già sa che presenterà il solito libercolo, che così sarà venduto a un sacco di gente in più di quanta normalmente non lo comprerebbe, cioè nessuno: qualche sera fa dalla ineffabile Gruber, che si è scoperta una aggressività istintiva programmatica, tre giornalisti tre e tre libri tre.
Ormai una noia sussiegosa e allusiva (perché ‘alludono’ sempre, ne sanno sempre una più del diavolo ma non dicono mai perché né lo dimostrano, oppure, tipo Mentana, dicono che quella cosa loro non la dicono, ma intanto la hanno detta) che porta acqua solo al mulino dei politicanti, che stracciano manifesti, che propongono ben altro, ecc. Mentre l’Italia affonda.

E la Confindustria non sa fare di meglio che del ben’altrismo parossistico da clinica psichiatrica: ci vuole di più per questo, per quello e per quell’altro … ma dove trovare i soldi si guardano bene dal dirlo. Ma, è ovvio, questo è il nostro Paese, la politica di ogni giorno, che guarda, bene che vada, a domani mattina.

Ma, dicevo, un altro elemento problematico è il PD. Il quale è una organizzazione grossa, e ricca, volendo, di competenze, che potrebbero aiutare molto gli stellini, che peraltro ovviamente ne approfitterebbero per dire che è tutto merito loro, a parte il fatto (fondamentale) che continuano con le loro idee stravaganti e non è affatto certo che onorino l’impegno di cambiare legge elettorale, i regolamenti ecc., dopo la modifica del numero dei parlamentari; tanto è vero che Renzi e altri si preparano al ‘colpo basso’ e cioè a chiedere il referendum: e tutti sappiamo cosa ciò potrebbe significare!
Il PD, però dicevo, continua nella sua tradizionale attività di donazione di sangue agli altri partiti della coalizione, per poi prendere lui botte in testa come accade sempre. Anche perché, anzi principalmente perché, al di là del dramma delle correnti e delle quinte colonne, non ha elaborato, o almeno resa pubblica, una idea di futuro, un progetto, una via. Ha le potenzialità per farlo (divisioni permettendo), ha anche avuto l’idea di ‘avvicinare’ la gente e in particolare gli intellettuali per la definizione di una linea politica, per l’elencazione di idee e proposte articolate, come dice Nicola Zingaretti. Ma tra il dire e il fare … nessuno più, specie gli intellettuali seri, si fida del PD, della sua capacità di elaborare strategie e poi di portarle avanti. Anche qui gioca un ruolo fondamentale la ben nota arroganza o supponenza dei ‘militanti’, ma specialmente deidirigenti’, ai quali puoi dipingere le cose più belle del mondo, ma che non riescono a ragionare e vedere oltre il proprio ombelico … al massimo quello che c’è sotto, ma non hanno voglia né tempo di ascoltare uno che dice qualcosa: sanno tutto loro, al massimo ti guardano in tralice e dicono ‘eh ma non capisci la logica della politica …’!

L’altra sera, curiosamente in contemporanea su due reti diverse, ciascuno dal suo punto di vista, lo dicevano Massimo Cacciari e Pierluigi Bersani: due delle pochissime persone pensanti che girano i ‘salotti’ televisivi, per di più, in genere, senza libri da presentare. Sarebbe bello se il PD nominasse due persone come loro e magari qualcun altro, a coordinare le ‘idee’, a predisporre progetti … ma ci vorrebbe la fata turchina!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.