domenica, Dicembre 8

I corleonesi disonorano Provenzano

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Il Comitato per la libertà di Voto, sostenuto dal Partito Radicale, lancia l’ultimo appello per la raccolta delle firme necessarie a chiedere lo spacchettamento dei quesiti referendari, che si concluderà nella giornata di domani e che necessita ancora dell’appoggio di 126 deputati o di 65 senatori. Una ulteriore problematica per i radicali che in questi giorni stanno affrontando un’intensa battaglia interna. Lo scontro post pannelliano, con il leader radicale Marco Pannella, venuto meno da due mesi, il 19 Maggio scorso, ha assunto un’accelerazione vorticosa e nel suo piccolo dannosa. Da un lato vi sono quelli del Parito Radicale non violento trasnazionale e traspartito, guidati dal tesoriere Marco Turco, che convocano il quarantesimo congresso straordinario dal 1 al 3 Settembre prossimi a Roma presso il carcere di Rebibbia. Dall’altro coloro che fanno parte dei Radicali Italiani, con il segretario Riccardo Magi, in stretto rapporto con Emma Bonino, che convocano a loro volta un Senato del Partito Radicale per questo giovedì 14 Luglio 2016. Contestando radicalmente le mobilità dell’altra iniziativa. Si capisce poco di come stanno le cose, di chi abbia ragione, e di come andrà a finire, ma sostiene un autorevole conoscitore delle ‘cose radicali’ “In certi casi è preferibile non capire…”

Si è spento questa mattina all’età di 83 anni Bernardo Provenzano, capo di Cosa Nostra arrestato nel 2006 dopo 43 anni di latitanza, autore di crimini e azioni efferate, tra cui la ‘strage di viale lazio‘ del 1969. Subito l’attenzione dei media si concentra su Corleone, città preda delle spire mafiose dell’ex super boss, dove il tricolore a mezz’asta davanti agli uffici degli enti pubblici fa infuriare la polemica «Appena ho saputo della fine di Provenzano, mi sono attaccata al telefono ordinando di alzare le bandiere, di eliminare ogni segno di lutto, come avevo invece deciso pensando alle vittime della strage del treno in Puglia, chiedendo via facebook ai miei concittadini di prodigarsi per la raccolta di sangue». Spiega il sindaco Lea Savona, impegnata in un pellegrinaggio lungo il cammino di Santiago de Compostela e ribadisce la sua posizione «A Corleone non ci saranno funerali e cortei funebri in piazza. Se la famiglia deciderà di seppellire il boss nella sua città natale potranno andare direttamente solo al cimitero. Non permetterò alcuna strumentalizzazione, come è accaduto per il presunto e inesistente “inchino” dell’ultima processione passata lungo la strada dove abitano i parenti di Salvatore Riina»e conclude ribadendo «È qui con me in cammino don Giuseppe Gentile, sacerdote della Madonna delle Grazie e responsabile della cappella del cimitero. Torneremo insieme il 19. A cerimonie concluse. E se vogliono un prete, anche soltanto al cimitero, i Provenzano dovranno cercarsene un altro». A lei si aggiunge il commentodel presidente del Senato Piero Grasso «Bernardo Provenzano è stato per decenni il capo di Cosa nostra, macchiandosi di crimini e stragi efferate, nonché il vertice delle più segrete trame del nostro tempo. Grazie a una fortissima rete di supporto è stato latitante per più di 40 anni». Scrive sul suo profilo di Facebook«Nonostante le mille difficoltà,  nel 2006 riuscimmo a prenderlo, infrangendo il mito dell’invincibilità della mafia: da allora è stato in carcere, dove oggi è morto. Dalla sua cattura è iniziata la speranza di un cambiamento fino ad allora ritenuto impossibile: l’impegno per distruggere il ‘sistema Provenzano’, fatto di profitti illeciti e di illegalità diffusa, di corruzione e di collusione all’interno sistema politico, imprenditoriale e affaristico. Porta con sé tanti misteri, pezzi di verità che abbiamo il dovere di continuare a cercare. Il bisogno di verità e giustizia non muore mai».

Il Comitato per il Sì, nel frattempo, si prepara a consegnare, presso la Coorte di Cassazione, le oltre 500 mila firme necessarie a chiedere il referendum sulla riforma costituzionale, mentre i Comitati per il No arrestano la loro raccolta a 300mila.

 

Dal Senato l’aula approva il disegno di legge sul bilancio degli Enti locali con 184 voti a favore sì, 45 contrari e  44 astenuti, mentre respinge con 46 sì 196 no e 4 astenutila richiesta di dimissioni presentata dall’ex pentastellato ed ora gruppo Misto Giuseppe Vacciano.

 

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