domenica, Novembre 17

I bagagli di Schifani e lo scontro sulla tortura

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In un Nuovo Centro Destra (Ncd) sempre più sguarnito e malandato arrivano le dimissioni del capogruppo al Senato Renato Schifani, che senza indugi saluta Angelino Alfano e i compagni di partito «Il progetto centrista di Alfano non lo condivido» spiega Schifani nella conferenza stampa indetta per oggi a Palazzo Madama e aggiunge «Non mi sento attaccato alla poltrona o a posti di prestigio e lascio il mio ruolo da capogruppo perché non sono in linea con un’operazione che mi appare più da Palazzo che da territorio e non manifesta il nostro posizionamento e identità di centrodestra». Una stoccata partita da lontano con i primi scricchioli e qualche emendamento andato sono nelle aule del Senato, culminato con l’addio deciso e fermo di oggi che fa tremare Alfano e la coalizione da lui guidata. Un periodo duro per Ncd che dopo l’attacco ad Alfano, nominato in alcune intercettazioni relative all’arresto del faccendiere Raffaele Pizza, fratello di Giuseppe Pizza segretario della nuova Democrazia Cristiana, ha faticato nel rimettersi in carreggiata. Crisi che non coinvolge l’associata area popolare che nella mattinata ha presentato ben 1300 emendamenti contro l’utilizzo della cannabis «Area popolare ha presentato oltre 1.300 emendamenti per dire no all’assurda proposta sulla cannabis. Siamo assolutamente contrari alla legalizzazione, al messaggio che si vuol far passare, che ci si può fare uno spinello liberamente senza problemi. Per questo non condividiamo per niente la ratio e l’impianto del provvedimento in discussione alla Camera, né dal punto di vista della salute pubblica né da quello del contrasto alla criminalità organizzata» afferma il presidente dei deputati di Area popolare, Maurizio Lupi, continuando «Le nostre modifiche sono rivolte a riaffermare alcuni principi cardine: non esistono droghe leggere, fanno tutte male. L’uso terapeutico è un’altra cosa che trova il nostro sostegno sul piano della salute pubblica».

Intanto prosegue la controversia iniziata ieri durante la riunione tra il Governo e i capogruppo di Camera e Senato in merito al terrorismo in Europa, sul ddl della tortura. Renato Brunetta (FI) e Fabio Rampelli (FdI) avevano fatto presente che nel testo in questione vi erano delle incongruenze che avrebbero messo in difficoltà gli organi di sicurezza nazionale, tanto da far ravvedere lo stesso Ministro degli Interni Alfano che aveva proposto una possibile revisione in sede di discussione alla Camera. Ma c’è chi non era d’accordo con questa presa di posizione, come il presidente della Camera, Laura Bordini che oggi ha dichiarato «Si tratta di un provvedimento atteso da molti anni che rafforza la nostra democrazia non ci possono essere altre letture non è un provvedimento contro qualcuno, ma a garanzia di tutti. Mi auguro che quando tornerà qui venga caldendarizzato quanto prima». Nel frattempo in serata è arrivata la conferma dal Senato della sospensione dell’esame del ddl su richiesta di Forza Italia, Lega Nord e Cor in contrapposizione ai gruppi di Sel e Sinistra Italiana.

Sono stati riconosciuti i corpi degli italiani dispersi a Nizza, diventate ufficialmente vittime nella mattinata odierna. Carla Gaveglio, Maria Grazia Ascoli, Gianna Muset e Angelo D’Agostino non ce l’hanno fatta, mentre il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni esprime «vicinanza e solidarietà ai famigliari e agli amici delle vittime del barbaro attentato».

 

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